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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1130 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Accertamento tributario e onere della prova: la Cassazione
Una società contesta un accertamento tributario per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, annullando l'accertamento sull'IRAP per l'inapplicabilità del raddoppio dei termini e affermando che l'Agenzia delle Entrate non può richiedere documenti di cui è già in possesso, invertendo così l'onere della prova.
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Capitale di affrancazione: accordo verbale è nullo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ente ecclesiastico che rivendicava un accordo privato per un maggior capitale di affrancazione. La Corte ha stabilito che, in assenza di un contratto scritto e firmato da tutte le parti, il calcolo del capitale deve seguire i criteri legali basati sulla rendita catastale, escludendo accordi informali o pagamenti parziali come prova di un patto concluso.
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Usucapione parcheggio: possesso esclusivo è decisivo
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di usucapione parcheggio e aree pertinenziali a un condominio. La Corte ha rigettato le richieste dei condomini, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La motivazione principale si fonda sulla mancanza di un possesso esclusivo, pacifico e ininterrotto per oltre vent'anni, requisito fondamentale per l'usucapione. È stato accertato che le aree in questione erano liberamente accessibili e utilizzate anche da terzi estranei al condominio, invalidando così la pretesa di un possesso uti dominus. La sentenza chiarisce che né la manutenzione delle aree né la semplice destinazione a parcheggio nei progetti originari sono sufficienti a costituire un diritto reale in assenza di atti formali di trasferimento o di un possesso che escluda l'interferenza di terzi.
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Titoli PAC: non fungibilità e risoluzione contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che i titoli PAC (Politica Agricola Comune) 'con terra' e 'senza terra' non sono beni fungibili. In un caso di compravendita di un fondo agricolo, la mancata consegna dei titoli PAC specificati nel contratto costituisce un inadempimento grave che può giustificare la risoluzione del contratto. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente considerato l'offerta di titoli diversi come un adempimento valido, sottolineando la differente funzione economica e produttività immediata dei titoli abbinati a un terreno.
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Distanze legali: no usucapione se l’edificio è nuovo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due proprietari immobiliari in una causa sulle distanze legali. La Corte ha stabilito che una ristrutturazione che aumenta altezza e volume di un edificio lo qualifica come "nuova costruzione", impedendo di invocare l'usucapione per violazioni preesistenti. È stato inoltre confermato che la vendita dell'immobile in corso di causa non elimina la legittimazione passiva dei venditori, se erano proprietari all'inizio del giudizio.
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Responsabilità azienda per cronotachigrafo: la Cassazione
Una società di trasporti è stata multata perché un suo autista ha guidato un autobus senza inserire la carta nel cronotachigrafo digitale. L'azienda ha contestato la multa sostenendo un'anomalia tecnica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che esiste una presunzione di colpa a carico dell'impresa. Per evitare la sanzione, l'azienda avrebbe dovuto dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per garantire il corretto funzionamento del dispositivo e che il guasto era imprevedibile e inevitabile, prova che non è stata fornita. La sentenza sottolinea la diretta responsabilità dell'azienda per il cronotachigrafo, che va oltre la semplice responsabilità solidale con il conducente.
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Doppia conforme: quando l’appello è inammissibile
Un istituto di credito ha proposto ricorso in Cassazione contro due sentenze conformi che lo condannavano a un pagamento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile applicando la regola della 'doppia conforme', poiché la banca non ha dimostrato che le ragioni di fatto delle due decisioni di merito fossero diverse, un onere necessario per superare tale preclusione processuale.
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Nullità fideiussione: i limiti del rilievo d’ufficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti che contestavano la validità del loro impegno. L'ordinanza sottolinea che il giudice può rilevare d'ufficio la nullità fideiussione solo se gli elementi emergono chiaramente dagli atti di causa, senza poter svolgere indagini autonome. Inoltre, viene ribadito il rigore della regola della "doppia conforme", che limita la possibilità di ricorso quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione sui fatti.
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Responsabilità impresa trasporto: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha impugnato una sanzione per la violazione dei tempi di riposo da parte di un suo conducente, adducendo un errore involontario di quest'ultimo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'impresa di trasporto non è solo solidale, ma anche diretta e per fatto proprio. L'azienda ha l'obbligo di organizzare, istruire e controllare l'attività dei suoi dipendenti per garantire il rispetto delle normative, e la sua colpa si presume in caso di infrazione, salvo prova contraria che non è stata fornita.
