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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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602 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Valore in dogana e royalties: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate da una società licenziataria alla casa madre per l'uso di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci importate, se il pagamento è una 'condizione di vendita'. Ciò si verifica quando la casa madre esercita un controllo significativo sulla produzione e distribuzione del licenziatario. La Corte ha anche riaffermato la responsabilità solidale dello spedizioniere doganale (rappresentante indiretto) per l'esattezza della dichiarazione, annullando la decisione di merito che aveva escluso tali importi dal calcolo dei dazi.
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Legittimazione ad agire: il ricorso tributario nullo
Un contribuente, ritenuto dall'Agenzia delle Entrate amministratore di fatto di una società, impugna in nome proprio gli avvisi di accertamento destinati all'azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione ad agire, stabilendo che un soggetto non può contestare un atto fiscale emesso nei confronti di un terzo (la società) agendo a titolo personale.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale. Durante il ricorso in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata della lite. La Corte Suprema, preso atto della regolarità della procedura confermata dalla stessa Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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IVA agevolata energia termica: la Cassazione decide
Una società fornitrice di energia ha applicato l'IVA agevolata del 10% sulla fornitura di energia termica a un complesso residenziale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'agevolazione, sostenendo fosse valida solo per energia da fonti rinnovabili. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli alla società, la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione di diritto di particolare rilevanza e ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Deduzione IRAP: quando si applica alle public utility?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2270/2025, ha stabilito che una società di trasporti pubblici operante in regime di concessione non è automaticamente esclusa dalla deduzione IRAP sul costo del lavoro. L'esclusione si applica solo se la tariffa praticata è 'remunerativa', ossia già calcolata per coprire i costi fiscali. La Corte ha cassato la sentenza precedente perché non aveva verificato questa cruciale condizione, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti la natura della tariffa.
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Sanzioni tributarie eredi: non si trasmettono
La Corte di Cassazione ha stabilito che le sanzioni tributarie non si trasmettono agli eredi. A seguito del decesso del contribuente nel corso di un giudizio, il processo si estingue per cessazione della materia del contendere. La Corte ha ribadito che l'obbligazione sanzionatoria ha carattere personale e, pertanto, si estingue con la morte del trasgressore, proteggendo gli eredi dal dover rispondere di tali debiti.
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Difetto di contraddittorio: Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un rimborso fiscale parziale concesso a seguito del sisma siciliano del 1990. La ricorrente contestava la riduzione del 50% dell'importo dovuto da parte dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, la Corte non si è pronunciata sul merito della questione, rilevando un vizio procedurale preliminare: il difetto di contraddittorio. Il ricorso non era stato notificato a una coerede, parte necessaria del giudizio originario. Di conseguenza, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo l'integrazione del contraddittorio e rinviando la causa a nuovo ruolo, sospendendo di fatto la decisione fino alla regolarizzazione del procedimento.
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Estinzione giudizio tributario: il caso della rottamazione
Un contribuente impugna un accertamento fiscale. Durante il processo in Cassazione, aderisce alla rottamazione, pagando il dovuto. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario per cessata materia del contendere, senza condanna alle spese o al doppio contributo unificato.
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Rinvio a nuovo ruolo per revocazione della sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una sentenza che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per un vizio di notifica. Durante il giudizio, è emerso che la stessa sentenza era stata oggetto di un separato procedimento di revocazione, il cui esito era a sua volta pendente dinanzi alla Cassazione. Per garantire una trattazione coordinata ed evitare decisioni contrastanti, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa di riunire i due procedimenti connessi. La controversia di merito riguardava la presunzione di distribuzione di utili extra-contabili al socio di una società a ristretta base partecipativa.
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Rimborso dopo definizione agevolata: la Cassazione decide
Una società aveva richiesto il rimborso di somme versate per IRES, a seguito dell'annullamento definitivo di una cartella di pagamento. Tuttavia, aveva aderito a una definizione agevolata per i carichi pendenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che il successivo giudicato favorevole al contribuente prevale sulla definizione stessa, confermando il diritto al rimborso dopo definizione agevolata, poiché le somme versate costituiscono un pagamento non dovuto.
