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Art. 53 Costituzione — Anno 2024

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708 provvedimenti

Altri anni per Art. 53 Costituzione

Presunzione distribuzione utili: la Cassazione conferma
Il caso analizza una controversia tra una socia di una S.r.l. e l'Agenzia delle Entrate riguardo un avviso di accertamento. L'ordinanza della Corte di Cassazione conferma la legittimità della presunzione di distribuzione utili ai soci in società a ristretta base partecipativa. Secondo la Corte, una volta accertati maggiori redditi in capo alla società, questi si presumono distribuiti pro quota ai soci, a cui spetta l'onere di fornire la prova contraria, dimostrando che tali utili sono stati accantonati o reinvestiti. La Corte ha ritenuto il ricorso della contribuente infondato, ribadendo un principio consolidato in materia fiscale.
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Agevolazioni fiscali ONLUS: quando iniziano?
Una fondazione, trasformatasi in ONLUS a fine 2009, si è vista negare il rimborso IRES e IRAP per l'intero anno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per revocazione, stabilendo che le agevolazioni fiscali ONLUS decorrono dalla data della domanda di iscrizione all'anagrafe e non hanno effetto retroattivo sull'intero periodo d'imposta. La Corte ha distinto tra nuove trasformazioni e l'adeguamento statutario di enti preesistenti, per i quali vigevano regole diverse.
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Contributi attività estrattiva: natura e legittimità
Una società operante nel settore estrattivo ha contestato la legittimità dei contributi regionali, qualificandoli come tributi incostituzionali. La Corte di Cassazione, richiamando la giurisprudenza della Corte Costituzionale, ha confermato che tali versamenti non hanno natura fiscale, bensì di indennizzo per compensare l'impatto ambientale e sociale dell'attività di cava. Tuttavia, a seguito di una sopravvenuta dichiarazione di parziale incostituzionalità di una delle norme regionali, la Corte ha cassato la precedente sentenza, rinviando il caso per una nuova valutazione dei fatti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e spese
Una società impugnava un contributo regionale su materiale estratto. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che in questo caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Contributi attività estrattiva: natura e legittimità
Una società s.r.l. in liquidazione ha impugnato una richiesta di pagamento da parte della Regione Campania per i contributi legati all'attività estrattiva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25921/2024, ha stabilito la natura non tributaria ma indennitaria di tali contributi attività estrattiva, rigettando le questioni di incostituzionalità sollevate. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza precedente con rinvio, accogliendo un motivo di ricorso basato su una sopravvenuta dichiarazione di parziale incostituzionalità di una delle norme regionali da parte della Corte Costituzionale, che richiede un nuovo esame nel merito.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un'associazione sportiva e un Comune, dopo una lunga controversia fiscale sulla TARI giunta in Cassazione, hanno raggiunto un accordo transattivo. A seguito di ciò, hanno presentato una nota congiunta di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato estinto il giudizio, compensando integralmente le spese di lite e chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti della conciliazione
Una società cooperativa aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di tassa sui rifiuti (Tarsu/Tia) applicata a specchi d'acqua portuali. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, a seguito del quale la società ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia è valida anche se firmata dal solo difensore, purché munito di procura speciale per transigere, e che in tal caso non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Una società in fallimento ha contestato un avviso di accertamento basato sul metodo induttivo. La Corte di Cassazione ha respinto le doglianze relative alla violazione del contraddittorio preventivo e alla determinazione del reddito, confermando che in caso di accertamento induttivo l'onere della prova grava sul contribuente. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul punto delle sanzioni, cassando la sentenza per omessa pronuncia sulla richiesta di applicare il più favorevole principio del 'favor rei' a seguito di modifiche normative.
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Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione decide
Una società operante nel settore del commercio all'ingrosso ha contestato gli avvisi di accertamento per la tassa rifiuti (TARES e TARI) emessi da un Comune, sostenendo il proprio diritto all'esenzione per le aree in cui vengono prodotti e gestiti autonomamente rifiuti speciali, in particolare imballaggi terziari. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della società, ha stabilito che la commissione tributaria regionale aveva errato nel non distinguere adeguatamente la natura dei rifiuti. La Suprema Corte ha chiarito che per le superfici dove si producono in via prevalente e continuativa rifiuti speciali, come gli imballaggi terziari non assimilabili agli urbani, l'azienda ha diritto all'esclusione dalla componente variabile della tassa, a condizione di provare l'avvio a recupero o smaltimento autonomo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata sui corretti principi in materia di tassazione rifiuti speciali.
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Robin Hood Tax: no rimborsi per il passato. Cassazione
Una società operante nel settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta Robin Hood Tax versata per gli anni 2009 e 2010, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità del tributo. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di incostituzionalità della norma (sentenza Corte Cost. n. 10/2015) produce effetti solo per il futuro, ovvero dal giorno successivo alla sua pubblicazione. Di conseguenza, non è possibile ottenere il rimborso per i periodi d'imposta antecedenti al 12 febbraio 2015, poiché l'obbligazione tributaria sorta in quegli anni resta valida. La decisione si fonda sulla scelta della Corte Costituzionale di bilanciare i principi in gioco, tutelando l'equilibrio del bilancio statale.
