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Sequestro preventivo e profitto nel concorso di reati

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per l’intero importo del profitto del reato eseguito contro un singolo indagato. Nonostante la difesa sostenesse che il vincolo dovesse limitarsi alla quota di profitto effettivamente percepita dal soggetto, i giudici hanno ribadito che nel concorso di persone vige il principio di solidarietà. Tale principio permette di aggredire i beni di un solo concorrente fino alla concorrenza del valore totale del profitto illecito, purché non si verifichi una duplicazione della confisca oltre il danno totale accertato.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 51720 Anno 2023
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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Sequestro preventivo: la responsabilità solidale nel reato

Il sequestro preventivo rappresenta uno degli strumenti più incisivi a disposizione dell’autorità giudiziaria per contrastare i reati di natura economica. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito i confini della responsabilità patrimoniale individuale quando il reato è commesso da più persone in concorso tra loro.

Il caso e la contestazione del profitto

La vicenda trae origine dal ricorso presentato da un’indagata contro un’ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava il sequestro di un immobile di sua proprietà. La difesa contestava che il valore del bene sequestrato corrispondesse all’intero profitto del reato (oltre 127.000 euro), mentre la quota di profitto riferibile direttamente all’indagata era di soli 6.000 euro. Secondo la tesi difensiva, il sequestro avrebbe dovuto essere proporzionato alla quota individuale e non alla totalità dell’illecito.

Sequestro preventivo e principio di solidarietà

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Il punto cardine della decisione risiede nella natura del concorso di persone nel reato. Quando più soggetti partecipano a un illecito, l’azione delittuosa viene considerata come un unicum prodotto dall’apporto di tutti i partecipanti. Di conseguenza, ogni concorrente risponde dell’intero evento e delle sue conseguenze sanzionatorie.

La natura sanzionatoria della confisca

La confisca per equivalente, a cui il sequestro è finalizzato, ha una funzione eminentemente sanzionatoria. Questo giustifica il fatto che il vincolo possa essere disposto nei confronti di uno solo dei coindagati per l’intero importo del prezzo o del profitto, indipendentemente da come le somme siano state poi ripartite internamente tra i complici. Il riparto interno è considerato un fatto privo di rilievo penale.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla teoria monistica del concorso di persone. Poiché l’attività di ogni concorrente si inserisce con efficienza causale nella produzione dell’evento, ciascuno è chiamato a rispondere della globalità del reato. L’art. 110 c.p. stabilisce infatti che ogni partecipante soggiace alla pena stabilita per il reato stesso. Il principio solidaristico implica che il profitto, una volta persa la sua individualità storica, possa essere recuperato indifferentemente presso ciascuno dei concorrenti. L’unico limite invalicabile è rappresentato dal divieto di duplicazione: lo Stato non può espropriare complessivamente una somma superiore al profitto totale accertato.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione riafferma che il sequestro preventivo può colpire legittimamente il patrimonio di un singolo indagato per l’intero valore del profitto illecito generato dal gruppo. Per i soggetti coinvolti in indagini per reati associativi o in concorso, ciò significa che il rischio patrimoniale non è limitato a quanto effettivamente incassato, ma si estende all’intera operazione economica illecita. Questa interpretazione rafforza l’efficacia deterrente delle misure cautelari reali, impedendo che la frammentazione del profitto tra più soggetti possa ostacolare il recupero integrale delle somme da parte dello Stato.

Può il sequestro preventivo colpire beni per un valore superiore alla quota di profitto percepita dal singolo indagato?
Sì, in caso di concorso di persone vige il principio solidaristico per cui ogni partecipante può essere chiamato a rispondere dell’intero profitto del reato, indipendentemente dalla sua quota individuale.

Cosa succede se il valore dei beni sequestrati a più indagati supera il profitto totale del reato?
La legge vieta la duplicazione della confisca; pertanto, l’espropriazione complessiva non può mai eccedere l’ammontare totale del profitto illecito effettivamente accertato.

Qual è la natura giuridica della confisca per equivalente nel concorso di persone?
Essa ha una funzione sanzionatoria che giustifica l’imputazione dell’intera azione delittuosa a ciascun concorrente, rendendo legittimo il vincolo sull’intero importo verso chiunque dei partecipanti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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