LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 20 di 22

432 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Inadempimento grave locazione: il caso in Cassazione
La Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di locazione per inadempimento grave locazione, nonostante il pagamento tardivo dei canoni da parte del conduttore. La tolleranza passata del locatore non modifica gli obblighi contrattuali. Il ricorso del conduttore è stato dichiarato inammissibile, ribadendo principi consolidati in materia.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il consolidato orientamento sulla prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, data la manifesta infondatezza del ricorso a fronte di una giurisprudenza ormai granitica.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto al risarcimento per medici specializzandi che non hanno ricevuto un'adeguata remunerazione a causa della tardiva attuazione di direttive europee da parte dello Stato italiano. L'ordinanza conferma che il diritto spetta anche a chi si è iscritto ai corsi prima del 1983, ma solo per il periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983. Viene inoltre rigettata la richiesta dei medici di ottenere un risarcimento calcolato su importi più elevati, consolidando l'orientamento giurisprudenziale sulla quantificazione del danno.
Continua »
Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante la specializzazione tra il 1978 e il 1986. La Corte ha confermato la prescrizione del risarcimento, stabilendo che il termine decennale per agire è iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo la Corte, da quel momento l'inadempimento dello Stato era chiaro e definito, rendendo il diritto azionabile e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione.
Continua »
Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata corresponsione di un compenso durante la specializzazione tra il 1982 e il 1994. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato.
Continua »
Restituzione immobile senza titolo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che si rifiutava di restituire un immobile, eccependo il difetto di proprietà in capo all'ente concedente. La Corte ha ribadito che nelle azioni personali di restituzione, derivanti da un contratto, non è necessario per l'attore provare la proprietà del bene, ma è sufficiente dimostrare la fonte del proprio diritto alla riconsegna, come la scadenza del contratto. Questo principio si applica anche quando la controversia riguarda la restituzione immobile senza titolo di proprietà del concedente.
Continua »
Appello rito locatizio: errore che costa caro
Una società immobiliare propone appello in una causa di locazione utilizzando un atto di citazione invece del ricorso, depositandolo inoltre fuori termine. La Corte di Cassazione conferma la decisione di improcedibilità, stabilendo che le specifiche norme procedurali per l'appello rito locatizio non sono derogate dalle leggi di semplificazione generale. La Corte ha inoltre sanzionato la società per abuso del processo, avendo agito in palese contrasto con principi giurisprudenziali consolidati.
Continua »
Affitto ramo d’azienda: quando è locazione?
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra affitto ramo d'azienda e locazione commerciale. Se il locatore fornisce un locale 'al rustico', privo di un'organizzazione aziendale preesistente, il contratto è una locazione, con conseguente diritto del conduttore all'indennità di avviamento, anche se l'immobile si trova in un centro commerciale.
Continua »
Termine perentorio costituzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica, confermando che il termine perentorio di costituzione fissato dal giudice nel rito sommario è inderogabile. La tardiva costituzione dell'amministrazione ha comportato la decadenza dalla possibilità di sollevare l'eccezione di prescrizione, consolidando un importante principio di procedura civile sulla certezza dei tempi processuali.
Continua »
Diritto di difesa: udienza cartolare e note non autorizzate
Una controversia su canoni di locazione non pagati per un immobile a rischio sismico arriva in Cassazione. La Suprema Corte annulla la decisione d'appello non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale: è stato violato il diritto di difesa dell'ente ricorrente, a cui non è stato concesso un termine per replicare a una memoria non autorizzata depositata dalla controparte durante un'udienza cartolare.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibile se non è chiaro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società fallita contro una decisione in materia di esecuzione immobiliare. Il motivo principale è la violazione dei principi di chiarezza e autosufficienza del ricorso per cassazione, in quanto l'atto presentato era confuso e non permetteva alla Corte di comprendere i fatti di causa senza consultare altri documenti. La sentenza ribadisce che l'appello deve essere redatto in modo chiaro e conciso, pena la sua inammissibilità.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: quando la censura è oscura
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da una proprietaria contro la decisione del Tribunale in una causa di esecuzione forzata per la demolizione di opere edili. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano esposti in modo confuso, farraginoso e oscuro, impedendo di individuare le specifiche violazioni di legge contestate. La decisione sottolinea l'importanza fondamentale della chiarezza e della specificità nella redazione degli atti di impugnazione, pena, appunto, l'inammissibilità del ricorso stesso.
Continua »
Appello inammissibile: l’omessa impugnazione di un motivo
Una società di pelletteria ha proposto ricorso in Cassazione contro una decisione che dichiarava inammissibile la sua opposizione in una procedura esecutiva. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile perché la società ha contestato solo una delle due autonome ragioni su cui si fondava la sentenza di primo grado. L'omessa impugnazione della seconda motivazione ha reso l'intero ricorso inammissibile per carenza di interesse, confermando un consolidato principio giurisprudenziale.
Continua »
Locazione Consorzi Industriali: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha confermato che la locazione consorzi industriali di loro immobili è legittima, anche se le leggi regionali promuovono il leasing. Un contratto di locazione ordinaria non è automaticamente nullo. La Corte ha inoltre ribadito che spetta all'inquilino l'onere di provare i requisiti per ottenere riduzioni del canone, come la qualifica di impresa artigiana.
Continua »
Spese stragiudiziali: quando sono risarcibili?
A seguito di un sinistro stradale, una automobilista contesta l'importo offerto dall'assicurazione a titolo di spese stragiudiziali, ritenendolo insufficiente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le spese stragiudiziali costituiscono un danno emergente e, come tali, il loro rimborso è subordinato alla prova rigorosa della loro utilità, congruità e dell'effettivo esborso da parte del danneggiato.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni ex specializzandi per il risarcimento danni da tardivo recepimento di direttive UE. Al centro della controversia la prescrizione per medici specializzandi, il cui termine decennale, secondo la consolidata giurisprudenza, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/99. La Corte ha ribadito che tale legge ha reso definitivo e conoscibile l'inadempimento dello Stato, respingendo le argomentazioni dei ricorrenti come insufficienti a modificare tale orientamento.
Continua »
Motivazione autonoma: ricorso inammissibile
Una società sanitaria ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per un presunto pagamento inferiore al dovuto per prestazioni in convenzione. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo vincolanti i tetti di spesa accettati contrattualmente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, evidenziando che l'impugnazione non aveva contestato una delle ragioni autonome (ratio decidendi) della decisione di secondo grado, rendendo inutile l'esame delle altre censure.
Continua »
Remunerazione medici: Cassazione e prescrizione
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1981 e il 1991, in violazione delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione decennale per la richiesta di remunerazione medici specializzandi è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999. La Corte ha ribadito che tale data ha fornito la certezza giuridica necessaria per agire, condannando inoltre i ricorrenti per lite temeraria.
Continua »
Domanda di manleva: chi giudica il gestore idrico?
Una società di gestione idrica ha fornito acqua non potabile ai suoi utenti. Citata in giudizio per il risarcimento dei danni, la società ha presentato una domanda di manleva contro l'ente regionale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice ordinario civile ha giurisdizione non solo sulla richiesta degli utenti, ma anche sulla domanda di manleva accessoria contro l'ente pubblico, in quanto intrinsecamente legata alla controversia contrattuale principale.
Continua »
Compensazione spese legali: quando il giudice decide
Una cittadina ha impugnato in Cassazione la sentenza di merito lamentando la mancata compensazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la decisione sulla compensazione spese legali rientra nel potere discrezionale e insindacabile del giudice di merito, anche in presenza di un presunto mutamento giurisprudenziale.
Continua »