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Robin Hood Tax: nessun rimborso per il passato
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta Robin Hood Tax per gli anni 2011-2014, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità della norma da parte della Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che gli effetti della sentenza di incostituzionalità non sono retroattivi. La decisione mira a salvaguardare gli equilibri di bilancio dello Stato, stabilendo che la norma illegittima cessa di avere efficacia solo per i periodi d'imposta successivi al 12 febbraio 2015.
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Rimborso Robin tax: la Cassazione nega la retroattività
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta Robin tax per gli anni d'imposta dal 2011 al 2014, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che l'aveva dichiarata illegittima. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25637/2024, ha respinto il ricorso, confermando che la dichiarazione di incostituzionalità ha efficacia solo per il futuro (dal 12 febbraio 2015 in poi). Di conseguenza, non è dovuto alcun rimborso Robin tax per i periodi d'imposta precedenti a tale data, in quanto le obbligazioni tributarie sorte in passato restano valide.
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Contributo unificato cumulativo: come si calcola?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25607/2024, ha stabilito che in caso di ricorso cumulativo, ovvero un'impugnazione che contesta più atti fiscali contemporaneamente (es. avviso di accertamento e pignoramento), il contributo unificato non si calcola sul valore di un solo atto, ma è dato dalla somma dei contributi dovuti per ciascun singolo atto impugnato. La Corte ha chiarito che la possibilità di un ricorso cumulativo rappresenta un'economia processuale ma non un risparmio economico per il contribuente, riformando la decisione dei giudici di merito.
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Utili extracontabili: quando si presume la distribuzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 25549/2024, chiarisce la disciplina della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa. A seguito di un accertamento fiscale verso una società fallita, il Fisco ha agito contro un socio. La Corte ha stabilito che la mancata notifica dell'atto all'ex amministratore della società non invalida l'accertamento verso il socio. Quest'ultimo, però, ha piena facoltà di contestare la pretesa, anche nel merito dell'esistenza degli utili. Viene inoltre ribadito che, una volta provata la ristretta compagine sociale, l'onere di dimostrare la mancata distribuzione dei profitti ricade sul socio.
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Indennità esclusività medici: no all’aumento automatico
La Corte di Cassazione, riformando le sentenze di merito, ha stabilito che l'aumento dell'indennità esclusività medici e l'assegnazione di un incarico superiore non sono automatici dopo 5 anni di servizio. L'aumento rientra nel blocco stipendiale e l'incarico dipende da posti disponibili e risorse finanziarie, non costituendo un diritto soggettivo del dirigente medico.
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Imposta sostitutiva fideiussioni: no al registro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25338/2024, ha stabilito che le garanzie fideiussorie collegate a finanziamenti a medio-lungo termine, già assoggettate a imposta sostitutiva, non devono pagare nuovamente l'imposta di registro qualora vengano menzionate (enunciate) in un successivo atto giudiziario. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, affermando il principio secondo cui un atto che ha già scontato un'imposizione fiscale completa, come quella prevista per l'imposta sostitutiva fideiussioni, non può essere tassato una seconda volta per il solo fatto della sua menzione in un altro documento.
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Accertamenti bancari familiari: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25004/2024, ha stabilito che in presenza di accertamenti bancari sui familiari di un imprenditore, l'onere della prova si inverte. Se l'Amministrazione Finanziaria dimostra un legame tra l'impresa e i conti dei congiunti, spetta al contribuente provare che le movimentazioni sono estranee all'attività commerciale. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che lo stretto rapporto familiare è sufficiente a giustificare la presunzione, salvo prova contraria fornita dal contribuente.
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Accertamenti bancari sui familiari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24998/2024, ha stabilito che gli accertamenti bancari possono legittimamente estendersi ai conti correnti dei familiari dell'imprenditore. In presenza di uno stretto legame familiare, spetta al contribuente dimostrare l'estraneità di tali movimenti alla propria attività. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, cassando la decisione d'appello che aveva escluso tali conti dalle verifiche fiscali.
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Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione chiarisce
Una società di grande distribuzione ha contestato un avviso di pagamento per la tassa rifiuti (TARES), sostenendo l'esenzione per le aree in cui si formano rifiuti speciali da imballaggio, gestiti in proprio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la superficie dove si producono rifiuti speciali non assimilabili, come gli imballaggi terziari, è esclusa dalla parte variabile del tributo. La sentenza chiarisce i principi sulla tassazione rifiuti speciali, sottolineando l'onere del contribuente di provare la produzione e il corretto smaltimento, e il dovere del giudice di valutare tali prove.
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Ristretta base sociale: presunzione e prova contraria
Una società di costruzioni e i suoi soci sono stati oggetto di un accertamento fiscale per sottofatturazione e omessa contabilizzazione di ricavi. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accertamento basato sulle dichiarazioni degli acquirenti, ribadendo il principio della presunzione di distribuzione degli utili in caso di società a ristretta base sociale. Ha inoltre chiarito che i ricavi da vendite immobiliari si considerano conseguiti, ai fini fiscali, alla data del rogito definitivo e non del preliminare.
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