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Art. 380 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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492 provvedimenti

Altri anni per Art. 380 Codice di Procedura Civile

Giudicato esterno: come incide sulla tassa ICI?
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento ICI per il 2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso basandosi su un'altra sentenza, passata in giudicato, relativa a un anno successivo (2012), che aveva accertato lo stato di inagibilità ultraventennale dell'immobile. Questo 'giudicato esterno' è stato ritenuto vincolante anche per il 2011, portando all'accoglimento del ricorso e al riconoscimento del diritto alla riduzione del 50% dell'imposta.
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Licenziamento disciplinare: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di navigazione contro la sentenza che dichiarava illegittimo il licenziamento disciplinare di un dipendente. Il licenziamento, motivato dalla mancata presentazione all'imbarco, era già stato giudicato sproporzionato dalla Corte d'Appello, che aveva condannato l'azienda al pagamento di un'indennità risarcitoria. La Cassazione ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso, confermando la decisione di merito e sottolineando l'irrilevanza delle questioni sul regime del rapporto di lavoro, già accertato come a tempo indeterminato in un precedente giudizio.
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Cessazione materia contendere non fa giudicato: analisi
Una società ottiene un decreto ingiuntivo, l'ente debitore si oppone ma non compare in udienza. Il Tribunale dichiara la cessazione della materia del contendere. La Corte d'Appello erra nel ritenere che la valutazione sulla soccombenza virtuale costituisca giudicato. La Cassazione annulla la decisione, chiarendo che la cessazione della materia del contendere non impedisce un esame del merito in un successivo grado di giudizio, poiché la valutazione sulle spese non acquista autorità di cosa giudicata sulla pretesa sostanziale.
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Contratto misto vendita appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di contratto misto vendita appalto relativo alla fornitura e posa in opera di serramenti. L'ordinanza stabilisce che, in base al principio di prevalenza, se il valore della fornitura supera nettamente quello della manodopera, si applicano le regole della compravendita. La Corte ha confermato la condanna al pagamento del prezzo, ridotto per i vizi accertati, ritenendo irrilevanti il ritardo nella consegna (poiché l'opera era stata accettata) e il mancato collaudo (imputabile allo stesso committente).
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Vendita franco partenza: la garanzia per vizi
Un'azienda acquista una partita di mele con clausola 'vendita franco partenza'. La merce arriva difettosa. La Cassazione chiarisce che il venditore rimane responsabile per i vizi preesistenti alla consegna al trasportatore. Spetta al venditore, non al compratore, provare che i difetti sono sorti durante il trasporto.
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Improcedibilità del ricorso: Cassazione inflessibile
Una società ricorre in Cassazione ma omette di depositare la relata di notifica della sentenza impugnata. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso, confermando che tale omissione è insanabile e non superabile dalla mancata contestazione della controparte. La decisione sottolinea il rigore delle norme procedurali e sanziona la parte ricorrente per abuso del processo.
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Autonoma organizzazione IRAP: non basta il costo
Un revisore contabile ha chiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione poiché operava come collaboratore di una grande società di consulenza. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto la sua richiesta basandosi sull'elevato ammontare dei costi dichiarati. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'inserimento in una struttura organizzativa altrui esclude il presupposto impositivo dell'IRAP. I soli costi, senza un'analisi della loro natura e del controllo effettivo sulla struttura, non sono sufficienti a dimostrare l'esistenza di un'autonoma organizzazione.
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Licenziamento per cessazione attività: quando è valido
La Corte di Cassazione conferma la validità di un licenziamento per cessazione attività, respingendo la tesi di un lavoratore che sosteneva l'esistenza di un unico centro di imputazione con un'altra società. L'ordinanza chiarisce che la semplice partecipazione a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese non implica l'obbligo di repêchage se manca una gestione unificata e un uso promiscuo del personale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali.
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Criteri di scelta licenziamento: illegittimo se ad hoc
Un'azienda ha effettuato un licenziamento collettivo, individuando una lavoratrice tramite una selezione a due fasi: prima ha limitato la scelta a un solo livello professionale, poi ha usato il titolo di studio come criterio decisivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento, ritenendo che tali criteri di scelta licenziamento fossero stati applicati in modo arbitrario e non trasparente, configurando una selezione "ad personam" e violando i principi di oggettività richiesti dalla legge.
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Prescrizione donazione nulla: decorrenza e termini
In una disputa ereditaria tra sorelle, la Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla prescrizione donazione nulla. L'ordinanza chiarisce che l'azione per la restituzione di somme derivanti da una donazione invalida si prescrive in dieci anni a partire dalla data del pagamento e non dalla successiva sentenza che ne dichiara la nullità. L'erede che agisce per il recupero del credito subentra nella stessa posizione del defunto, senza che l'apertura della successione modifichi l'inizio del decorso della prescrizione.
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Lavoro marittimo: contratto stabile senza turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che un rapporto di lavoro marittimo a tempo indeterminato non si interrompe se il lavoratore rifiuta di iscriversi al 'turno particolare', poiché tale istituto è previsto solo per i disoccupati. La richiesta dell'azienda è stata ritenuta illegittima e il suo rifiuto di accettare la prestazione lavorativa ingiustificato, confermando il diritto del lavoratore al risarcimento del danno.
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Lavoro Marittimo: lo sbarco non è licenziamento
Un lavoratore con contratto di lavoro marittimo a tempo indeterminato viene sbarcato per avvicendamento. La Cassazione chiarisce che tale atto non equivale a licenziamento. Il rapporto prosegue e la sua cessazione richiede un atto formale di recesso con giusta causa o giustificato motivo, applicando la normativa generale del lavoro.
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