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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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557 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Rimessione in termini: no se è scelta deliberata
La Corte di Cassazione ha negato la rimessione in termini a una società che aveva impugnato tardivamente un avviso di accertamento. Nonostante lo stato di detenzione del socio di maggioranza e del legale rappresentante, i giudici hanno stabilito che il ritardo non derivava da una causa di forza maggiore, ma da una scelta strategica e deliberata della società per non aggravare un'altra posizione processuale. La decisione sottolinea che la rimessione in termini è un rimedio eccezionale, non applicabile a ritardi frutto di scelte volontarie.
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Inammissibilità appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una decisione della Corte d'Appello, la quale aveva già sancito l'inammissibilità dell'appello principale. Il caso riguarda un contenzioso su penali applicate in un contratto di appalto pubblico. La Suprema Corte ribadisce che un atto di appello deve contenere una critica specifica alla sentenza impugnata e non può limitarsi a riproporre le argomentazioni già svolte in primo grado. Viene inoltre confermata l'inammissibilità di domande nuove, come la richiesta di riduzione della penale, formulate per la prima volta in sede di gravame. La decisione sottolinea il rigore formale necessario per evitare una declaratoria di inammissibilità dell'appello.
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Rimborso fiscale sisma: diritto anche senza sospensione
Un contribuente, colpito dal sisma del 2016, aveva pagato le imposte senza usufruire della sospensione. Una legge successiva ha ridotto del 60% il debito fiscale per i soggetti in quella situazione. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso fiscale sisma, stabilendo che una nuova legge che riduce un'imposta (ius superveniens) genera automaticamente il diritto alla restituzione di quanto pagato in eccesso, a prescindere dalla precedente scelta di non sospendere i pagamenti.
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Credito d’imposta: quando la dichiarazione è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito d'imposta è valido se dichiarato nell'anno in cui sorge, anche se non indicato nella dichiarazione dell'anno di utilizzo. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato un credito per ricerca e sviluppo utilizzato in compensazione da una società, ritenendolo inesistente per tale omissione. La Corte ha qualificato l'omissione come mera irregolarità formale, rigettando il ricorso dell'Agenzia e confermando che il presupposto per l'esistenza del credito è la sua dichiarazione nell'anno di formazione.
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Estinzione del giudizio: pace fiscale e fine del caso
Un lungo contenzioso tributario, nato da un accertamento su una plusvalenza da cessione d'azienda, si conclude in Cassazione non con una decisione sul merito, ma con una declaratoria di estinzione del giudizio. Il contribuente, infatti, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, una forma di "pace fiscale" che permette di chiudere le controversie pagando un importo forfettario. La Corte Suprema, prendendo atto dell'avvenuto pagamento, ha dichiarato estinto il processo, ponendo fine a una vicenda giudiziaria durata anni.
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Imposta di registro: rimborso per risoluzione anticipata
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a un'udienza pubblica la decisione su un complesso caso riguardante l'imposta di registro. La controversia nasce dalla risoluzione anticipata di un contratto di locazione di un'area comunale, con canoni pagati in anticipo. L'Agenzia delle Entrate ha applicato un'imposta proporzionale sulla somma restituita, mentre i contribuenti sostengono il diritto al rimborso delle imposte versate. Il nodo centrale è l'interpretazione della nozione di "immobili urbani" ai fini del rimborso dell'imposta di registro, una questione ritenuta di tale rilevanza da richiedere un approfondimento in pubblica udienza.
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Rinvio a pubblica udienza: Cassazione e nomofilachia
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di quattro ricorsi riuniti. La decisione si basa sulla particolare rilevanza delle questioni di diritto sollevate, che presentano profili nomofilattici significativi, rendendo opportuna una discussione pubblica anziché una decisione in camera di consiglio.
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Rinvio in pubblica udienza: Cassazione decide così
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio in pubblica udienza di un ricorso. La decisione è motivata dalla particolare rilevanza delle questioni di diritto sollevate dalle parti, che presentano profili nomofilattici, ovvero la possibilità di stabilire principi di diritto importanti. La Corte ha ritenuto opportuno un dibattito orale anziché una decisione in camera di consiglio.
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Spese sponsorizzazione: deducibilità e presunzione
Un'azienda ha dedotto delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione, ma la Corte di Cassazione ha confermato il principio di presunzione legale assoluta di deducibilità per tali spese, secondo la Legge 289/2002. L'Agenzia ha poi annullato l'accertamento in autotutela, portando alla cessazione della materia del contendere.
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Giudicato interno: Cassazione rinvia a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza di un ricorso. La decisione è motivata dalla particolare complessità della questione sollevata con un ricorso incidentale, relativa ai limiti oggettivi del giudicato interno. La Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in sede pubblica prima di decidere nel merito.
