LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 366 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 39 di 40

1288 provvedimenti

Altri anni per Art. 366 Codice di Procedura Civile

Occupazione di fatto: la Cassazione sul canone COSAP
Una società della grande distribuzione è stata condannata a pagare il canone COSAP per l'installazione di segnaletica stradale non autorizzata. La società ha impugnato la decisione, sostenendo di essere una semplice locataria e non l'occupante diretto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'obbligo di pagamento sorge in capo a chi realizza un'occupazione di fatto, a prescindere da contratti di locazione. La Corte ha inoltre sanzionato diversi vizi procedurali del ricorso.
Continua »
Errore di fatto revocatorio: onere della prova in appello
La Cassazione chiarisce i limiti dell'errore di fatto revocatorio. Un ricorso è stato respinto perché la parte non ha provato la presenza degli atti nel fascicolo, fallendo nel suo onere probatorio. La Corte ha confermato che l'omessa acquisizione d'ufficio del fascicolo non costituisce un errore di fatto.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi e autosufficienza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un legale per il riconoscimento dei suoi compensi professionali nell'ambito di un fallimento. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, sulla mancata contestazione della reale ratio decidendi della sentenza impugnata e, soprattutto, sul difetto di autosufficienza, un principio fondamentale per l'ammissibilità del ricorso in Cassazione.
Continua »
Risarcimento occupazione illegittima: la data del valore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26742/2025, chiarisce i criteri per il calcolo del risarcimento occupazione illegittima di un terreno da parte della Pubblica Amministrazione. La sentenza ribadisce che, in assenza di un decreto di esproprio, l'occupazione costituisce un illecito permanente. Il diritto al risarcimento per la perdita della proprietà sorge con la domanda giudiziale del privato, che equivale a una rinuncia al bene. Di conseguenza, il valore dell'immobile deve essere determinato con riferimento a tale data e non a quella della trasformazione del fondo. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari, confermando la correttezza della decisione d'appello.
Continua »
Accordo preliminare esproprio: inammissibile ricorso
Un Comune ha impugnato in Cassazione la condanna al pagamento di un'indennità di occupazione derivante da un accordo preliminare esproprio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, evidenziando il difetto di autosufficienza e la novità delle questioni sollevate, come la nullità delle clausole e l'inefficacia dell'accordo. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta formulazione dei motivi di ricorso e del rispetto dei limiti processuali per sollevare eccezioni.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni risparmiatori contro una banca per la presunta appropriazione indebita da parte di un promotore finanziario. La decisione si fonda sul principio che il ricorso in Cassazione non consente un riesame dei fatti già valutati nei gradi di merito, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge. Gli eredi dei risparmiatori contestavano la valutazione delle prove da parte della Corte d'Appello, ma la Cassazione ha ribadito che il suo ruolo non è quello di un terzo grado di giudizio sui fatti.
Continua »
Responsabilità sindaci: il ricorso in Cassazione
Un sindaco revisore ricorre in Cassazione contro una condanna per i danni causati a una società, poi fallita, a seguito di un omesso controllo su operazioni contabili fittizie. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso e i limiti alla revisione dei fatti in caso di "doppia conforme". La decisione sottolinea la severità con cui viene valutata la responsabilità sindaci nel vigilare sulla corretta gestione aziendale.
Continua »
Onere della prova: come evitare l’inammissibilità
Una società si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un credito di quasi 5 milioni di euro per carenza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso inammissibile, ribadendo il rigoroso onere della prova a carico del ricorrente. Quest'ultimo non ha saputo dimostrare la decisività degli elementi probatori asseritamente trascurati, confermando così la decisione del tribunale.
Continua »
Legittimazione attiva consorziata: chi agisce?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un'impresa individuale consorziata che aveva agito direttamente contro l'ente appaltante per il pagamento di lavori extra-contratto. La Corte ha confermato il difetto di legittimazione attiva consorziata, ribadendo che, nei contratti d'appalto, l'unico interlocutore e soggetto legittimato ad agire contro il committente è il consorzio con attività esterna, in quanto autonomo centro di imputazione giuridica, e non la singola impresa esecutrice dei lavori.
Continua »
Appalto Pubblico: il Certificato Senza Approvazione
In una controversia relativa a un appalto pubblico, un'impresa edile ha visto il suo ricorso dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha confermato che il certificato di regolare esecuzione dei lavori, se privo della definitiva approvazione da parte dell'ente committente, non costituisce un'automatica ricognizione di debito. La decisione sottolinea il valore fondamentale dell'atto di approvazione per il perfezionamento del diritto al compenso dell'appaltatore.
Continua »
Prova esecuzione lavori: la Cassazione decide
Una società appaltatrice ha citato in giudizio un ente pubblico per il pagamento di lavori di manutenzione. In assenza del certificato formale, ha offerto fatture e testimonianze. I tribunali di merito hanno respinto la richiesta per carenza di prova esecuzione lavori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova grava sull'appaltatore e che non è possibile introdurre nuove questioni in sede di legittimità.
