LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 8 di 40

1130 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Buoni pasto: quando l’azienda può revocarli?
Un gruppo di lavoratori ha citato in giudizio il nuovo datore di lavoro per aver interrotto l'erogazione dei buoni pasto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i buoni pasto non costituiscono retribuzione, bensì un'agevolazione di carattere assistenziale. Pertanto, non sono protetti dal principio di irriducibilità della retribuzione e l'azienda ha potuto legittimamente recedere dall'accordo aziendale che ne prevedeva la corresponsione.
Continua »
Onere della prova tributario: chi deve dimostrare?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una contribuente che ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi da immobili non dichiarati. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo il principio dell'onere della prova tributario: una volta che l'Agenzia delle Entrate emette un accertamento motivato, spetta al contribuente fornire prove concrete per dimostrare l'infondatezza della pretesa. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per il principio della "doppia conforme", essendo le sentenze di primo e secondo grado basate sulle stesse ragioni di fatto.
Continua »
Onere della prova: chi deve provare i redditi?
Una contribuente impugna un avviso di accertamento per redditi da locazione non dichiarati, sostenendo che l'onere della prova sulla titolarità degli immobili spettasse all'Agenzia delle Entrate. La Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a fronte di un accertamento motivato, l'onere della prova si sposta sul contribuente, che deve dimostrare l'infondatezza della pretesa. L'appello è stato inoltre dichiarato inammissibile per la regola della 'doppia conforme'.
Continua »
Onere della prova: Cassazione su redditi da fabbricati
Una contribuente impugna un avviso di accertamento per redditi da fabbricati non dichiarati, sostenendo che l'onere della prova sulla titolarità degli immobili spettasse all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, a fronte di un accertamento motivato, spetta al contribuente dimostrare l'infondatezza della pretesa fiscale. La Corte ha inoltre dichiarato l'inammissibilità del motivo basato sulla regola della "doppia conforme", essendo le decisioni di primo e secondo grado fondate sulle medesime ragioni di fatto.
Continua »
Accertamento analitico-induttivo e calcolo IVA errato
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale basato su una presunta condotta antieconomica. Pur confermando la legittimità del ricorso all'accertamento analitico-induttivo in tali circostanze, ha accolto il ricorso del contribuente su un punto specifico: l'omessa pronuncia del giudice di merito riguardo l'erroneo calcolo dell'IVA applicata ai maggiori ricavi. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione limitatamente a tale aspetto.
Continua »
IMU Fondi Immobiliari: Chi Paga? La SGR
Una società di gestione del risparmio (SGR) ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo che il soggetto passivo del tributo dovesse essere il fondo immobiliare da essa gestito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiaro in materia di IMU fondi immobiliari: è la SGR, in qualità di proprietaria formale degli immobili e gestore del patrimonio, a essere tenuta al pagamento dell'imposta. La Corte ha specificato che i fondi sono patrimoni separati ma privi di soggettività giuridica, e la responsabilità della SGR è limitata al patrimonio del fondo stesso.
Continua »
Trascrizione domanda giudiziale: quando è essenziale
Una sentenza che ordina la modifica di un immobile per violazione delle distanze legali è stata ritenuta inefficace nei confronti dei nuovi proprietari. La Corte di Cassazione ha confermato che, in assenza di una tempestiva trascrizione della domanda giudiziale, la sentenza non è opponibile a chi ha acquistato l'immobile in pendenza di giudizio, anche se era a conoscenza della causa. La conoscenza di fatto non sostituisce la pubblicità legale.
Continua »
Mansioni superiori: quando è legittimo il rigetto?
Un lavoratore di un'azienda radiotelevisiva, addetto alla pianificazione dei turni, ha richiesto l'inquadramento a un livello superiore per mansioni superiori svolte. I tribunali di merito hanno concesso un inquadramento intermedio, negando il livello massimo richiesto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando le decisioni precedenti. La Corte ha sottolineato che la valutazione delle mansioni è un giudizio di fatto riservato ai giudici di merito e ha applicato il principio della "doppia conforme", che limita la possibilità di ricorso in Cassazione quando due sentenze di grado inferiore sono identiche nella valutazione dei fatti.
Continua »
Diritto di assemblea: quando è legittimo il no ai locali?
La Corte di Cassazione ha stabilito che non costituisce condotta antisindacale il comportamento di un'azienda che, a fronte di impedimenti logistici e di sicurezza, nega l'uso dei locali interni per un'assemblea ma offre a proprie spese una soluzione alternativa adeguata e vicina. La sentenza analizza il bilanciamento tra il diritto di assemblea dei lavoratori e le esigenze oggettive dell'impresa.
Continua »
Associazione sportiva dilettantistica: quando è tassata?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una associazione sportiva dilettantistica a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la natura commerciale di alcune attività, come il noleggio di armadietti. La Corte ha confermato la valutazione di merito sulla natura commerciale delle attività, ma ha accolto il ricorso dell'associazione su un punto procedurale cruciale: ha stabilito che il giudice d'appello aveva errato a non ammettere nuovi documenti presentati per la prima volta in quella sede, rinviando la causa per un nuovo esame su tale aspetto.
