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Art. 380 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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492 provvedimenti

Altri anni per Art. 380 Codice di Procedura Civile

Rimborso spese di accesso: tassazione confermata
Una dottoressa specialista, convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, ha richiesto il rimborso delle ritenute IRPEF applicate sulle somme percepite come indennità per gli spostamenti dalla sua residenza a diverse sedi ambulatoriali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12075/2024, ha stabilito che tale emolumento non costituisce un'indennità di trasferta esente, bensì un "rimborso spese di accesso" alla sede di lavoro. Di conseguenza, rientra nel principio di onnicomprensività del reddito da lavoro dipendente ed è pienamente soggetto a tassazione fiscale, respingendo la richiesta della contribuente.
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Successione tra società: la prova della continuità
Un imprenditore individuale, ex socio di una società in accomandita semplice estinta, ha agito in giudizio per recuperare un credito della vecchia società. La sua domanda è stata respinta in primo e secondo grado per mancanza di prova della sua qualità di successore. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni, dichiarando il ricorso inammissibile a causa del principio della 'doppia conforme', che impedisce un nuovo esame dei fatti già valutati concordemente nei gradi precedenti, e per la novità delle questioni sollevate. La sentenza sottolinea che la successione tra società deve essere provata con documenti specifici, non essendo sufficiente la mera prosecuzione dell'attività da parte dell'ex socio.
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Impugnazione lodo arbitrale: i limiti secondo la Cassa
Una società committente ha tentato l'impugnazione di un lodo arbitrale che la condannava a pagare un'impresa appaltatrice, poi fallita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il fallimento della parte creditrice non rende improcedibile l'arbitrato. Inoltre, ha ribadito che l'impugnazione lodo arbitrale non consente un riesame del merito o della valutazione delle prove, ma è limitata a specifici vizi di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Sospensione cautelare: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione interviene su un caso complesso di sospensione cautelare di un lavoratore a seguito di un procedimento penale. La Corte d'Appello aveva inizialmente confuso la sospensione cautelare con una sanzione disciplinare, commettendo un errore di fatto e revocando la propria precedente decisione. La Cassazione ha confermato la correttezza della revoca, sottolineando la netta distinzione tra i due istituti. Tuttavia, ha cassato la sentenza con rinvio perché la Corte d'Appello non aveva considerato un fatto decisivo: l'avvio di un'attività imprenditoriale da parte del lavoratore durante il periodo di sospensione, rilevante per determinare l'esatto ammontare della restituzione dovuta.
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Regolamento Dublino: obblighi informativi essenziali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17571/2024, ha stabilito che il provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE, ai sensi del Regolamento Dublino, è illegittimo se l'amministrazione non prova di aver consegnato lo specifico opuscolo informativo previsto dalla normativa europea. La semplice compilazione del modello C3, relativo alla domanda di protezione internazionale, non è sufficiente a soddisfare tale obbligo. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Interno, confermando l'annullamento del trasferimento e sottolineando la natura sostanziale e non formale di queste garanzie informative.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17568/2024, ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Interno, confermando l'annullamento di un provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo. La Corte ha stabilito che gli specifici obblighi informativi Dublino, previsti dal Regolamento UE 604/2013, non possono essere considerati assolti con la sola consegna del modello C3 relativo alla domanda di protezione internazionale. La mancata consegna dell'apposito opuscolo informativo rende nullo il trasferimento.
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Azione di riduzione: beneficio d’inventario obbligo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19010/2024, chiarisce i presupposti per l'azione di riduzione. Anche in caso di eredità senza beni attivi, l'erede che ha già accettato formalmente non può essere considerato 'pretermesso' e deve completare tempestivamente l'inventario per poter agire contro donazioni fatte a terzi, pena l'improponibilità della domanda.
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Giurisdizione contributi: decide il giudice del lavoro
Una società agricola ha impugnato una cartella esattoriale per contributi previdenziali omessi. Ne è nato un conflitto tra il Tribunale del Lavoro, che declinava la propria giurisdizione, e la Corte di Giustizia Tributaria, che la rivendicava. La Corte di Cassazione, risolvendo il conflitto, ha stabilito che la giurisdizione sui contributi previdenziali spetta sempre al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, indipendentemente dal fatto che la riscossione avvenga tramite strumenti tipici del diritto tributario. La natura previdenziale del credito è l'elemento decisivo per individuare il giudice competente.
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Difetto di giurisdizione e accordi transattivi
Un ente locale ha citato una banca estera in Italia per la nullità di un accordo transattivo su derivati. La Cassazione ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano, riconoscendo la competenza esclusiva del giudice inglese stabilita da una precedente sentenza straniera, basata su una clausola di giurisdizione esclusiva.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: l’onere di deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso in Cassazione di un lavoratore contro un'azienda di trasporti. La causa è l'omesso deposito della relazione di notificazione della sentenza impugnata, un onere che sorge dalla dichiarazione della parte stessa nel ricorso. La Corte ribadisce che tale omissione non è sanabile, in applicazione del principio di autoresponsabilità processuale.
