LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Pagina 3 di 12

233 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Operazioni oggettivamente inesistenti: quando le foto non bastano
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione di costi per oltre trecentomila euro, ritenendo che le fatture emesse da un'agenzia pubblicitaria riguardassero operazioni oggettivamente inesistenti. La società sosteneva la realtà delle prestazioni di sponsorizzazione sportiva, presentando foto e video. Tuttavia, i giudici di merito hanno confermato l'accertamento evidenziando che il contratto era privo di data certa, generico e che l'emittente era una società fantasma senza sede né mezzi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della contribuente, poiché mirava a una inammissibile rivalutazione dei fatti in sede di legittimità. La società è stata condannata a pagare le spese processuali.
Continua »
Avviso di presa in carico: l’erede perde la sfida con il Fisco
L'Erede di un contribuente ha impugnato un avviso di presa in carico emesso dall'agente della riscossione, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica del precedente avviso di accertamento e disconoscendo la conformità delle copie dei documenti prodotte in giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che l'avviso di presa in carico non può essere contestato nel merito se l'atto presupposto è stato validamente notificato. Inoltre, il disconoscimento delle copie fotostatiche non può avvenire in modo generico o con formule di stile, ma deve indicare specificamente gli elementi di difformità dall'originale. L'Erede è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo salva dalle tasse
Nel corso di un giudizio di revocazione, avviato per contestare una precedente dichiarazione di improcedibilità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritta personalmente e controfirmata dal proprio difensore. La controparte ha accettato espressamente tale rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa decisione comporta che non sia dovuto il pagamento del cosiddetto doppio contributo unificato, previsto solitamente in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, poiché l'estinzione per rinuncia non configura una soccombenza o un rigetto nel merito.
Continua »
Retratto agrario negato: le sole fatture non provano il riscatto
Il proprietario di un terreno confinante ha richiesto il retratto agrario dopo la vendita di un fondo agricolo a un terzo acquirente. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda per mancanza di prove sulla coltivazione continuativa del terreno nei due anni precedenti la vendita. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che le nuove fatture presentate in appello non erano indispensabili, poiché non dimostravano in modo certo la provenienza dei prodotti dal fondo in questione. Inoltre, la Cassazione ha ricordato che, in presenza di due sentenze conformi nei gradi precedenti, non è possibile chiedere una nuova valutazione dei fatti. Il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Opposizione ad avviso di addebito: l’errore che blocca il ricorso
Un'impresa edile ha proposto opposizione ad avviso di addebito notificato dall'INPS. Il Tribunale ha qualificato l'azione come opposizione agli atti esecutivi, dichiarandola tardiva. La Corte d'Appello ha confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, stabilendo che la qualificazione dell'azione operata dal primo giudice non era impugnabile con appello ordinario, ma solo con ricorso straordinario per cassazione. Di conseguenza, non essendo stata impugnata correttamente, si è formato il giudicato interno sulla qualificazione e sulla tardività dell'opposizione. L'impresa perde definitivamente la causa.
Continua »
Iscrizione ipotecaria esattoriale: il socio perde contro il Fisco
Il Contribuente ha impugnato il preavviso di iscrizione ipotecaria esattoriale emesso dall'Agente della Riscossione, lamentando la mancata notifica delle quattro cartelle di pagamento presupposte e la prescrizione dei crediti tributari. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. I giudici hanno chiarito che la morte del ricorrente durante il giudizio di legittimità non interrompe il processo. Inoltre, le contestazioni sulla notifica delle cartelle sono state ritenute inammissibili per difetto di autosufficienza e per la presenza di una doppia conforme nei gradi di merito. Infine, la Corte ha confermato il termine di prescrizione decennale per i tributi erariali e ha dichiarato inammissibili le censure del socio accomandante relative alla propria responsabilità, poiché andavano sollevate contro le singole cartelle a suo tempo regolarmente notificate. Il Contribuente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Ricorso per revocazione: quando l’errore di legge blocca tutto
I comproprietari di un immobile hanno proposto un ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Quest'ultima aveva dichiarato inammissibile il loro ricorso principale relativo all'acquisto di un immobile per usucapione. I ricorrenti sostenevano che la Corte avesse applicato erroneamente le norme sulla doppia conforme introdotte dalla riforma del 2022, non considerando che la causa d'appello era iniziata nel 2016. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'errore contestato riguarda l'interpretazione della legge (errore di diritto) e non un errore di fatto, unico presupposto valido per la revocazione. Inoltre, la regola della doppia conforme applicata era quella già in vigore dal 2012, pienamente applicabile al caso. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e a una sanzione per lite temeraria.
