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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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233 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Inadempimento contrattuale: azienda paga i danni nonostante le segnalazioni
Un'azienda incaricata della manutenzione di impianti di depurazione ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento delle sue prestazioni. Il Comune si è opposto, lamentando gravi malfunzionamenti e chiedendo a sua volta un risarcimento. I giudici hanno accertato l'inadempimento contrattuale appalto di servizi da parte dell'azienda, poiché non aveva fornito prove scritte adeguate delle segnalazioni dei guasti e non aveva eseguito la manutenzione ordinaria in autonomia. La Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'azienda. Quest'ultima non solo non ha ottenuto il pagamento richiesto, ma è stata condannata a risarcire il Comune e a pagare tutte le spese legali.
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Utili extracontabili: presunzione di distribuzione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso nei confronti della socia di una società a ristretta base sociale. L'atto riguardava il recupero di imposte su utili extracontabili che si presumevano distribuiti pro-quota. La ricorrente contestava la mancata allegazione del verbale di constatazione e l'incompetenza del firmatario dell'atto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che nelle società con pochi soci la distribuzione di utili non dichiarati è presunta e che la firma di un funzionario delegato è pienamente valida.
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Usucapione: quando il cumulo del possesso è nullo
Una società ha agito in giudizio per ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione di una porzione di terreno confinante. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, rilevando che il contratto di acquisto della società non identificava catastalmente il bene, impedendo così l'accessione del possesso dal precedente proprietario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il sindacato sulla motivazione è limitato e che la 'doppia conforme' di merito preclude il riesame dei fatti. La ricorrente è stata inoltre condannata per lite temeraria a causa della natura defatigatoria del ricorso.
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Notifica diretta: validità senza CAD per il fisco
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in merito alla validità della notifica diretta di un avviso di accertamento TARSU. La controversia riguardava l'assenza della comunicazione di avvenuto deposito (CAD) in caso di temporanea assenza del destinatario. La Suprema Corte ha stabilito che, quando l'ufficio finanziario procede alla notifica diretta tramite servizio postale ordinario, non si applicano le rigide formalità degli atti giudiziari. Pertanto, la notifica si perfeziona per compiuta giacenza dopo dieci giorni dal deposito presso l'ufficio postale, senza necessità di ulteriori invii informativi.
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Differenze retributive: prove e cronotachigrafo
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un autista volta a ottenere differenze retributive e indennità di trasferta. Il punto centrale della decisione riguarda l'inammissibilità di una consulenza tecnica d'ufficio sui dischi cronotachigrafi richiesta tardivamente. Poiché il lavoratore era a conoscenza dell'esistenza di tali documenti ma non li ha indicati nel ricorso introduttivo come fonte di prova, la richiesta formulata in corso di causa è stata giudicata fuori tempo massimo. La sentenza ribadisce che la CTU non può essere utilizzata per colmare le lacune probatorie delle parti.
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Sottotetto: quando è condominiale o privato?
La Corte di Cassazione ha confermato la natura condominiale di un sottotetto situato sopra l'appartamento di un singolo proprietario. Nonostante l'assenza iniziale di un piano di calpestio, i giudici hanno rilevato che l'altezza del vano, l'accesso tramite corridoio comune e la copertura di più unità immobiliari ne determinano la destinazione potenziale all'uso collettivo. Il ricorso è stato rigettato poiché il sottotetto non svolgeva una funzione esclusiva di isolamento termico per l'unità sottostante, ma possedeva caratteristiche strutturali tali da consentirne un uso autonomo.
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Ricorso per Cassazione: guida all’ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il Ricorso per Cassazione proposto dai soci di una società di consulenza contro avvisi di accertamento per redditi non dichiarati. La decisione si fonda sulla mancata chiarezza dei motivi esposti, che mescolavano vizi eterogenei, e sulla violazione del principio di autosufficienza, non avendo i ricorrenti riportato i passaggi essenziali degli atti contestati. La Corte ha inoltre ribadito che il vizio di insufficiente motivazione non è più censurabile se non nei casi di totale assenza di logica.
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Accertamento induttivo: deducibilità dei costi
Una società e il suo legale rappresentante hanno impugnato avvisi di accertamento per Ires, Iva, Irap e Irpef basati su indagini bancarie. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la Cassazione ha analizzato sette motivi di ricorso. La Corte ha confermato la legittimità delle verifiche bancarie ma ha accolto parzialmente il ricorso riguardo al mancato riconoscimento dei costi forfettari. In caso di accertamento induttivo, l'Amministrazione deve infatti scomputare dai ricavi presunti i costi necessari alla loro produzione, per non violare il principio costituzionale di capacità contributiva.
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Termine dilatorio: nullità accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per esterovestizione emesso in violazione del termine dilatorio di sessanta giorni. L'amministrazione finanziaria aveva anticipato l'invio dell'atto giustificandolo con l'imminente scadenza dei termini di decadenza. I giudici hanno stabilito che la semplice necessità di evitare la decadenza non costituisce una ragione d'urgenza valida per derogare alle garanzie del contribuente, rendendo l'atto nullo se emesso ante tempus senza prove di impedimenti esterni non imputabili all'ufficio.
