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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

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1591 provvedimenti

Contributo di solidarietà: Cassazione dice no
Un ente previdenziale professionale ha impugnato la sentenza che riteneva illegittimo il contributo di solidarietà imposto a un pensionato. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'orientamento consolidato che nega tale potere alle casse privatizzate e ha sanzionato l'ente per abuso del processo. Il termine di prescrizione per la restituzione è decennale.
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Efficacia vincolante sentenza penale: guida pratica
Un ex dipendente, condannato per una frode ai danni della sua azienda, ha impugnato la condanna al risarcimento civile sostenendo che la prescrizione del reato annullasse la validità della sentenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo l'efficacia vincolante della sentenza penale nel giudizio civile per quanto riguarda l'accertamento della responsabilità, anche quando il reato è estinto. La Corte ha stabilito che la condanna generica al risarcimento, confermata in sede penale, costituisce giudicato sulla colpevolezza, lasciando al giudice civile solo il compito di quantificare il danno.
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Prestazioni sanitarie extrabudget: la Cassazione nega
Una società di factoring ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria e la relativa Regione per ottenere il pagamento di crediti derivanti da prestazioni sanitarie extrabudget erogate da un ospedale privato negli anni 2008 e 2009. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i tetti di spesa fissati dalla Pubblica Amministrazione sono vincolanti e costituiscono un fatto impeditivo al pagamento delle prestazioni eccedenti. La Corte ha inoltre escluso la possibilità di un'azione per arricchimento senza causa, qualificando l'arricchimento come "imposto" e quindi non indennizzabile.
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Retribuzione convenzionale: legittima per i dipendenti
Un dipendente pubblico in servizio all'estero ha contestato l'uso di una retribuzione convenzionale, inferiore a quella reale, per il calcolo dei contributi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena legittimità della normativa speciale che prevede tale metodo di calcolo, in quanto la condizione dei lavoratori all'estero è ritenuta non paragonabile a quella di chi opera in Italia.
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Commissione estinzione anticipata: non è usura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26862/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di mutui: la commissione di estinzione anticipata non deve essere inclusa nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) per la verifica del superamento del tasso soglia antiusura. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un mutuatario, confermando che tale commissione ha natura di penale per il recesso e non di corrispettivo per l'erogazione del credito.
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Mutuo di scopo nullo: onere della prova e Cassazione
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito sostenendo la nullità di alcuni contratti di mutuo di scopo, poiché le somme erogate sarebbero state utilizzate per ripianare debiti pregressi anziché per le finalità pattuite. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere di provare la diversa destinazione delle somme grava sul mutuatario. La Corte ha inoltre precisato che il mancato rispetto dello scopo non rende automaticamente il mutuo di scopo nullo, configurandosi piuttosto come un inadempimento contrattuale.
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Finanziamento valuta estera: non è uno strumento derivato
La Corte di Cassazione ha stabilito che un finanziamento in valuta estera non si trasforma in uno strumento finanziario derivato solo per la presenza del rischio di cambio. Analizzando un caso in cui un debitore contestava la natura di un prestito, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la causa del contratto resta quella del finanziamento e non della speculazione, non applicando quindi la normativa del Testo Unico della Finanza.
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Nullità fideiussione antitrust: l’onere della prova
La Cassazione ha respinto il ricorso di due fideiussori che lamentavano la nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte ha ribadito che la nullità non può essere rilevata d'ufficio se la parte non allega e prova i presupposti di fatto, come la conformità del contratto allo schema ABI illecito. Confermato anche l'onere della prova a carico del garante. I ricorrenti sono stati condannati per abuso del processo.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della prescrizione dei crediti vantati da un gruppo di medici specializzandi nei confronti dello Stato per il mancato recepimento di direttive europee. L'ordinanza conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo la Corte, tale legge ha generato la "ragionevole certezza" che lo Stato non avrebbe più adempiuto alla normativa europea, rendendo così esigibile il diritto al risarcimento. Il ricorso è stato quindi giudicato inammissibile in quanto contrario a un orientamento giurisprudenziale consolidato, confermando la prescrizione del diritto dei ricorrenti.
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Incarico dirigenziale: revoca dopo annullamento P.A.
Un dirigente medico si oppone alla revoca del suo incarico dirigenziale, avvenuta dopo l'annullamento in autotutela dell'atto amministrativo che istituiva la sua unità operativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, venuto meno il presupposto amministrativo, la risoluzione del contratto è legittima e non sussiste un diritto automatico a un incarico equivalente.
