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Art. 640-bis Codice Penale — Anno 2025

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151 provvedimenti

Altri anni per Art. 640-bis Codice Penale

Reddito di cittadinanza: condanna e revoca del sussidio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza a un soggetto che aveva omesso di dichiarare una condanna definitiva per reati di stampo mafioso. La Corte ribadisce la legittimità dei requisiti morali, come l'assenza di condanne per reati ostativi negli ultimi dieci anni, quale presupposto inderogabile per l'accesso al beneficio.
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Confisca di sproporzione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una confisca di sproporzione, stabilendo che non può rivalutare nel merito le prove. Il caso riguarda due soggetti condannati per traffico di stupefacenti che contestavano la misura patrimoniale. La Corte ha confermato che il suo ruolo è limitato al controllo di legittimità, ribadendo che la Corte d'Appello aveva correttamente motivato la sua decisione sulla sproporzione tra i beni posseduti e i redditi leciti.
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Inammissibilità appello cautelare: cosa sapere
La Corte di Cassazione conferma la decisione di inammissibilità di un appello cautelare relativo a un veicolo sotto sequestro. La sentenza chiarisce che un'impugnazione è inammissibile se non contiene richieste specifiche e se confonde la competenza del Giudice, affrontando questioni (la restituzione del bene) diverse da quelle dell'atto impugnato (l'affidamento in custodia). Questo caso sottolinea l'importanza del rigore formale nella presentazione dei ricorsi per evitare una declaratoria di inammissibilità dell'appello cautelare.
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Confisca obbligatoria: annullata sentenza di patteggiamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per truffa aggravata finalizzata a ottenere fondi pubblici. Il giudice di primo grado aveva omesso di disporre la confisca obbligatoria dei profitti illeciti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che la confisca obbligatoria è una misura di sicurezza inderogabile che deve essere applicata anche in sede di patteggiamento, annullando la sentenza sul punto e rinviando per un nuovo esame.
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Divieto di reformatio in peius: Cassazione chiarisce
Un imputato, condannato per truffa, ha ottenuto in appello una pena inferiore ma ha comunque fatto ricorso in Cassazione lamentando la violazione del divieto di reformatio in peius. Secondo il ricorrente, il giudice d'appello aveva peggiorato la sua posizione modificando il bilanciamento delle circostanze attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il divieto si applica all'esito finale della pena, che in questo caso era più mite, e non ai singoli elementi del suo calcolo.
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Reddito di cittadinanza: l’omissione è frode aggravata
La Cassazione Penale conferma la condanna per frode aggravata e false dichiarazioni a un soggetto che ha omesso di comunicare una precedente condanna penale per ottenere il reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che l'ignoranza della legge non è una scusa valida e che il silenzio su informazioni dovute per legge costituisce un inganno punibile, finalizzato a ottenere un beneficio non spettante.
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Reddito di cittadinanza: false dichiarazioni e reato
La Corte di Cassazione conferma che commette reato chi omette informazioni nella domanda per il reddito di cittadinanza al fine di ottenere un beneficio di importo superiore a quello spettante. La sentenza chiarisce che il termine 'indebitamente' si riferisce non solo a chi non ha alcun diritto al sussidio, ma anche a chi, tramite false dichiarazioni, ne percepisce una somma maggiore del dovuto. Il ricorso di una donna, che aveva omesso di dichiarare lo stato di detenzione del figlio, è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Interrogatorio preventivo: la guida completa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26921/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di interrogatorio preventivo. Se un indagato è accusato di più reati, e almeno uno di questi è un 'reato ostativo' (cioè di particolare gravità), la procedura più severa, che esclude l'interrogatorio prima della misura cautelare, si estende a tutti i reati connessi. La Corte ha chiarito che il criterio decisivo è la connessione qualificata tra i reati, che giustifica l'omissione dell'interrogatorio per tutelare l'efficacia delle indagini.
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Interrogatorio preventivo: quando è obbligatorio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26918/2025, affronta il tema dell'obbligo di interrogatorio preventivo in procedimenti con più capi d'accusa. Un indagato era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per reati non ostativi, senza essere sentito prima dal giudice. Nello stesso procedimento, altri indagati erano accusati anche di un reato ostativo (favoreggiamento dell'immigrazione clandestina), per il quale la legge consente di omettere l'interrogatorio. Il Tribunale del Riesame aveva annullato l'ordinanza, ritenendo l'omissione illegittima. La Cassazione ha ribaltato tale decisione, stabilendo il 'principio di attrazione': quando i reati sono connessi, la disciplina derogatoria prevista per il reato più grave (ostativo) si estende anche agli altri, per non compromettere l'efficacia e la segretezza delle indagini. Pertanto, l'omissione dell'interrogatorio preventivo era legittima.
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Interrogatorio preventivo e reati connessi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di effettuare l'interrogatorio preventivo prima di applicare una misura cautelare viene meno per tutti i reati contestati se anche solo uno di essi è un 'reato ostativo' (per il quale tale interrogatorio non è previsto), a condizione che vi sia una connessione probatoria tra i diversi illeciti. Nel caso specifico, il Tribunale del Riesame aveva annullato una misura per la mancata audizione dell'indagata, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando il principio di 'attrazione' della disciplina del reato più grave, che prevale per garantire l'efficacia e la segretezza dell'indagine nel suo complesso.
