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Art. 624 Codice Penale — Anno 2024

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1374 provvedimenti

Altri anni per Art. 624 Codice Penale

Bilanciamento circostanze: Cassazione e reformatio in peius
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di quattro imputati per furto aggravato. La Corte chiarisce i limiti di applicazione dell'art. 131-bis c.p. e conferma che il giudice d'appello può, senza violare il divieto di reformatio in peius, operare un nuovo bilanciamento circostanze e confermare la pena di primo grado, anche riconoscendo una nuova attenuante.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sul fatto che il ricorrente ha semplicemente riproposto la medesima contestazione sul trattamento sanzionatorio, già adeguatamente esaminata e respinta dalla Corte d'Appello, senza sollevare nuove questioni di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando ripetere non giova
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché il motivo presentato era una semplice ripetizione di argomenti già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello. L'appello contestava il mancato riconoscimento di un'attenuante per un reato di furto aggravato. La Corte ha confermato la condanna e ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: i limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato furto aggravato. La decisione si fonda sul fatto che l'appellante ha riproposto censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, senza sollevare nuove questioni di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto aggravato: appello inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non è applicabile a causa della pena minima prevista per il reato, e ha confermato il diniego delle attenuanti generiche come adeguatamente motivato dalla Corte d'Appello.
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Ricorso inammissibile: quando è solo riproduttivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto e false dichiarazioni. Il motivo del ricorso, relativo alla mancata concessione di un'attenuante, è stato giudicato meramente riproduttivo di censure già correttamente respinte dalla Corte d'Appello, portando a una condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis e abitualità: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La difesa contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.), ma la Corte ha confermato che l'abitualità del comportamento, desunta da precedenti condanne, osta all'applicazione di tale beneficio, rendendo il motivo di ricorso generico e infondato.
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Accertamento tecnico su ignoti: quando è valido?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha stabilito che l'accertamento tecnico su ignoti, in particolare l'analisi del DNA, è legittimo e utilizzabile anche se condotto senza le garanzie difensive, poiché al momento dell'esame il soggetto non era ancora stato identificato. I restanti motivi sono stati considerati mere ripetizioni di censure già respinte.
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Ricorso inammissibile: la procura speciale è d’obbligo
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per furto a causa della mancata presentazione della procura speciale, obbligatoria quando il processo si svolge in assenza dell'imputato e con trattazione cartolare. La Corte ha inoltre ritenuto infondati gli altri motivi, confermando la condanna.
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Procura speciale cassazione: appello inammissibile
Con l'ordinanza in esame, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda su due motivi principali: la mancanza della procura speciale cassazione, obbligatoria per l'imputato assente nel giudizio di merito, e la genericità del motivo d'appello relativo al diniego delle attenuanti generiche, a fronte dei numerosi precedenti dell'imputato.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se rivaluta prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. L'imputato lamentava un'errata valutazione delle prove, ma la Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riesaminare i fatti (come filmati di videosorveglianza o il ritrovamento della refurtiva). L'appello è stato ritenuto un tentativo inammissibile di ottenere una nuova valutazione del merito, e non una denuncia di vizi di legittimità.
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Graduazione della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso che contestava la graduazione della pena per un tentato furto aggravato. La decisione ribadisce che la valutazione sulla congruità della sanzione è una prerogativa del giudice di merito, non censurabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità, assente nel caso di specie.
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Attenuanti generiche: no con precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La richiesta di concessione delle attenuanti generiche è stata respinta a causa dei numerosi e recenti precedenti penali del soggetto, considerati indicativi di una personalità spregiudicata e di un apprezzabile allarme sociale, rendendo la decisione del giudice di merito immune da censure.
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Motivi nuovi in Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20404 del 2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile perché basato su motivi nuovi in Cassazione. L'imputato aveva contestato la recidiva e la determinazione della pena solo nel giudizio di legittimità, senza aver sollevato tali questioni in appello. La Corte ha ribadito che le censure su aspetti di merito non possono essere presentate per la prima volta in Cassazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto di energia: l’aggravante del servizio pubblico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto di energia. La Corte ha ribadito che la sottrazione di elettricità dalla rete, mediante allaccio abusivo, integra sempre l'aggravante della destinazione a pubblico servizio, a prescindere dal luogo in cui avviene la manomissione. La decisione si fonda sul principio che rileva la destinazione finale del bene sottratto, ovvero il servizio pubblico, e non l'esposizione alla pubblica fede.
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Danno speciale tenuità: no nel tentato furto di valore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La Corte ha chiarito che l'attenuante del danno di speciale tenuità non può essere concessa basandosi sul mancato danno effettivo, ma va valutata con una prognosi 'ex ante' sul valore che la merce avrebbe avuto se il furto fosse stato completato. Poiché tale valore non era irrisorio, l'attenuante è stata correttamente negata, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: limiti e motivazione in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto e ricettazione. L'ordinanza sottolinea che censure generiche, la richiesta di riesame delle prove e l'invocazione di un'ipotesi alternativa non sufficientemente fondata non possono superare il vaglio di legittimità.
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Furto di energia: requisiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di energia. La decisione si fonda su un vizio procedurale, ovvero la mancanza di una procura speciale, e sulla genericità dei motivi di ricorso, che riproponevano questioni già decise o introducevano censure nuove e infondate, come quella sulla non sussistenza dell'aggravante della violenza sulle cose.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono vaghi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20381/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sulla manifesta indeterminatezza e aspecificità dei motivi di ricorso, ritenuti astratti e non concretamente collegati alla motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Legittimo impedimento COVID: non assoluto per processo
La Cassazione ha respinto il ricorso di un'imputata condannata per furto. Il divieto di spostamento tra regioni non è stato ritenuto un legittimo impedimento COVID assoluto, poiché i viaggi per partecipare a processi erano permessi. La Corte ha quindi confermato la condanna, rigettando anche le eccezioni sulla querela e sul concorso di persone nel reato.
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