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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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432 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha richiesto un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE da parte dell'Italia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione decennale per tali azioni decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, qualificando l'azione come un abuso del processo data la consolidata giurisprudenza contraria sulla prescrizione medici specializzandi.
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Riduzione canone locazione: No in automatico per Covid
In un caso riguardante una locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha stabilito che le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19 non conferiscono al conduttore il diritto automatico a una riduzione del canone locazione. L'ordinanza chiarisce che, sebbene l'inadempimento possa essere giustificato, la modifica del contratto non può essere imposta dal giudice ma resta legata ai rimedi generali come la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta, che la controparte può evitare offrendo una modifica equa.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato il suo orientamento consolidato in materia di prescrizione per i medici specializzandi. Il diritto al risarcimento del danno per la mancata attuazione di direttive europee sull'adeguata retribuzione si prescrive in dieci anni a partire dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso di un medico, ribadendo che la questione è stata risolta da tempo e che non sussistono elementi per modificare la giurisprudenza esistente. Questa decisione consolida il principio della certezza del diritto e chiude la porta a nuove azioni legali basate su questa specifica pretesa se non esercitate tempestivamente.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16403/2025, ha confermato il proprio orientamento consolidato sulla prescrizione dei crediti dei medici specializzandi per la mancata remunerazione durante la specializzazione tra il 1983 e il 1991. Il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999. La Corte ha tuttavia accolto il motivo di ricorso relativo alla condanna alle spese, annullando la statuizione che obbligava i ricorrenti a pagare le spese legali a favore dell'amministrazione statale, rimasta contumace in appello.
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Remunerazione Specializzandi: No a Rimborsi Retroattivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzatisi tra il 1990 e il 2000, i quali richiedevano un adeguamento economico della loro borsa di studio a quella, più elevata, percepita dai colleghi iscritti dopo il 2006. La Corte ha stabilito che nessuna norma europea imponeva un importo minimo per la remunerazione specializzandi, lasciando la decisione alla discrezionalità dello Stato. Inoltre, ha chiarito che una legge più favorevole successiva non può essere applicata retroattivamente e non viola il principio di parità di trattamento, poiché le situazioni giuridiche, maturate in tempi diversi, non sono paragonabili.
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Modifica domanda sfratto: ecco quando è ammessa
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un procedimento di sfratto per morosità, il locatore può modificare la propria domanda iniziale dopo l'opposizione del conduttore. Se l'inquilino dimostra di aver pagato i canoni contestati, il locatore può, nella fase successiva del giudizio, basare la sua richiesta su altre mensilità non pagate relative allo stesso rapporto contrattuale. Questa modifica domanda sfratto è considerata un ammissibile adeguamento alle difese della controparte e non una domanda nuova. La Corte ha quindi respinto il ricorso del conduttore, confermando la risoluzione del contratto.
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Prova per presunzioni: i requisiti per la revocatoria
Un creditore ha impugnato con successo la vendita di un credito a un prezzo irrisorio. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, sottolineando che per la prova per presunzioni della consapevolezza del terzo acquirente del danno arrecato ai creditori, il giudice deve esaminare una pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti, non potendosi basare unicamente sulla sproporzione del prezzo. Una motivazione superficiale, infatti, costituisce una violazione di legge.
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Inadempimento successivo alla domanda: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle cause di risoluzione di contratti di durata come la locazione, il giudice può legittimamente valutare l'inadempimento successivo alla domanda giudiziale. Il caso riguardava un conduttore che non aveva completato i lavori di ristrutturazione pattuiti. La Corte ha chiarito che il persistere dell'inadempimento durante il processo non solo è rilevante, ma aggrava la posizione del debitore, giustificando la risoluzione del contratto senza che ciò costituisca un vizio di ultrapetizione.
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Borse specializzandi medici: no all’adeguamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che i medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 non hanno diritto all'adeguamento economico previsto dalle normative successive. La sentenza chiarisce che il concetto di 'adeguata remunerazione' previsto dalle direttive europee non implica una retroattività degli aumenti delle borse specializzandi medici. Inoltre, viene confermato che l'attività dello specializzando non costituisce un rapporto di lavoro subordinato.
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Appello incidentale tardivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una condanna per risarcimento danni. La decisione si basa su vizi procedurali, tra cui la presentazione di un appello incidentale tardivo e la contestazione di una sola delle due autonome motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, confermando la condanna.
