Il Tribunale di Como ha confermato il sequestro probatorio di diversi beni di lusso, tra cui orologi di valore, lingotti e lamine d'oro, nei confronti di un soggetto indagato per il reato di ricettazione. L'indagato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancanza di motivazione sul legame tra i beni e il reato ipotizzato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità del provvedimento. I giudici hanno chiarito che il sequestro probatorio è ampiamente giustificato da elementi concreti come l'elevato valore dei beni, l'assenza di documenti di acquisto, le modalità di occultamento e la necessità di svolgere accertamenti tecnici per verificare la provenienza illecita degli oggetti. Di conseguenza, l'indagato perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »