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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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432 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Sospensione feriale termini: no a opposizione precetto
Un'imprenditrice ha proposto ricorso in Cassazione contro una decisione relativa a un'opposizione a precetto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato tardivamente, ribadendo un principio fondamentale: la sospensione feriale dei termini processuali non si applica ai procedimenti di opposizione all'esecuzione. L'insistenza su un ricorso palesemente infondato è stata qualificata come abuso del processo e sanzionata pesantemente.
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Spese di lite: quando il giudice può compensarle
Una società ricorre in Cassazione contestando la modalità di svolgimento di un'udienza e la compensazione delle spese di lite in un giudizio di opposizione a precetto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'udienza a trattazione scritta e ribadendo l'ampio potere discrezionale del giudice di merito nella regolamentazione delle spese di lite, che non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi macroscopici.
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Leasing traslativo: la Cassazione e la tutela del cliente
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società finanziaria, confermando la qualifica di un contratto come leasing traslativo. In caso di risoluzione per inadempimento, si applica l'art. 1526 c.c., che prevede la restituzione dei canoni versati dall'utilizzatore, al netto di un equo compenso per l'uso del bene, per evitare l'ingiusto arricchimento del concedente.
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Compenso medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1991 e il 1999, ha richiesto un adeguamento economico e la copertura previdenziale, equiparando la loro posizione a quella dei colleghi post-2006. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3555/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che per quel periodo era correttamente prevista una borsa di studio e non un contratto di lavoro, e che i ripetuti blocchi legislativi all'adeguamento del compenso medici specializzandi erano legittimi per ragioni di finanza pubblica.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la prescrizione decennale per le richieste di risarcimento dei medici specializzandi per mancata remunerazione. Il termine decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. n. 370/1999, che ha cristallizzato il diritto al risarcimento per l'inadempimento dello Stato alle direttive europee. L'incertezza sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione non sospende la decorrenza del termine.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante i loro corsi tra il 1982 e il 1990. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione decennale per tali richieste è iniziato il 27 ottobre 1999. Secondo la sentenza, l'incertezza giurisprudenziale successiva non era un valido motivo per sospendere la decorrenza della prescrizione medici specializzandi. I ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria.
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Assegno circolare sequestrato: il ricorso è inammissibile
Un creditore ricorre in Cassazione dopo che i giudici di merito avevano dichiarato la 'cessazione della materia del contendere' riguardo un assegno circolare non pagato. L'assegno era stato oggetto di sequestro penale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il sequestro del documento fisico (assegno circolare sequestrato) gli fa perdere la qualità di titolo esecutivo, eliminando l'interesse ad agire. Il ricorrente è stato inoltre sanzionato per lite temeraria.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle richieste di risarcimento di alcuni medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. La Corte ha ribadito che la prescrizione del diritto decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, sanzionando l'abuso del processo per aver insistito su tesi già ampiamente respinte dalla giurisprudenza consolidata.
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Giudicato interno: i limiti nel giudizio di rinvio
In un caso di presunta appropriazione indebita, la Cassazione ha respinto il ricorso dell'erede, chiarendo importanti principi processuali. La Corte ha stabilito che non si forma un giudicato interno su questioni decise con ordinanze istruttorie e che, nel giudizio di rinvio, il giudice ha piena libertà di valutazione dei fatti. È stato inoltre confermato il carattere discrezionale del potere del giudice di trarre argomenti di prova dalla mancata esibizione di documenti.
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Responsabilità studio associato: il termine di decadenza
La Corte di Cassazione analizza la responsabilità dello studio associato, confermando che la responsabilità personale dei singoli professionisti è assimilabile a una garanzia legale simile alla fideiussione. Di conseguenza, si applica il termine di decadenza di sei mesi previsto dall'art. 1957 c.c. Tuttavia, la Corte chiarisce un punto cruciale: per interrompere tale termine, il creditore può agire indifferentemente contro lo studio (debitore principale) o contro il singolo professionista (garante). La sentenza di appello, che aveva dichiarato la decadenza perché l'azione era stata intentata solo contro i professionisti e non contro lo studio, è stata annullata.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 2991/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specialisti contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I medici chiedevano un risarcimento per la mancata attuazione di direttive europee sulla remunerazione durante la specializzazione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che il diritto al risarcimento è soggetto al termine di prescrizione decennale, decorrente dal 27 ottobre 1999. La questione della prescrizione medici specializzandi viene così consolidata, stabilendo che le incertezze successive sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione non spostano tale termine iniziale.
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Restituzione IVA TIA: irrilevante la detrazione
Una società di servizi ambientali deve rimborsare l'IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA-1) a un utente, anche se quest'ultimo potrebbe aver già detratto tale importo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla restituzione IVA TIA deriva da un rapporto di diritto privato (pagamento non dovuto) e non è influenzato dal distinto rapporto tributario tra l'utente e l'amministrazione finanziaria.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2958/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano il risarcimento del danno per la mancata retribuzione durante la specializzazione. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato sulla prescrizione per i medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale per l'azione di risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/99. Poiché il ricorso si poneva in contrasto con questa giurisprudenza, è stato rigettato in via preliminare.
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Risarcimento specializzandi: Cassazione e prescrizione
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corresponsione di una remunerazione durante il loro percorso di specializzazione, in violazione delle direttive comunitarie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2957/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la prescrizione del diritto. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale per il risarcimento specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. La decisione si fonda anche su un vizio procedurale del ricorso.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per il mancato compenso durante la specializzazione a causa della tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione del diritto al risarcimento, stabilendo che il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza chiarisce anche i criteri per la maggiorazione del compenso dell'avvocato che difende una sola parte contro più avversari, respingendo il ricorso dei medici.
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Ricorso inammissibile: condanna per abuso del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un cittadino contro cartelle di pagamento per spese di giustizia. Dato che il ricorrente aveva già proposto numerosi ricorsi identici e sempre respinti, la Corte lo ha condannato per abuso del processo ai sensi dell'art. 96 c.p.c., imponendo una sanzione pecuniaria in aggiunta al pagamento delle spese legali. La decisione sottolinea le conseguenze della lite temeraria e del perseverare in azioni legali manifestamente infondate.
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Remunerazione specializzandi: Cassazione nega risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2883/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per l'inadeguata remunerazione specializzandi percepita prima del 2007. La Corte ha ribadito che la normativa UE non imponeva un importo specifico per la borsa di studio, lasciando la decisione alla discrezionalità dello Stato italiano. Di conseguenza, non sussiste alcun illecito comunitario né un diritto al risarcimento o all'adeguamento della borsa di studio.
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Opposizione cartella di pagamento: quando è inammissibile
Una società di autonoleggio ha presentato ricorso contro una cartella di pagamento relativa a sanzioni per violazioni del Codice della Strada commesse dai propri clienti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'opposizione cartella di pagamento è inefficace se non è stato preventivamente impugnato il verbale di accertamento. Una volta che il verbale diventa definitivo, la società di noleggio non può più contestare la propria responsabilità solidale in una fase successiva.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della mancata attuazione di direttive europee, si estingue per prescrizione. Il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Questa legge, pur riconoscendo il diritto a una borsa di studio solo ad alcuni, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, facendo partire da quel momento la prescrizione medici specializzandi. I ricorsi dei medici sono stati dichiarati inammissibili.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento avanzata da numerosi medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il diritto è stato dichiarato estinto per prescrizione decennale, con decorrenza fissata al 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato. La Corte ha ribadito il proprio orientamento consolidato, ritenendo inammissibile il ricorso.
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