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Errore revocatorio: ricorso inammissibile se parziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore revocatorio. La decisione originale si fondava su due motivazioni distinte e autonome. Poiché i ricorrenti hanno contestato solo una di queste, lasciando l'altra intatta e sufficiente a sorreggere la decisione, il ricorso è stato respinto per difetto di interesse, stabilendo un importante principio sulla necessità di impugnare tutte le 'rationes decidendi'.
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Risarcimento danno cane randagio: la prova del fatto
Una richiesta di risarcimento danno cane randagio viene respinta in tutti i gradi di giudizio per mancata prova della dinamica dell'incidente. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che le dichiarazioni dei testimoni riportate in un verbale di polizia non costituiscono prova legale e che la Corte non può riesaminare i fatti. Il caso evidenzia l'importanza cruciale di fornire prove concrete e circostanziate per ottenere un risarcimento.
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Risarcimento specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione frequentata prima del 1991. Il diritto al risarcimento specializzandi è stato negato a coloro la cui specializzazione non era esplicitamente prevista dalle direttive comunitarie e per i quali non era stata provata un'effettiva equipollenza. È stata inoltre respinta la richiesta di una quantificazione del danno basata su normative più recenti e favorevoli.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto alla remunerazione dei medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. L'ordinanza chiarisce che i medici iscritti a corsi di specializzazione a cavallo degli anni 1982-1983 hanno diritto a un indennizzo, ma solo per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. Viene inoltre confermato che la responsabilità grava unicamente sulla Presidenza del Consiglio dei Ministri, escludendo gli altri Ministeri se la relativa statuizione di primo grado non è stata appellata. La Corte ha infine ribadito che il criterio di liquidazione del danno è quello equitativo previsto dalla Legge n. 370/1999, escludendo rivalutazione e interessi compensativi.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione del diritto al risarcimento per un gruppo di medici specializzandi che non avevano ricevuto un'adeguata remunerazione durante la loro formazione, a causa della tardiva attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. Di conseguenza, le azioni legali intraprese nel 2014 sono state ritenute tardive. I ricorrenti sono stati anche condannati per abuso dello strumento processuale per aver insistito su una questione giuridica ormai risolta da tempo.
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Responsabilità del committente: colpa e nesso causale
A seguito di un incendio in un magazzino, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società di gestione immobiliare. La sentenza chiarisce che la responsabilità del committente non deriva dalla custodia dell'immobile (art. 2051 c.c.), ma da una colpa specifica (art. 2043 c.c.) per aver affidato lavori pericolosi senza verificare le condizioni di sicurezza, essendo a conoscenza di un impianto antincendio inadeguato. Anche la cooperativa che utilizzava il magazzino è stata ritenuta corresponsabile per aver stoccato merce in eccesso, ostacolando i sistemi di sicurezza.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione adeguata durante la specializzazione pre-2007. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una serie di blocchi legislativi ha impedito l'adeguamento triennale e per l'inflazione della borsa di studio per il periodo 1992-2006. La Corte ha inoltre ribadito che le direttive comunitarie all'epoca vigenti non imponevano un importo minimo per la remunerazione dei medici specializzandi, cristallizzando così la disciplina applicabile a quel periodo.
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Risarcimento medici: la Cassazione sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1980 e il 1994. L'ordinanza conferma il principio consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale per il diritto al risarcimento dei medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, rendendo le azioni successive tardive e quindi estinte.
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Azione revocatoria: quando è inefficace la vendita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16852/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che aveva accolto un'azione revocatoria fallimentare. La Corte ha ribadito principi fondamentali: il termine di prescrizione dell'azione decorre dal contratto definitivo e non dal preliminare; le eccezioni non sollevate in primo grado, come quella sull'adempimento di un debito scaduto, sono inammissibili in appello. La decisione evidenzia come la consapevolezza del danno ai creditori possa essere provata tramite presunzioni basate su elementi come il prezzo vile e le anomale modalità di pagamento.
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Revocazione inammissibile: errore di diritto e appelli
Un utente, in lite con una compagnia telefonica, ha percorso tutti i gradi di giudizio impugnando provvedimenti cautelari. La Cassazione, dopo aver dichiarato inammissibile il ricorso, si è pronunciata anche sulla successiva istanza di revocazione. Il caso chiarisce che la revocazione inammissibile si configura quando si contesta un presunto errore di diritto e non un errore di fatto, ribadendo i confini precisi degli strumenti di impugnazione nel processo civile.
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