La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19100/2024, ha respinto il ricorso di alcuni proprietari terrieri contro un Comune, confermando la piena legittimazione dell'ente espropriante a contestare l'importo dell'indennità di esproprio. La Corte ha stabilito che il principio costituzionale del "giusto indennizzo" tutela non solo il privato espropriato, ma anche l'ente pubblico, che ha interesse a non corrispondere una somma eccessiva. Inoltre, ha ribadito che le valutazioni sulla natura edificabile o meno di un terreno sono questioni di fatto, non sindacabili in sede di legittimità.
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