Continua »
Revoca del finanziamento pubblico: confermata la restituzione
L'Amministrazione Regionale ha disposto la revoca del finanziamento pubblico concesso a un Imprenditore a causa di gravi inadempimenti contabili e amministrativi, richiedendo la restituzione di oltre 33.000 euro tramite cartella esattoriale. L'Imprenditore ha proposto opposizione sostenendo che si trattasse di semplici irregolarità formali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imprenditore, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha chiarito che la mancata sospensione del processo non costituisce un vizio di omessa pronuncia e che, in presenza di doppia conforme, non è possibile ridiscutere i fatti in sede di legittimità.
Continua »
Revoca del finanziamento pubblico: agriturismo contro vincolo
Un'imprenditrice agricola ha impugnato la revoca del finanziamento pubblico disposta dalla Regione a causa del mutamento di destinazione d'uso dei locali finanziati, trasformati in agriturismo prima dei dieci anni previsti dal vincolo. L'imprenditrice sosteneva che l'attività agrituristica non alterasse la natura agricola dei fondi. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno rigettato la domanda, condannandola alla restituzione di oltre 86.000 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imprenditrice. I giudici hanno chiarito che il vincolo decennale di destinazione d'uso delle opere edili, specificamente pattuito per l'erogazione del contributo, era vincolante e non poteva essere superato dalle norme generali di favore per l'agriturismo. Di conseguenza, l'imprenditrice perde definitivamente la causa e deve restituire le somme ricevute.
Continua »
Sgravi contributivi: Autocertificazione vs. Dovere di Verifica Aziendale
Un'Azienda ha usufruito di sgravi contributivi per un Lavoratore, ma l'INPS li ha recuperati perché il Lavoratore aveva precedenti rapporti di lavoro, rendendolo non idoneo al beneficio. L'Azienda ha contestato, sostenendo di essersi basata sull'autocertificazione del Lavoratore e che l'onere di verifica fosse eccessivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'Azienda inammissibile. Ha confermato che il datore di lavoro deve verificare diligentemente l'assenza di precedenti rapporti di lavoro, non potendosi limitare all'autocertificazione. Il ricorso non ha specificato adeguatamente i vizi motivazionali.
Continua »
Recesso per giusta causa: l’agenzia perde contro la mandante
Un'agenzia assicurativa ha citato in giudizio la compagnia mandante per contestare un recesso per giusta causa del contratto di agenzia. L'agenzia chiedeva indennità, ma la compagnia sosteneva che il recesso fosse legittimo a causa di gravi dissidi interni tra i soci dell'agenzia e la chiusura non autorizzata degli uffici. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno riconosciuto la giusta causa. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso dell'agenzia e condannandola a rimborsare le spese legali alla compagnia, oltre a un importo residuo.
Continua »
Onere della Prova: Centro Medico perde su Tetto di Spesa ASL
Un Centro medico ha chiesto il pagamento di prestazioni sanitarie a un'Azienda Sanitaria Locale (ASL). L'ASL si è opposta, sostenendo il superamento del tetto di spesa contrattuale. Il Tribunale ha dato ragione all'ASL, revocando il decreto ingiuntivo, poiché il tetto di spesa era provato dal contratto e il Centro non aveva contestato di aver già ricevuto una somma superiore. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Centro, confermando la corretta applicazione dell'onere della prova sul superamento del tetto di spesa e il principio di non contestazione.
Continua »
Utili non dichiarati: la presunzione nella società a ristretta base
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un Contribuente maggiori redditi da partecipazione in una società a ristretta base, applicando la Presunzione utili società ristretta base. Il Contribuente sosteneva di non aver mai riscosso tali utili. Le Commissioni tributarie di primo e secondo grado hanno confermato gli accertamenti, ritenendo che il Contribuente non avesse fornito prove sufficienti a superare la presunzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente, ribadendo che la ristretta base societaria legittima la presunzione di distribuzione degli utili non contabilizzati, a meno che il socio non dimostri il contrario con prove specifiche e non generiche.
Continua »
Scioglimento Comunione: Perde Terrazza Panoramica ma non il Diritto
Una madre dona un fabbricato ai quattro figli, lasciando in comune terrazze e percorsi. Al momento di dividere, una figlia si oppone per non perdere l'accesso attraverso una terrazza panoramica. I suoi tre fratelli avviano una causa per lo scioglimento della comunione. La Corte di Cassazione dà ragione ai fratelli, stabilendo che il giudice, nel dividere un bene, può modificare le modalità di accesso, purché il diritto di passaggio sia comunque garantito. La perdita di un accesso specifico e più comodo non impedisce lo scioglimento della comunione. La sorella perde la causa e viene condannata a pagare le spese legali.
