La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante presunti abusi edilizi e violazioni ambientali commessi in un'area protetta. Inizialmente, la ricorrente aveva impugnato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP, ma successivamente, tramite i propri difensori muniti di procura speciale, ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, verificata la regolarità della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Oltre alla conferma del sequestro, la decisione ha comportato la condanna della parte al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersa l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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