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Patto commissorio: nullità della vendita simulata
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un'operazione immobiliare complessa che, sotto le spoglie di una compravendita, celava un patto commissorio vietato dall'art. 2744 c.c. La vicenda riguardava un contratto di vendita di un appartamento a Roma, contestato dal venditore poiché finalizzato esclusivamente a garantire la restituzione di un finanziamento. I giudici di merito avevano rilevato numerosi indici di illiceità, tra cui una caparra pari al 50% del prezzo, il rilascio di una procura irrevocabile a vendere e l'assenza di una reale controversia nella transazione collegata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, dichiarando inammissibili le censure relative alla motivazione a causa della cosiddetta doppia conforme.
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Classamento catastale: regole per la categoria A/8
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del classamento catastale attribuito a un immobile di lusso, rigettando il ricorso presentato dall'erede di una contribuente. La controversia riguardava l'assegnazione della categoria A/8 (abitazioni in ville) e la tempestività dell'impugnazione dell'avviso di accertamento. I giudici hanno stabilito che il ricorso originario era tardivo, essendo stato presentato oltre i sessanta giorni dalla compiuta giacenza della notifica. Inoltre, la Corte ha chiarito che i criteri per definire le abitazioni di lusso ai fini fiscali non coincidono necessariamente con le categorie del classamento catastale, le quali seguono logiche di valutazione e stima indipendenti.
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Contratto preliminare e abusi edilizi insanabili
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare relativo a un immobile affetto da abusi edilizi insanabili. I giudici hanno stabilito che la difformità totale rispetto al titolo abilitativo impedisce il trasferimento coattivo del bene, anche parziale, per evitare l'elusione delle norme urbanistiche. A seguito della risoluzione contrattuale, il promissario acquirente che ha detenuto l'immobile in anticipo è obbligato a risarcire il danno da occupazione senza titolo, poiché lo scioglimento del vincolo opera con effetto retroattivo, imponendo la restituzione delle prestazioni e dei frutti maturati.
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Minimale contributivo: guida al contratto leader
Una società cooperativa ha impugnato il recupero crediti dell'ente previdenziale relativo al minimale contributivo, sostenendo la validità del contratto collettivo applicato internamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in presenza di più contratti collettivi, la base per il calcolo dei contributi deve essere il contratto leader, ovvero quello stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso e il limite della doppia conforme.
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Accertamento tributario: limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un accertamento tributario relativo a omessa fatturazione. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato ricavi non dichiarati basandosi sul ritrovamento di assegni presso una società cliente, non riconducibili a fatture emesse. Nonostante i tentativi del contribuente di giustificare tali flussi finanziari come pagamenti di fatture precedenti, i giudici di merito hanno confermato la pretesa fiscale. La Suprema Corte ha ribadito che non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità, specialmente in presenza di una doppia decisione conforme nei gradi precedenti.
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Saldo zero conto corrente: prova e oneri
L'ordinanza chiarisce l'applicazione del saldo zero conto corrente nel caso in cui il correntista non produca l'intera serie storica degli estratti conto. La Suprema Corte conferma che l'onere della prova spetta a chi agisce per la ripetizione, convalidando l'azzeramento del debito iniziale se la documentazione è incompleta.
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Lavoro subordinato nella PA: l’onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce che il riconoscimento del lavoro subordinato nella PA richiede una prova concreta della subordinazione. Non basta la nullità dei contratti a progetto o di collaborazione, poiché le presunzioni legali previste per il settore privato non si applicano alle pubbliche amministrazioni.
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Errore di fatto revocatorio: quando è ammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'errore di fatto revocatorio, dichiarando inammissibile il ricorso di una società che contestava l'omesso esame di alcuni motivi di impugnazione. La Corte spiega che la revocazione non può essere utilizzata per censurare l'interpretazione dei fatti o delle norme giuridiche operata dal giudice, ma solo per correggere sviste percettive su fatti non controversi.
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Compensazione spese legali: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della compensazione spese legali in un caso riguardante l'erogazione della prestazione NASpI. L'ente previdenziale aveva provveduto al pagamento dopo il deposito del ricorso ma prima della sua notifica. Poiché il ricorrente ha proseguito il giudizio per oltre due anni senza informare il giudice dell'avvenuto pagamento, la Corte ha ravvisato gravi ed eccezionali ragioni per non condannare l'ente alle spese di lite.
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Revocazione per errore di fatto: quando è ammessa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione per errore di fatto proposto contro una precedente ordinanza. Il caso riguardava una controversia contro istituti di credito per presunta estorsione contrattuale. La Corte ha chiarito che l'errore revocatorio deve essere una pura svista percettiva e non una valutazione giuridica. Data la manifesta inammissibilità e il carattere dilatorio del ricorso, il ricorrente è stato condannato per abuso del processo.
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Regime del margine: onere della prova e auto usate
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova per l'applicazione del regime del margine spetta al contribuente e non all'Amministrazione finanziaria. Il caso riguarda una società di rivendita auto che non aveva fornito prove sufficienti sulla regolarità dei passaggi precedenti dei veicoli. La sentenza è stata cassata anche per un vizio di omessa pronuncia su presunte operazioni fittizie.
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