Continua »
Concorrenza sleale del dipendente: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex dipendente di una società di vigilanza, confermando la sua condanna al risarcimento dei danni per concorrenza sleale. Il lavoratore, tramite una società di comodo, aveva ottenuto un subappalto dalla propria datrice di lavoro a prezzi gonfiati, violando il dovere di fedeltà. La Corte ha ritenuto provata la condotta illecita e ha confermato le sentenze dei gradi precedenti, sottolineando l'inviolabilità del principio di lealtà nel rapporto di lavoro.
Continua »
Associazione sportiva: le attività commerciali tassabili
Un'associazione sportiva dilettantistica ha ricevuto un avviso di accertamento per aver considerato non commerciali i ricavi da noleggio armadietti, gettoni per l'illuminazione e inviti a non soci. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 26542/2025, ha parzialmente accolto il ricorso dell'associazione, cassando la sentenza d'appello. La Corte ha stabilito che i giudici di secondo grado hanno errato nel non ammettere nuovi documenti presentati in appello, relativi ai costi dell'illuminazione, rinviando il caso per un nuovo esame su questo specifico punto.
Continua »
Recesso per giusta causa: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un agente che aveva effettuato un recesso per giusta causa da un contratto con un istituto bancario. L'agente sosteneva che la banca avesse violato gli obblighi di buona fede. La Corte ha respinto il ricorso per motivi procedurali, confermando le decisioni dei gradi precedenti e sottolineando che non può riesaminare i fatti del caso, specialmente in presenza di una "doppia conforme".
Continua »
Associazioni sportive dilettantistiche e fisco: analisi
Un'associazione sportiva dilettantistica ha ricevuto un avviso di accertamento per attività ritenute commerciali, come l'affitto di armadietti e la vendita di gettoni per l'illuminazione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: nel processo tributario è sempre possibile produrre nuovi documenti in appello. Di conseguenza, il caso è stato rinviato per un nuovo esame sulla base delle prove che erano state erroneamente escluse.
Continua »
Nullità mutuo: la prova della consegna è decisiva
Una cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per la rideterminazione di un contratto di mutuo, eccependo solo in un secondo momento la nullità del mutuo per mancata erogazione della somma. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'eccezione di nullità, sebbene rilevabile d'ufficio, deve emergere da fatti e documenti prodotti entro i termini processuali. La quietanza inserita nel contratto e la stessa azione legale della cliente sono state ritenute prove sufficienti dell'avvenuta erogazione, rendendo l'eccezione tardiva e inammissibile.
Continua »
Restituzione indebito oggettivo: la Cassazione decide
Una banca è stata condannata a restituire gli utili ricevuti da un ente pubblico, poiché lo statuto che li autorizzava è stato annullato retroattivamente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della banca. Il principio chiave è che l'obbligo di restituzione indebito oggettivo sorge direttamente dall'annullamento dell'atto amministrativo che costituiva la base giuridica del pagamento, rendendolo privo di causa sin dall'origine.
Continua »
Liberazione fideiussore: l’onere della prova in banca
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la liberazione fideiussore ai sensi dell'art. 1956 c.c., spetta al garante dimostrare la malafede della banca nel concedere ulteriore credito al debitore principale. Il semplice fatto che il garante sia uscito dalla compagine sociale della società debitrice non è sufficiente. L'ordinanza chiarisce inoltre l'inammissibilità delle eccezioni di nullità per violazione di norme antitrust se sollevate tardivamente e senza una rituale allegazione dei fatti nel corso del giudizio di merito.
Continua »
Nullità atto di citazione: quando è indispensabile
Un'attività commerciale cita in giudizio quella del piano superiore per danni da infiltrazioni d'acqua. La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità atto di citazione perché la parte attrice, agendo per responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c., aveva omesso di allegare lo specifico fatto colposo (la condotta negligente) che avrebbe causato il danno, limitandosi a descrivere l'evento dannoso. Questo vizio, non sanato, ha comportato la cassazione della sentenza.
Continua »
Divisione immobiliare: uso esclusivo e migliorie
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di divisione immobiliare tra due fratelli. La controversia riguardava un immobile co-acquistato, utilizzato in via esclusiva da uno dei due. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale che quello incidentale, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno chiarito i criteri per il calcolo dell'indennità di occupazione, anche in caso di parziale inagibilità, e le modalità di rimborso per le migliorie apportate da un solo comproprietario, specificando che il rimborso è basato sui costi sostenuti e non sull'aumento di valore. La sentenza ha inoltre stabilito che, se l'appello contesta l'assetto complessivo della divisione, nessuna parte della sentenza di primo grado può considerarsi passata in giudicato.
Continua »
Responsabilità amministratori: quando pagano le tasse
La Corte di Cassazione chiarisce la diretta responsabilità degli amministratori di una società 'schermo' per i debiti fiscali (II.DD. e IVA). Se gli amministratori agiscono 'uti dominus', ovvero come effettivi proprietari, la società viene considerata una mera interposizione fittizia. Di conseguenza, il reddito e le imposte vengono imputate direttamente alle persone fisiche in base all'art. 37 del d.P.R. n. 600/1973, senza necessità di un preventivo accertamento definitivo nei confronti della società.
Continua »