La Procura contabile ha citato in giudizio una banca d'affari estera per un danno erariale di oltre 116 milioni di euro, derivante dalla sottoscrizione di contratti derivati svantaggiosi per un ente pubblico regionale. La banca, nominata consulente finanziario, avrebbe di fatto sostituito i funzionari pubblici nelle decisioni di investimento, stabilendo un rapporto di servizio di fatto. La banca ha contestato la giurisdizione, sostenendo di aver agito come mero soggetto privato esterno. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto la questione dichiarando la giurisdizione della Corte dei conti. La Corte ha stabilito che quando un consulente privato travalica il ruolo di supporto e si sostituisce all'amministrazione nelle scelte decisionali, inserendosi nella sua struttura, risponde dinanzi al giudice contabile per i danni causati all'erario.
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