LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 36 del D.Lgs. n. 546 del 1992

Pagina 5 di 9

175 provvedimenti

Impugnazione accertamento fiscale: motivi di ricorso
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale basato su indagini bancarie. L'ordinanza chiarisce l'inammissibilità dei motivi di impugnazione sollevati per la prima volta in appello, come la presunta mancanza di autorizzazione all'accesso, e conferma la presunzione di legittimità degli atti dei funzionari pubblici. La Corte sottolinea l'importanza del principio di autosufficienza e dei limiti alla contestazione della motivazione di merito nell'impugnazione accertamento fiscale.
Continua »
Deduzione IRAP: onere della prova per il rimborso
Una società ha richiesto un rimborso IRES legato alla deduzione IRAP per i costi del personale. Dopo un diniego parziale dell'Amministrazione Finanziaria e una decisione sfavorevole in appello, la società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza precedente per "motivazione apparente" e incompleta. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice, ribadendo il principio fondamentale che l'onere della prova per un rimborso spetta sempre al contribuente.
Continua »
Operazioni inesistenti: Cassazione su IVA e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13947/2024, ha rigettato il ricorso di una società in fallimento contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. Il caso riguarda delle operazioni inesistenti, nello specifico una compravendita immobiliare seguita da locazione, ritenuta fittizia e finalizzata a ottenere vantaggi fiscali illeciti. La Corte ha confermato l'indetraibilità dell'IVA per il cessionario e la legittimità delle sanzioni, ribadendo che l'Amministrazione finanziaria può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti per provare la fittizietà dell'operazione. Una volta fornita tale prova, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e l'assenza di colpevolezza.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
Una società immobiliare, a seguito di un accertamento per maggiori redditi da vendite di immobili, è stata chiamata a versare le ritenute sui profitti che l'Amministrazione finanziaria presumeva fossero stati distribuiti ai soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione utili per le società a ristretta base partecipativa e sottolineando che l'accertamento era fondato su una pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti, non solo sui valori del mercato immobiliare (OMI).
Continua »
Onere della prova: ASD senza documenti perde in Cassazione
Un'associazione sportiva dilettantistica, a seguito di un accertamento fiscale per omessa dichiarazione, si è vista negare le agevolazioni fiscali. Sebbene i giudici di merito le avessero dato ragione giustificando la mancata produzione di documenti con una perdita involontaria, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che la perdita incolpevole della documentazione non sposta l'onere della prova dal contribuente al Fisco. La sentenza di secondo grado è stata annullata per 'motivazione apparente', in quanto non spiegava come la perdita dei documenti incidesse sulla ricostruzione dei ricavi operata dall'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Prescrizione credito tributario: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria per un debito IRPEF, eccependo la prescrizione del credito tributario e l'invalidità della notifica della cartella esattoriale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice tributario è competente a decidere sulla prescrizione maturata dopo la notifica della cartella. Ha inoltre ritenuto insufficiente la motivazione della corte d'appello sulla validità della notifica, annullando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Valore immobili OMI: non basta per l’accertamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9438/2024, ha chiarito che il valore degli immobili OMI non è di per sé sufficiente a fondare un accertamento per maggiori redditi, ma deve essere supportato da altri elementi. Nel caso specifico, una società di costruzioni si era vista contestare un maggior reddito dalla vendita di immobili. La Corte ha ritenuto legittimo l'accertamento perché, oltre alla discordanza con i valori OMI, il Fisco aveva portato prove aggiuntive come i mutui di importo superiore al prezzo dichiarato concessi agli acquirenti e le discrepanze sulle superfici catastali. Tuttavia, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza per omessa pronuncia sui motivi relativi alla deducibilità di alcuni costi, rinviando la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione su quel punto specifico.
Continua »
Notificazione cartelle: la prova della consegna
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per dimostrare l'avvenuta notificazione delle cartelle esattoriali non è indispensabile produrre l'atto originale. È sufficiente depositare in giudizio una copia della cartella, anche fotostatica, accompagnata dalla relativa relazione di notifica, specialmente se il contribuente non contesta specificamente la conformità della copia all'originale.
Continua »
Motivazione apparente: la Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il giudice d'appello si era limitato a respingere il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria con una formula generica, senza analizzare criticamente i motivi specifici. La Suprema Corte ha ribadito che una motivazione, per essere valida, deve consentire di ricostruire il percorso logico-giuridico seguito dal giudice, affermando che in caso contrario si verifica una violazione del minimo costituzionale che comporta la nullità della pronuncia.
Continua »
Accertamento bancario: onere della prova del legale