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Autotutela Tributaria: quando il ricorso è inammissibile
Un contribuente, dopo essersi visto rigettare un'istanza di autotutela tributaria su avvisi di accertamento ritenuti non notificati, ha fatto ricorso fino in Cassazione. L'appello si basava anche su una sentenza civile che dichiarava l'inesistenza della notifica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'autotutela tributaria è un potere ampiamente discrezionale dell'Amministrazione e il suo diniego non può essere impugnato per contestare il merito della pretesa fiscale, ma solo per profili di illegittimità legati a un rilevante interesse pubblico.
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Escussione fideiussione: PEC non vale se pattuita A/R
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26488/2024, ha stabilito che se un contratto di fideiussione prevede una specifica modalità per l'attivazione della garanzia (escussione fideiussione), come la lettera raccomandata, l'utilizzo di un mezzo diverso, quale la Posta Elettronica Certificata (PEC), rende la richiesta inefficace. La Corte ha inoltre ribadito che il principio della scissione degli effetti della notifica non si applica agli atti di natura sostanziale come questo, ma solo a quelli processuali.
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Contratto autonomo di garanzia: no eccezioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni garanti, confermando la distinzione tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia. Quest'ultimo, caratterizzato dalla clausola di pagamento 'a prima richiesta', non consente al garante di opporre eccezioni relative al rapporto sottostante tra creditore e debitore principale. La Corte ha rigettato il ricorso per gravi carenze procedurali, tra cui la mancanza di chiarezza e di autosufficienza, ribadendo che il giudice di merito ha il potere di qualificare giuridicamente il contratto indipendentemente dal nome datogli dalle parti.
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Buoni fruttiferi postali: tassi e Gazzetta Ufficiale
Un risparmiatore deteneva buoni fruttiferi postali emessi nel 1983, i cui tassi di interesse furono abbassati da un decreto del 1986. Il titolare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento secondo i tassi originari, più alti. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la sola pubblicazione del decreto ministeriale nella Gazzetta Ufficiale è sufficiente a rendere le modifiche dei tassi efficaci e vincolanti per tutti i risparmiatori. La Corte ha inoltre precisato che una richiesta di risarcimento per la mancata esposizione delle tabelle informative negli uffici postali deve essere supportata dalla prova di un danno specifico e consequenziale, che il risparmiatore non era riuscito a dimostrare.
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Indennità di sostituzione: no a differenze retributive
Un dirigente medico svolgeva di fatto mansioni superiori. La Cassazione nega il diritto alle differenze retributive, confermando che spetta solo l'indennità di sostituzione prevista dal CCNL Sanità, poiché la sostituzione avviene nel ruolo unico della dirigenza.
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Buoni postali fruttiferi: tassi e timbri sul retro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due risparmiatori riguardo ai tassi di interesse dei loro buoni postali fruttiferi. La Corte ha confermato che i decreti ministeriali che modificano i rendimenti prevalgono sulle condizioni prestampate sul titolo, soprattutto quando un timbro specifico indica l'applicazione di una nuova serie (in questo caso la "Q/P"). L'affidamento dei risparmiatori sulla tabella originaria non è stato ritenuto tutelabile, poiché il timbro era un chiaro indicatore del cambiamento normativo.
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Compenso professionale avvocato: la Cassazione decide
Un professionista legale ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il pagamento del suo compenso professionale per un'attività difensiva svolta. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la validità della convenzione che stabiliva un compenso forfettario e condannando il legale per lite temeraria. La Corte ha chiarito che la forma scritta del contratto di patrocinio con la Pubblica Amministrazione è soddisfatta dal rilascio della procura e dal richiamo alla delibera di incarico.
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Danno reputazionale: non basta il protesto illegittimo
Un amministratore di società chiede il risarcimento per danno reputazionale a seguito del protesto illegittimo di un assegno. La Cassazione conferma le decisioni di merito, rigettando la tesi del danno 'in re ipsa' e ribadendo che l'attore deve allegare e provare l'effettivo pregiudizio subito, non essendo sufficiente la sola illegittimità del protesto.
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Rimborso spese legali: niente fattura al soccombente
Un avvocato, condannato al pagamento delle spese in un precedente giudizio, ha citato il legale della controparte per non aver emesso fattura. La sua richiesta di risarcimento è stata respinta in primo grado e l'appello è stato dichiarato inammissibile perché la causa, di valore inferiore a 1.100 euro, era stata decisa secondo equità. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità, ribadendo che per il rimborso spese legali non è dovuta alcuna fattura dalla parte vittoriosa a quella soccombente.
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Ferie non godute: onere della prova del datore
Un dipendente pubblico, al momento del pensionamento, ha richiesto il pagamento di una cospicua indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sentenze precedenti. È stato stabilito che il datore di lavoro non è tenuto a pagare se dimostra di aver adeguatamente informato il lavoratore, invitandolo a fruire delle ferie e avvisandolo della loro perdita in caso di mancato godimento. In questo caso, l'azienda ha soddisfatto tale onere probatorio.
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