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Immobili di pregio: decade il diritto d’acquisto?
L'ordinanza analizza il caso di alcuni conduttori che, dopo aver manifestato la volontà di acquistare gli immobili pubblici da loro locati, si sono visti negare le condizioni agevolate a seguito della successiva classificazione degli stessi come 'immobili di pregio'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la qualifica di 'pregio' esclude l'applicabilità delle normative di favore, anche se la manifestazione di interesse all'acquisto da parte del conduttore è antecedente alla classificazione stessa.
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Giurisdizione Corte dei Conti: no per mancati canoni
Una società, concessionaria per l'estrazione di marmo, è stata citata in giudizio dalla Procura della Corte dei Conti per il mancato pagamento di canoni e tasse. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito il difetto di giurisdizione della Corte dei Conti, affermando che la controversia ha natura contrattuale e non deriva da un "rapporto di servizio". Il mancato pagamento dei corrispettivi costituisce un inadempimento contrattuale che rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, distinguendo nettamente la posizione del concessionario da quella di un agente della pubblica amministrazione.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE. La decisione si basa sulla violazione degli obblighi informativi Dublino, poiché l'amministrazione non ha fornito lo specifico opuscolo informativo previsto dal Regolamento UE, ritenendo insufficiente la sola consegna del modello C3 per la richiesta di asilo.
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Obblighi informativi Dublino: Opuscolo è cruciale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19446/2024, ha stabilito che la mancata consegna al richiedente asilo dello specifico opuscolo informativo previsto dal Regolamento di Dublino rende illegittimo il provvedimento di trasferimento verso un altro Stato membro. La Corte ha chiarito che gli obblighi informativi Dublino sono specifici e non possono essere considerati assolti con la sola consegna di moduli generici sulla protezione internazionale, come il modello C3. Di conseguenza, il ricorso del Ministero dell'Interno è stato rigettato.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19442/2024, ha stabilito che il provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE è illegittimo se l'amministrazione non adempie agli specifici obblighi informativi Dublino. La consegna di un opuscolo generico sulla procedura di asilo nazionale non è sufficiente a soddisfare i requisiti del Regolamento UE, che prevedono la consegna di un documento informativo dedicato alla procedura di Dublino. Questa omissione determina la nullità dell'atto di trasferimento, a tutela dei diritti di difesa del richiedente.
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Obblighi informativi immigrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Interno, confermando l'annullamento di un provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE. La decisione si fonda sulla violazione degli obblighi informativi immigrazione, specificando che la consegna del modello C3 non è sufficiente a soddisfare i requisiti del Regolamento di Dublino, che impone la consegna di un apposito opuscolo informativo.
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Unicità centro d’interesse e gruppo di società
La Corte di Cassazione ha confermato che più società di un gruppo possono costituire un'unicità centro d'interesse, agendo come un unico datore di lavoro. In questo caso, il licenziamento di un dirigente da parte di una singola società è stato ritenuto illegittimo, riconoscendo un unico rapporto di lavoro con l'intero gruppo. La decisione ha stabilito la responsabilità solidale delle società per il pagamento delle indennità dovute al lavoratore, chiarendo i criteri per l'imputazione congiunta del rapporto di lavoro.
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Rifiuto trasferimento lavoratore: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento disciplinare intimato a una lavoratrice per assenza ingiustificata, a seguito del suo rifiuto a un trasferimento. La Corte ha stabilito che il rifiuto del trasferimento del lavoratore è legittimo quando il datore di lavoro non dimostra le comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive che lo giustificano. In questo caso, la chiusura dello showroom non era una motivazione sufficiente, dato che le mansioni prevalenti della dipendente potevano essere svolte nella sede originaria.
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Sospensione giudizio tributario per rottamazione
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione di un giudizio tributario relativo a una cartella di pagamento per IRAP e IVA. La decisione è stata presa in seguito all'adesione del contribuente alla "Rottamazione quater". In base alla normativa sulla definizione agevolata, i procedimenti giudiziari pendenti vengono sospesi. La Corte ha quindi rinviato la causa, attendendo l'esito della procedura di rottamazione, e fissando un termine per la sospensione al 30 novembre 2027.
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Licenziamento disciplinare: potere del nuovo datore
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa dalla nuova società acquirente per un grave inadempimento commesso prima della cessione d'azienda da una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare, stabilendo che il nuovo datore può sanzionare fatti antecedenti la cessione se ne è venuto a conoscenza solo dopo l'acquisizione. Il caso verteva sull'uso improprio di beni aziendali per scopi personali, un fatto ritenuto lesivo del vincolo fiduciario.
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