LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 640 Codice Penale — Anno 2025

Pagina 3 di 28

550 provvedimenti

Altri anni per Art. 640 Codice Penale

Ricorso per Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si basa sulla normativa che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Potere del giudice e prove: la Cassazione si esprime
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni dipendenti condannati per truffa aggravata ai danni di una società pubblica. Gli imputati, utilizzando carte carburante aziendali, si appropriavano indebitamente di carburante. La Corte ha confermato la validità delle condanne, ribadendo l'ampio potere del giudice di disporre d'ufficio l'assunzione di prove, anche in caso di inerzia del Pubblico Ministero. Ha inoltre stabilito che le videoriprese sono utilizzabili anche senza codice hash, a meno che non vi sia una prova concreta di manomissione.
Continua »
Truffa avvocato: quando la promessa è reato
Una professionista legale è stata condannata per truffa aggravata ai danni dei suoi clienti. La condotta contestata riguarda la promessa di ottenere visti d'ingresso in Italia per i loro familiari, a fronte del pagamento di somme di denaro. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la condotta di un avvocato che garantisce un risultato incerto e omette volontariamente informazioni cruciali integra il reato di truffa avvocato. Il ricorso della professionista è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Truffa contrattuale: il silenzio non è sempre reato
Un militare è stato accusato di truffa contrattuale per non aver pagato le utenze e le tasse di un alloggio di servizio. Inizialmente assolto, è stato poi condannato in appello. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo un principio chiave: il semplice 'silenzio-inerzia', ovvero approfittare passivamente della disorganizzazione altrui senza attivi inganni, costituisce un inadempimento civile, ma non integra il reato di truffa. Per la truffa è necessario un 'silenzio malizioso' inserito in un piano fraudolento attivo.
Continua »
Ricorso parte civile: inammissibile contro l’assoluzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della parte civile contro una sentenza di assoluzione per vizio totale di mente. La Corte chiarisce che non può riesaminare le prove nel merito, ma solo verificare vizi di legittimità come il travisamento della prova. Viene inoltre confermato che l'assoluzione in appello comporta la caducazione automatica delle statuizioni civili di primo grado.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibile se generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fratelli condannati per truffa. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi presentati, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza un confronto specifico con le motivazioni della sentenza di condanna. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio sui fatti, ma un controllo di legittimità sulla corretta applicazione della legge.
Continua »
Truffa aggravata online: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa aggravata online, chiarendo che la nuova aggravante per l'uso di strumenti informatici non viola il principio di irretroattività. La sentenza analizza la cosiddetta "minorata difesa" nelle frodi telematiche, ritenendo irrilevante che la nuova norma sia successiva ai fatti, in quanto si limita a specificare un'ipotesi già esistente. Il ricorso dell'imputata, accusata di aver orchestrato truffe su finte case vacanza, è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Profitto del reato: i costi non sono deducibili
Una società edile impugna un provvedimento di sequestro, sostenendo che dal profitto illecito dovrebbero essere sottratti i maggiori costi sostenuti per la realizzazione di un'opera pubblica. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo il principio secondo cui il calcolo del profitto del reato ai fini della confisca non ammette la deduzione dei costi, anche se leciti, sostenuti per commettere l'illecito. Il vantaggio economico derivante dal crimine va considerato al lordo delle spese.
Continua »
Sequestro per equivalente: limiti e ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro per equivalente esteso ai beni di una società. La sentenza chiarisce che le questioni relative alle modalità esecutive del sequestro, come l'aggressione di beni di un soggetto terzo, non possono essere fatte valere con il riesame ma con l'apposito incidente di esecuzione. Viene inoltre confermata la regola sulla competenza territoriale per il reato di corruzione, radicata nel luogo di consumazione del reato.
Continua »
Pedaggio autostradale: non pagare è reato di truffa