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Interrogatorio preventivo: la regola dell’attrazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26916/2025, chiarisce le regole per l'applicazione delle misure cautelari in presenza di più reati. Se un indagato è accusato di reati comuni e di almeno un reato "ostativo" (per cui è esclusa la necessità dell'interrogatorio preventivo), la procedura speciale prevista per quest'ultimo si estende a tutti gli altri, a condizione che esista una connessione qualificata o probatoria. La Corte ha stabilito il "principio di attrazione", annullando la decisione del Tribunale del Riesame che aveva annullato un'ordinanza di custodia cautelare per l'omissione dell'interrogatorio.
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Truffa aggravata: fondi UE e controlli automatizzati
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26906/2025, ha confermato la condanna per truffa aggravata a carico di un soggetto che aveva ottenuto fondi agricoli europei tramite false autocertificazioni. I giudici hanno chiarito che, per configurare il reato, è sufficiente che l'ente erogatore sia indotto in errore da artifici e raggiri, anche se i controlli sono meramente automatizzati e informatici. La Corte ha distinto tale fattispecie dalla meno grave ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche. La sentenza è stata però annullata con rinvio su un punto procedurale: l'omessa pronuncia sulla richiesta di sospensione condizionale della pena.
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Prescrizione e Rinvio Civile: la Cassazione decide
Un imputato, assolto per una truffa semplice ma condannato per la conseguente truffa aggravata, ha visto la sua condanna penale annullata dalla Cassazione per prescrizione. La Corte, rilevando una manifesta illogicità nella sentenza di merito, ha stabilito un principio chiave in materia di Prescrizione e Rinvio Civile: la decisione sul risarcimento dei danni, in questi casi, spetta esclusivamente al giudice civile d'appello, che dovrà riesaminare le prove del processo penale.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e la domanda del PM
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La Corte ha stabilito che la richiesta del Pubblico Ministero, anche se formulata con rinvio ad altri atti (per relationem), era sufficientemente chiara nel domandare sia un sequestro impeditivo sia uno finalizzato alla confisca. Di conseguenza, il provvedimento del Giudice non è risultato 'ultra petita' (oltre la richiesta) e il sequestro è stato ritenuto legittimo, confermando che una motivazione insufficiente del decreto originario può essere validamente integrata dal Tribunale del Riesame.
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Revisione Sentenza Penale: quando la nuova prova basta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26337/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa aggravata che chiedeva la revisione della sentenza penale. È stato chiarito che, per ottenere la revisione, le nuove prove non devono solo creare un dubbio, ma devono essere in grado di demolire il quadro accusatorio originario con un alto grado di certezza, dimostrando l'erroneità della condanna.
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Interrogatorio preventivo: no se c’è un reato ostativo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato, stabilendo che in caso di plurime accuse, la presenza di un solo reato ostativo giustifica l'omissione dell'interrogatorio preventivo per tutti i capi d'imputazione. Tale deroga tutela la riservatezza delle indagini e prevale sul contraddittorio anticipato.
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Superbonus ONLUS: No ai crediti senza lo status
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di crediti d'imposta relativi al Superbonus a una fondazione. L'ente, pur avendo la dicitura ONLUS nel nome, aveva perso tale qualifica giuridica anni prima della richiesta. Secondo la Corte, per accedere al beneficio fiscale specifico del Superbonus ONLUS, è indispensabile possedere formalmente lo status di ONLUS al momento della presentazione della domanda. La successiva iscrizione dell'ente al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) non ha alcun effetto sanante, poiché le due qualifiche non sono equiparabili ai fini della normativa in questione.
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Termine impugnazione: ricorso tardivo e inammissibile
Due individui, inizialmente assolti per l'indebita percezione di sussidi di disoccupazione, sono stati condannati in appello. Hanno presentato ricorso in Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che il termine impugnazione era scaduto, essendo il ricorso stato depositato con dieci giorni di ritardo. L'estensione del termine prevista per gli imputati giudicati in assenza non è stata concessa poiché il processo d'appello si era svolto con rito scritto non partecipato.
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Confisca e restituzione: no alla doppia sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava la confisca di una somma di denaro a carico di un amministratore, condannato per aver ottenuto illecitamente fondi pubblici. La Corte ha stabilito che, poiché la società amministrata aveva avviato un piano di restituzione integrale delle somme allo Stato, il giudice dell'esecuzione deve verificare l'effettivo adempimento per evitare una duplicazione del prelievo. Se il profitto del reato viene restituito, la confisca perde la sua causa e deve essere revocata.
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Sequestro per equivalente: no al dissequestro parziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava il dissequestro parziale di crediti fiscali. La decisione si fonda sulla natura del sequestro per equivalente, che rende irrilevante la provenienza lecita dei singoli beni, e sulla formazione di un 'giudicato cautelare' che preclude il riesame di questioni già decise. La Corte ha inoltre ribadito che eventuali errori esecutivi vanno contestati tramite incidente di esecuzione.
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