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Art. 571 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 571 Codice di Procedura Penale

Ricorso per cassazione: quando l’imputato non può firmarlo
Un individuo, condannato per truffa, presenta personalmente un ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa su una riforma del 2017 che ha eliminato la facoltà per l'imputato di proporre personalmente il ricorso, richiedendo obbligatoriamente la sottoscrizione di un avvocato abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione personale: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si basa sulla L. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato, eliminando la facoltà per l'imputato di agire personalmente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma introdotta con la legge 103/2017, che ha reso obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal condannato. La decisione si fonda sulla legge n. 103/2017 (riforma Orlando), che ha eliminato la facoltà di presentare un ricorso per cassazione personale, rendendo obbligatoria la sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: Firma Avvocato Obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla normativa vigente, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, sottolineando l'obbligatorietà della rappresentanza tecnica qualificata per questo tipo di impugnazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale: il ricorso per cassazione personale, ovvero presentato direttamente dall'imputato, è inammissibile. La legge richiede tassativamente che l'atto sia sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Rinuncia appello: Cassazione e poteri del difensore
La Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti, stabilendo che la mancata riproposizione di alcuni motivi nelle conclusioni finali da parte del difensore non costituisce una valida rinuncia all'appello. Tale atto richiede una manifestazione di volontà chiara e inequivoca dell'imputato o una procura speciale al difensore.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato. La decisione si fonda sulla necessità, imposta dalla legge, della sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, rendendo irrilevante la presentazione personale dell'atto.
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Ricorso inammissibile: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato. La decisione ribadisce che, dopo la riforma del 2017, la rappresentanza tecnica è un requisito fondamentale per adire la Suprema Corte. L'inammissibilità ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché presentato personalmente dal condannato. A seguito della Legge n. 103/2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito e deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato cassazionista, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15012/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale. Il ricorrente è stato di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione.
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Ricorso cassazione difensore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si basa sulla L. n. 103/2017 (Riforma Orlando), che ha reso obbligatorio il patrocinio di un avvocato iscritto all'albo speciale per la proposizione del ricorso per cassazione. La mancanza della firma del legale comporta l'inammissibilità dell'atto, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Diritti dell’erede: appello alla confisca post-decesso
La Corte di Cassazione ha stabilito i principi sui diritti dell'erede in un procedimento di prevenzione. Se il soggetto sottoposto a confisca decede durante il processo, il procedimento prosegue nei confronti dell'erede, il quale acquisisce il pieno diritto di impugnare la decisione. La Corte ha annullato un provvedimento che negava all'erede questa possibilità, sottolineando la necessità di notificare il decreto di confisca per consentire l'esercizio del diritto di difesa. Il ricorso di un altro familiare, non erede, è stato invece dichiarato inammissibile per carenza di legittimazione.
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Ricorso in Cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, per il ricorso in Cassazione, la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione difensore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14538/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono l'obbligatoria assistenza di un legale iscritto all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. L'obbligo di avvalersi di un 'Ricorso Cassazione difensore' qualificato è inderogabile, pena il rigetto dell'atto e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione difensore: l’inammissibilità è certa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che, per un ricorso in Cassazione, impongono la necessaria assistenza di un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Il mancato rispetto di questo requisito formale ha comportato, oltre alla declaratoria di inammissibilità, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per ricettazione e commercio di prodotti contraffatti. La ragione è formale: il ricorso è stato sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un avvocato iscritto all'albo speciale, come richiesto dalla legge a pena di inammissibilità.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di pena concordata. La decisione si fonda sul principio inderogabile, introdotto dalla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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