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Risarcimento danni appalto: oneri non presunti
Una società di costruzioni ha richiesto a un Comune il risarcimento per i danni derivati da un ritardo di oltre tredici anni nell'approvazione del collaudo di lavori pubblici. La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte d'Appello, ha negato il risarcimento per i 'maggiori oneri concessori'. A differenza delle spese generali, questi oneri non possono essere considerati un danno presunto, in quanto si riferiscono ad attività (progettazione, direzione lavori) già concluse prima del ritardo. L'impresa avrebbe dovuto fornire una prova specifica del loro aumento, prova che è mancata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche per vizi procedurali.
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Contratto a corpo: la Cassazione e l’omessa pronuncia
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa a un appalto di lavori pubblici. Oggetto del contendere è la qualificazione di un contratto come "a corpo" e il conseguente diritto al pagamento dell'intero importo pattuito. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi relativi all'interpretazione del contratto, confermando la valutazione del giudice di merito. Tuttavia, ha cassato la sentenza per omessa pronuncia sulla domanda di manleva che il Comune aveva proposto nei confronti dei professionisti incaricati della progettazione e direzione dei lavori. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per decidere su tale domanda.
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Onere della prova: contabilità parallela e presunzioni
Una società di vendita auto è stata soggetta a un accertamento fiscale per ricavi non dichiarati, basato su un registro non ufficiale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, sottolineando che la scoperta di una contabilità parallela inverte l'onere della prova, ponendolo a carico del contribuente. La sentenza chiarisce inoltre che un precedente giudicato favorevole su un'altra annualità non si estende alla valutazione dei fatti di periodi d'imposta diversi.
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Correzione errore materiale: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di correzione errore materiale di una sentenza è legittima anche quando la svista non è evidente dal solo testo del provvedimento, ma emerge dal confronto con altri atti processuali, come una perizia tecnica (CTU). Nel caso esaminato, riguardante l'errata indicazione di un dato catastale di un box auto, la Corte ha rigettato il ricorso degli acquirenti, confermando che la correzione non alterava la decisione del giudice ma si limitava a rettificare una divergenza tra il suo pensiero e la sua espressione grafica, un mero 'lapsus calami'.
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Gratuito patrocinio: retroattività e diritto di agire
La Corte di Cassazione stabilisce che il beneficio del gratuito patrocinio, se concesso dal magistrato dopo un iniziale diniego del Consiglio dell'Ordine, ha effetto retroattivo dalla data della prima istanza. La sentenza chiarisce inoltre che la parte ammessa ha pieno diritto di impugnare il provvedimento che ne limiti la decorrenza temporale, poiché il beneficio non copre solo le spese legali ma anche altri costi processuali.
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Penale contrattuale: quando il ricorso è inammissibile
Un'azienda fornitrice contesta una penale contrattuale applicata da un'amministrazione pubblica per inadempimenti in un appalto di forniture alimentari. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile mescolare i motivi di impugnazione né chiedere un riesame dei fatti. La decisione sottolinea i rigorosi limiti procedurali per contestare le sentenze di merito.
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Sconfinamento opere pubbliche: giudice ordinario
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 16/03/2025, risolve un conflitto di giurisdizione in un caso di sconfinamento opere pubbliche. Dei proprietari terrieri avevano citato in giudizio un ente pubblico per aver occupato un'area più vasta di quella autorizzata dai decreti di esproprio. La Corte ha stabilito che tale condotta costituisce un illecito di mero fatto, perpetrato in carenza assoluta di potere, e non l'esercizio di una potestà amministrativa. Di conseguenza, la competenza a decidere sulla richiesta di risarcimento danni spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo.
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Integrazione del contraddittorio: Cassazione ordina
In un caso di risarcimento danni da sinistro stradale giunto in Cassazione, i giudici hanno sospeso la decisione sul merito. La Corte ha rilevato un vizio procedurale: il conducente e la società proprietaria del veicolo, parti necessarie del giudizio, non erano stati avvisati del ricorso. Di conseguenza, è stata emessa un'ordinanza interlocutoria che impone al ricorrente l'integrazione del contraddittorio, rinviando la causa a data da destinarsi. Questo provvedimento sottolinea l'importanza inderogabile di coinvolgere tutte le parti essenziali in ogni fase del processo.
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Occupazione abusiva: giurisdizione del giudice ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra tribunale ordinario e TAR. Il caso riguardava una richiesta di pagamento per l'occupazione abusiva di un'area demaniale portuale da parte di una società fallita, a seguito della scadenza di una concessione. La Corte ha stabilito che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, poiché la pretesa dell'ente pubblico non deriva dall'esercizio di poteri autoritativi, ma dalla tutela di un diritto soggettivo di natura patrimoniale, assimilabile a quella di un qualsiasi proprietario.
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Doppia Assicurazione: Cassazione e oneri probatori
Una società si è vista negare un indennizzo assicurativo per danni da allagamento a causa di una presunta doppia assicurazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7335/2025, ha rigettato il ricorso della società, non per il merito della questione, ma per ragioni procedurali. La Corte ha sottolineato l'inammissibilità del ricorso a causa della 'doppia decisione conforme' dei giudici di primo e secondo grado e per la mancata specificità dei motivi di appello, ribadendo che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito.
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