Continua »
Trasformazione del bosco: maxi-multa annullata per un capanno
Un proprietario terriero riceve una sanzione di oltre 54.000 euro per una presunta trasformazione del bosco senza autorizzazione, a causa di una piccola costruzione in legno. I giudici di primo e secondo grado annullano la multa, ritenendo che un manufatto di 35 mq, poi rimosso, non possa trasformare un'area boschiva di oltre 4.000 mq. La Regione ricorre in Cassazione, ma la Corte dichiara il ricorso inammissibile per ragioni procedurali, in particolare per il principio della 'doppia conforme', confermando la vittoria del cittadino. La sanzione è definitivamente annullata.
Continua »
Appalto Nullo per Corruzione: il Comune non ottiene la restituzione
Un appalto pubblico tra un Comune e un'Azienda viene dichiarato nullo a causa di corruzione. Il Comune agisce in giudizio per ottenere la restituzione delle somme già pagate. Tuttavia, la sua richiesta viene respinta perché non riesce a fornire una prova adeguata del valore esatto delle opere eseguite dall'Azienda. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del Comune. Il principio chiave è che, nella richiesta di ripetizione dell'indebito per contratto nullo, chi chiede i soldi indietro deve provare con precisione l'importo che gli spetta. La mancanza di questa prova determina la sconfitta in giudizio.
Continua »
Indeducibilità dei costi: la parola del fornitore evasore non basta
Un imprenditore subisce un accertamento fiscale per costi ritenuti non documentati. A causa di un incendio che ha distrutto la sua contabilità, presenta una dichiarazione scritta del fornitore per provare le operazioni. La Corte di Cassazione stabilisce però l'indeducibilità dei costi. La dichiarazione di un terzo, per di più un evasore totale, non è una prova sufficiente. L'onere di dimostrare l'esistenza e l'inerenza dei costi ricade sempre sul contribuente, che in questo caso non ha fornito riscontri oggettivi. La mancanza di prove solide porta alla conferma dell'atto impositivo.
Continua »
Multa firmata dalla madre: ricorso inammissibile e spese triplicate
Un automobilista contesta una multa sostenendo che la notifica, ritirata e firmata dalla madre, non fosse valida. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, si rivolge alla Corte di Cassazione. La Corte, tuttavia, non esamina la questione della firma e dichiara l'inammissibilità del ricorso. La decisione si basa su una regola processuale nota come 'doppia conforme': poiché le due sentenze precedenti erano identiche, l'automobilista avrebbe dovuto dimostrare una diversa valutazione dei fatti tra i due giudici, cosa che non ha fatto. Di conseguenza, il ricorso viene respinto con condanna al pagamento di tutte le spese e di ulteriori sanzioni.
Continua »
Deducibilità Perdite su Crediti: Azienda Vince contro il Fisco
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deducibilità perdite su crediti operata da un'azienda nell'anno in cui ha avuto prova certa dell'impossibilità di recupero, anche senza una formale dichiarazione di fallimento del debitore. Il caso riguardava crediti verso un consorzio pubblico in liquidazione e una società la cui proposta di concordato era stata respinta. L'Agenzia delle Entrate contestava la tempistica della deduzione, ritenendola prematura. La Corte ha invece stabilito che elementi oggettivi, come l'esito negativo di un arbitrato o l'inammissibilità di un concordato, sono sufficienti a dimostrare la perdita e a giustificarne la deduzione fiscale. L'azienda ha quindi vinto la causa.
Continua »
Inerenza dei costi: acquisto anticipato in cantiere non è assurdo
Un'azienda edile si vede negare la deduzione di costi per materiali di finitura (pavimenti, infissi) perché acquistati quando il cantiere era solo agli scavi. L'Agenzia delle Entrate riteneva l'acquisto prematuro e quindi non inerente. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio fondamentale sull'inerenza dei costi: non conta solo il momento dell'acquisto, ma la sua funzionalità rispetto al progetto imprenditoriale complessivo. Un costo può essere inerente anche se sostenuto in una fase preparatoria o potenziale dell'attività. Giudicare 'assurdo' un acquisto anticipato è un errore se non si valuta il suo scopo finale. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, imponendo una nuova valutazione basata su questo criterio funzionale.
Continua »