Continua »
Associazione in partecipazione: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due associate in un contratto di associazione in partecipazione per una farmacia, le quali chiedevano l'ammissione al passivo del fallimento dell'associante. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un inammissibile riesame dei fatti e delle prove, compito che esula dalle funzioni del giudice di legittimità, confermando la decisione del Tribunale che aveva escluso un grave inadempimento contrattuale da parte dell'associante.
Continua »
Cessione del credito: pignoramento e fallimento
La Corte di Cassazione chiarisce che la cessione del credito, se avvenuta prima dell'apertura di una procedura concorsuale, può rendere il credito stesso non pignorabile da altri creditori. Un pagamento ricevuto da un creditore pignorante su un credito precedentemente ceduto dal debitore potrebbe non essere soggetto a restituzione in caso di fallimento. La Corte ha stabilito che una precedente declaratoria di inammissibilità per motivi procedurali di un'opposizione non equivale a una decisione nel merito sulla titolarità del credito, annullando la decisione di merito che aveva ordinato la restituzione delle somme.
Continua »
Responsabilità amministratori srl: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per 'responsabilità amministratori srl' nei confronti di un intero consiglio di amministrazione per 'mala gestio'. La sentenza chiarisce che, in caso di contabilità inaffidabile, il danno può essere liquidato con il criterio della differenza dei netti patrimoniali. Viene inoltre ribadita la responsabilità anche degli amministratori non esecutivi per omessa vigilanza e l'inapplicabilità della 'business judgment rule' a condotte illecite come l'omesso versamento di imposte.
Continua »
Opzione put: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una clausola di opzione put inserita in un patto parasociale a favore di un socio finanziatore. La Corte ha stabilito che tale clausola non viola né il divieto di patto leonino, né quello di patto commissorio, in quanto rappresenta un legittimo strumento di tutela dell'investimento e di garanzia per l'uscita dalla società. La sentenza ha però accolto un motivo di ricorso procedurale, chiarendo che il giudice d'appello deve tener conto dei pagamenti parziali avvenuti durante il processo e rifletterli nel dispositivo della sentenza.
Continua »
Eccezione di incompetenza: come formularla bene
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7873/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in una causa relativa a un patto fiduciario per quote societarie. La decisione si fonda principalmente su vizi procedurali, tra cui una scorretta formulazione dell'eccezione di incompetenza territoriale, che non contestava tutti i fori alternativi previsti dalla legge. La Corte ha ribadito che tali eccezioni devono essere complete e specifiche e che il ricorso per cassazione non può mirare a un riesame dei fatti.
Continua »
Motivo di ricorso: perché la Cassazione lo boccia
Un'agenzia di promozione ha citato in giudizio una società sportiva per inadempimento contrattuale. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso dell'agenzia per mancanza di specificità e cumulo improprio delle censure, confermando la decisione d'appello che negava il risarcimento del danno per carenza di prova. La sentenza sottolinea il rigore formale necessario per redigere un valido motivo di ricorso.
Continua »
Nullità contratto bancario: la forma scritta è sacra
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito il principio fondamentale della nullità del contratto bancario in assenza della forma scritta. Il caso riguardava la richiesta di nullità di diversi conti correnti e contratti accessori da parte di una società e dei suoi soci contro un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la mancanza della forma scritta comporta la nullità totale del rapporto, escludendo la possibilità di applicare meccanismi sostitutivi per il calcolo degli interessi. Di conseguenza, le parti sono tenute alla restituzione reciproca delle somme: il cliente deve restituire il capitale ricevuto con gli interessi legali, e la banca deve restituire tutti gli interessi percepiti. La Corte ha inoltre chiarito che anche i contratti accessori, come i conti per l'anticipo su fatture, richiedono una specifica pattuizione scritta che ne determini le condizioni economiche, non essendo sufficiente un mero collegamento funzionale a un contratto principale.
Continua »
Nullità contratti swap: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito la nullità dei contratti swap quando l'intermediario omette di indicare elementi essenziali come il valore iniziale (mark to market), i costi impliciti e gli scenari probabilistici. Nel caso esaminato, una società alberghiera aveva stipulato un contratto derivato con un istituto di credito. La Suprema Corte, riformando la decisione di merito che aveva concesso solo un risarcimento, ha dichiarato la nullità strutturale del contratto per indeterminatezza dell'oggetto, sottolineando che la trasparenza su tutti i costi e i rischi è un requisito di validità e non solo un obbligo informativo.
Continua »
Obbligo informativo banca: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni investitori contro un istituto di credito. Il caso riguarda la presunta violazione dell'obbligo informativo della banca in un contratto di gestione patrimoniale. La Corte ha respinto i motivi di ricorso in quanto critiche di merito non consentite in sede di legittimità, o perché non si confrontavano adeguatamente con la ratio decidendi della sentenza d'appello, confermando la decisione dei giudici di grado inferiore.
Continua »