La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto aggravato a carico di una donna sorpresa a sottrarre prodotti cosmetici per un valore di circa duecento euro. La difesa invocava l'applicazione della particolare tenuità del fatto, sostenendo l'assenza di abitualità nel comportamento. Tuttavia, i giudici hanno rilevato la presenza di altri due precedenti specifici nel casellario giudiziale, sebbene definiti con proscioglimento per tenuità. La Suprema Corte ha chiarito che il limite dell'abitualità scatta con il terzo illecito della medesima indole. Inoltre, la natura dei beni sottratti, non considerati di prima necessità, e le modalità professionali del furto hanno escluso il giudizio di irrisoria lesività necessario per beneficiare dell'esimente prevista dall'articolo 131-bis del codice penale.
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