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Utili extra-bilancio: la prova a carico del socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2464/2025, ha ribadito che in una società a ristretta base sociale, gli utili extra-bilancio accertati si presumono distribuiti ai soci. L'onere della prova per superare tale presunzione ricade sul socio, il quale deve dimostrare in modo specifico che gli utili sono stati accantonati, reinvestiti o che egli era completamente estraneo alla gestione sociale. Nel caso di specie, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza di merito che aveva erroneamente ritenuto sufficienti prove generiche fornite dal contribuente. La posizione di un socio è stata invece archiviata per adesione alla definizione agevolata.
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Tassazione proventi illeciti: il Fisco vince
Un contribuente ricorre contro un avviso di accertamento basato su redditi da attività illecita. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la piena legittimità della tassazione proventi illeciti. L'ordinanza chiarisce che l'Amministrazione Finanziaria può utilizzare sia metodi di accertamento analitici che induttivi e ribadisce l'applicazione del principio processuale della "doppia conforme" che preclude l'esame nel merito.
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Rimborso fiscale terremoto: Cassazione lo garantisce
Un contribuente, avente diritto a un rimborso fiscale del 90% per le imposte versate a seguito del sisma siciliano del 1990, si è visto erogare solo il 50% della somma dall'Agenzia delle Entrate, la quale giustificava la riduzione con una successiva legge che limitava i pagamenti in base ai fondi stanziati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che un diritto al rimborso fiscale terremoto, una volta accertato con sentenza passata in giudicato, non può essere ridotto per carenza di fondi pubblici. La Corte ha chiarito che il giudice deve assicurare la piena esecuzione della sentenza, attivando, se necessario, procedure speciali come la nomina di un commissario ad acta.
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Autonoma organizzazione IRAP: va distinta per attività
Un avvocato, socio di uno studio legale e direttore per una società, ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP. L'Amministrazione Finanziaria ha basato l'accertamento sulla struttura dello studio associato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il requisito dell'autonoma organizzazione deve essere verificato in modo specifico e distinto per ciascuna attività. La struttura dello studio legale non può giustificare automaticamente l'imposizione IRAP sui compensi derivanti da un'altra attività, come quella di direttore.
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Operazioni inesistenti: Cassazione rigetta ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento fiscale per operazioni inesistenti e operazioni in nero. La Corte ha stabilito che le prove presuntive raccolte dall'Agenzia delle Entrate, basate su discrasie contabili e controlli incrociati, erano sufficienti a fondare l'accertamento. È stato ribadito che il contribuente ha l'onere di fornire una prova contraria convincente e che la Corte di Cassazione non può riesaminare nel merito i fatti della causa, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Motivazione apparente: Cassazione su oneri prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un accertamento fiscale per operazioni in nero e fatture inesistenti. L'ordinanza chiarisce i limiti del vizio di motivazione apparente e gli stringenti oneri probatori del ricorrente, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito con la stessa valutazione dei fatti. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello non fosse apparente, ma una sintesi autonoma delle ragioni della decisione, e ha condannato la società per lite temeraria.
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Operazioni inesistenti: Cassazione e onere della prova
Una società impugnava un accertamento fiscale basato su presunte vendite 'in nero' e sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo inammissibile. Ha confermato che gli elementi indiziari raccolti dall'Agenzia delle Entrate, basati su controlli incrociati, erano sufficienti a fondare la pretesa fiscale. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente fornire la prova contraria, cosa che la società non ha fatto. L'appello è stato respinto anche perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo, confermando che tale atto non è autonomamente impugnabile. La decisione si fonda sul difetto di interesse ad agire del ricorrente, in quanto non rientrava nelle specifiche eccezioni previste dalla legge. La Corte ha inoltre sanzionato il contribuente per lite temeraria, condannandolo al pagamento di ulteriori somme a favore della controparte e della Cassa delle ammende, stabilendo un importante precedente sull'abuso del processo in materia tributaria.
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Rinuncia al ricorso: il Fisco annulla l’accertamento
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di contenzioso tributario relativo al calcolo di un'imposta sostitutiva sulla rivalutazione di beni d'impresa. L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver proposto ricorso in Cassazione, ha annullato in autotutela il proprio avviso di accertamento. Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla società contribuente. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Società di comodo: quando si applica alle agricole?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4113/2025, ha chiarito che la disciplina sulle società di comodo si applica anche alle imprese agricole per le annualità antecedenti al 2012. La sola natura agricola dell'attività non è sufficiente a superare la presunzione legale di non operatività. Per vincere la presunzione, il contribuente deve fornire la prova di situazioni oggettive e straordinarie che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente escluso l'applicazione della normativa, rinviando la causa per un nuovo esame.
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