La Corte di Cassazione conferma la condanna per violenza sessuale, rigettando il ricorso dell'imputato. La sentenza ribadisce principi fondamentali sulla valutazione della credibilità vittima reati sessuali, affermando che la sua testimonianza costituisce 'prova piena' e che eventuali vuoti di memoria, come l'amnesia sulla data esatta, possono essere spiegati come meccanismi psicologici di difesa, senza inficiare l'attendibilità del narrato. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicazione dell'attenuante del fatto di minore gravità, basando la decisione su una valutazione globale della condotta, che ha tenuto conto dell'invasività degli atti e della spiccata capacità a delinquere dell'imputato.
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