Un professionista, a seguito di un accertamento bancario, si è visto rideterminare il reddito. Dopo un esito altalenante nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito dei numerosi motivi di ricorso (procedurali e sostanziali), ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo l'acquisizione dei fascicoli dei gradi di merito per una valutazione completa. Il caso verte sull'onere della prova a carico del contribuente per giustificare i movimenti bancari.
Continua »
Transfer pricing: onere della prova e valore normale
Una società italiana concede un prestito a tasso agevolato alla sua controllante estera. La Cassazione interviene sul tema del transfer pricing, confermando l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate. La sentenza chiarisce che spetta al contribuente l'onere di provare la congruità del prezzo pattuito rispetto al 'valore normale' di mercato, respingendo le giustificazioni basate sul costo nullo dei fondi o su benchmark finanziari non comparabili.
Continua »
Perdita fiscale: quando è utilizzabile? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7246/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'utilizzo della perdita fiscale. Una società non può utilizzare una perdita maturata in un anno precedente per abbattere il reddito imponibile di un anno successivo se l'esistenza stessa di quella perdita è contestata in un altro procedimento giudiziario non ancora concluso. La perdita, per essere utilizzabile, deve essere certa e definitiva. La Corte ha invece ritenuto sufficiente, e non 'apparente', la motivazione con cui i giudici di merito avevano annullato parte dell'accertamento.
Continua »
Impugnazione del classamento: i termini da rispettare
Un istituto di edilizia popolare ha contestato un avviso di accertamento fiscale per un'imposta immobiliare, lamentando l'errata classificazione catastale dei propri immobili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'impugnazione del classamento deve avvenire entro termini perentori, che decorrono anche dalla notifica di un atto impositivo che applica la nuova rendita. La mancata impugnazione tempestiva rende il classamento definitivo. Inoltre, il ricorso è stato dichiarato in parte improcedibile per la mancata produzione di un documento essenziale invocato come giudicato.
Continua »
Nullità cartella: quando il giudice va oltre i motivi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava la nullità di una cartella di pagamento per un motivo non sollevato dalla parte in appello. La decisione sottolinea il vizio di ultrapetizione, ribadendo che il giudice non può decidere oltre le domande formulate dalle parti, anche in materia tributaria.
Continua »
Valore registro e plusvalenza: la Cassazione decide
Un contribuente ha venduto un terreno edificabile. L'Agenzia delle Entrate ha accertato una maggiore plusvalenza basandosi esclusivamente sul valore determinato ai fini dell'imposta di registro. Il contribuente ha contestato l'atto, sostenendo che i criteri di valutazione sono diversi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il valore utilizzato per l'imposta di registro non è sufficiente da solo a dimostrare un prezzo di vendita superiore ai fini IRPEF. L'amministrazione finanziaria deve fornire ulteriori prove gravi, precise e concordanti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso IVA beni strumentali: sì anche su beni altrui
Una società cooperativa ha richiesto il rimborso del credito IVA per opere (serra, impianti) realizzate su un terreno non di sua proprietà. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente. La Corte ha stabilito che per il rimborso IVA beni strumentali non è necessaria la proprietà del bene, ma è sufficiente che esista un nesso di strumentalità tra il bene e l'attività d'impresa, in linea con i principi europei di neutralità fiscale.
Continua »
Documentazione extracontabile: prova di evasione
Una società di arredamento è stata oggetto di un accertamento fiscale per redditi non dichiarati, basato su documentazione extracontabile rinvenuta dalla Guardia di Finanza. La società sosteneva che tali documenti fossero semplici prenotazioni d'acquisto, non vendite concluse. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso, stabilendo che in presenza di prove presuntive gravi, precise e concordanti, spetta al contribuente fornire la prova contraria per dimostrare la natura non reddituale di tali operazioni. La semplice affermazione non è sufficiente.
Continua »
Documentazione extracontabile: prova di evasione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28491/2025, ha stabilito che la documentazione extracontabile trovata presso un'azienda costituisce prova presuntiva valida per un accertamento fiscale. Se tali documenti contengono elementi dettagliati di una vendita (acquirente, prezzo, acconto), si presume che rappresentino operazioni non dichiarate. In questo caso, una società di arredamento sosteneva che gli appunti fossero semplici 'prenotazioni', ma non ha fornito alcuna prova a sostegno. La Corte ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso e sottolineando che l'onere di smentire la presunzione grava sul contribuente.
Continua »
Servizio pre-ruolo: vale per la carriera? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4079/2024, ha respinto il ricorso di un'Amministrazione pubblica, confermando il diritto di alcuni dipendenti a vedersi riconosciuto il servizio pre-ruolo ai fini della progressione economica. La Corte ha stabilito che il principio di non discriminazione, derivante dalla normativa europea, impone di valorizzare l'esperienza professionale maturata anche con contratti a tempo determinato, a meno che l'Amministrazione non fornisca prove di ragioni oggettive che giustifichino un trattamento differente, cosa non avvenuta nel caso di specie.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. I giudici d'appello si erano limitati a confermare la decisione di primo grado su un accertamento da redditometro, senza esaminare e rispondere specificamente ai motivi di ricorso della contribuente. La Suprema Corte ha ribadito che un mero rinvio alla sentenza precedente, senza un'autonoma analisi delle censure, rende la decisione nulla.
Continua »