Un automobilista è stato condannato per il reato di truffa per non aver pagato un pedaggio autostradale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le eccezioni sulla nullità processuale e sulla riqualificazione del reato. La Corte ha chiarito che l'utilizzo delle corsie riservate ai sistemi di pagamento elettronico senza averne titolo costituisce un raggiro finalizzato a eludere il pagamento, configurando così il reato di truffa.
Continua »
Truffa aggravata: no dolo, no reato per il bancario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni risparmiatori contro l'assoluzione di funzionari di banca dall'accusa di truffa aggravata. La vicenda riguardava la vendita di azioni di un istituto di credito, il cui valore si è poi azzerato. La Corte ha confermato che, per configurare il reato, è indispensabile provare l'intenzione fraudolenta (dolo) dei funzionari. In questo caso, è stata accertata la loro inconsapevolezza e buona fede, in quanto agivano sulla base delle informazioni fornite dai vertici della banca, escludendo così la loro responsabilità penale.
Continua »
Truffa contrattuale online: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per truffa contrattuale online. La Corte ha stabilito che simulare una vendita web, usare dati falsi e bloccare la carta di pagamento dopo aver ricevuto i soldi non è un semplice inadempimento civile, ma integra pienamente il reato di truffa, data la presenza di artifizi e raggiri finalizzati a ingannare l'acquirente.
Continua »
Differenza truffa insolvenza: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando la condanna per truffa e non per insolvenza fraudolenta. La Corte ha stabilito che l'uso di assegni a vuoto, inserito in una condotta maliziosa per ingannare il venditore, integra la fattispecie di truffa, superando la mera insolvenza. Viene ribadita la netta differenza truffa insolvenza fraudolenta.
Continua »
Artifizi e raggiri: la differenza con la truffa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per truffa. L'imputato, dopo aver segretamente utilizzato un PIN per una ricarica, aveva finto di andare a prelevare i contanti, ingannando il negoziante. La Corte ha stabilito che tali azioni costituiscono pienamente gli artifizi e raggiri tipici della truffa (art. 640 c.p.) e non della più lieve insolvenza fraudolenta.
Continua »
Inammissibilità ricorso truffa: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per truffa presentato da un'imputata. I motivi, relativi alla presunta mancanza di prove, alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e al diniego delle attenuanti generiche, sono stati giudicati generici, ripetitivi e manifestamente infondati. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano logicamente motivato la condanna basandosi su elementi come l'accredito del profitto del reato su una carta intestata all'imputata.
Continua »
Truffa aggravata pensione: quando il prelievo è reato
Un uomo anziano, condannato per truffa aggravata pensione per aver continuato a prelevare la pensione di una persona deceduta con cui conviveva, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'uso continuato della carta di prelievo costituisce un comportamento attivo fraudolento (artifizi e raggiri) e non una mera omissione. Questa condotta, finalizzata a ingannare l'ente pubblico, integra il reato di truffa e non altre fattispecie meno gravi.
Continua »
Inammissibilità ricorso: la precisione è d’obbligo
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità ricorso presentato da un imputato. La decisione si fonda sulla mancanza di corrispondenza tra i motivi del ricorso e le richieste finali, in linea con la rigida interpretazione dell'art. 581 c.p.p. post-riforma. Viene inoltre respinta la censura relativa alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., chiarendo che la condotta abituale dell'imputato osta al riconoscimento della particolare tenuità del fatto, anche a fronte di un danno non ingente.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e limiti del giudizio
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile in materia penale. La decisione si fonda sulla natura reiterativa dei motivi, che riproponevano questioni già valutate in appello, e sul divieto per la Suprema Corte di riesaminare i fatti. Il caso riguardava i reati di truffa e sostituzione di persona, e l'ordinanza ribadisce i limiti invalicabili del giudizio di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati. L'ordinanza sottolinea che un appello, per essere valido, deve specificare con precisione gli elementi criticati della sentenza impugnata, in conformità con il codice di procedura penale. La mancanza di specificità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: truffa e assegno scoperto
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile di un individuo condannato per truffa. Secondo i giudici, pagare una fornitura di olio con un assegno non valido, dopo aver creato un'apparenza di affidabilità e poi sparendo, costituisce il reato di truffa e non di insolvenza fraudolenta, a causa della condotta ingannatoria complessiva.
Continua »