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Perdita di chance: ricorsi inammissibili in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della perdita di chance per un dipendente pubblico a seguito di un errato inquadramento al momento della stabilizzazione. La Corte d'Appello aveva riconosciuto un risarcimento pari al 50% delle differenze retributive. La Cassazione, tuttavia, ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale dell'ente datore di lavoro sia quello incidentale del lavoratore, consolidando di fatto la decisione di merito. La sentenza sottolinea i rigorosi limiti procedurali per l'accesso al giudizio di legittimità, ribadendo che la Corte non può riesaminare le valutazioni di fatto operate dai giudici dei gradi inferiori.
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Responsabilità del promotore finanziario: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità del promotore finanziario per le condotte illecite commesse ai danni di un cliente. La Corte ha cassato con rinvio la sentenza d'appello, accogliendo il motivo di ricorso della banca relativo all'omessa pronuncia sulla responsabilità per le perdite subite su titoli già in possesso del cliente prima dell'inizio del rapporto. Sebbene la banca sia responsabile per l'operato del suo promotore, i giudici di merito devono esaminare specificamente ogni voce di danno per stabilire il corretto nesso di causalità.
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Abuso di posizione dominante: la prova del danno
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abuso di posizione dominante a carico di una grande compagnia telefonica. La società aveva ostacolato un operatore concorrente attraverso procedure di attivazione dei servizi all'ingrosso volutamente più complesse e onerose rispetto a quelle riservate alle proprie divisioni interne. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene il danno non sia automatico, la prova del nesso causale tra la condotta discriminatoria e il pregiudizio economico (come la perdita di clienti) può essere fornita anche tramite presunzioni, basandosi sulla maggiore difficoltà di accesso al mercato imposta al concorrente.
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Costi black list: quando sono deducibili per l’azienda?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 28/01/2025, ha chiarito i requisiti per la deducibilità dei costi derivanti da operazioni con imprese situate in paesi a fiscalità privilegiata. Il Fisco aveva contestato la deduzione di costi sostenuti da un'azienda italiana per una transazione con una società emiratina, ritenendo che una società inglese fosse stata interposta al solo fine di eludere la normativa sui costi black list. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che per dedurre tali costi non è sufficiente dimostrare la redditività generale dell'operazione, ma è necessario provare un effettivo e specifico interesse economico che giustifichi la scelta di operare proprio in quel paese a fiscalità privilegiata, interesse che deve essere distinto dal mero risparmio fiscale.
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Costi black list: quando sono deducibili?
La Corte di Cassazione ha chiarito che per dedurre i costi black list non basta dimostrare la redditività dell'operazione. È necessario provare un interesse economico specifico e non solo il risparmio fiscale. La sentenza ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente equiparato l'interesse economico alla mera esistenza di un margine di utile.
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Licenziamento per giusta causa: la Cassazione decide
Un dipendente di una compagnia assicurativa viene licenziato per giusta causa dopo aver richiesto rimborsi per spese sanitarie gonfiate. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del lavoratore in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il pagamento effettivo delle somme richieste spettava al dipendente.
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Inammissibilità ricorso: analisi di un caso pratico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso riguarda un'opposizione a un decreto ingiuntivo emesso da una banca. I motivi di inammissibilità sono molteplici e includono questioni di competenza territoriale interna al tribunale, vizi di motivazione inammissibili per la regola della "doppia conforme", e la mancata specificità delle censure relative alla prova del credito e alle clausole di fideiussione.
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Diritto di critica del dipendente: i limiti da non superare
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di una sanzione disciplinare a carico di una dipendente con ruolo di quadro. Le email inviate, contenenti critiche verso superiori e management, sono state giudicate eccedenti il legittimo diritto di critica del dipendente per i toni offensivi e la carenza di verità oggettiva, configurando un inadempimento contrattuale. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito.
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Licenziamento disciplinare dirigente: la Cassazione decide
Un dirigente, licenziato per motivi disciplinari, ha impugnato la decisione aziendale. Dopo la conferma del licenziamento sia in primo grado che in appello, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito i limiti del proprio sindacato, ribadendo che la valutazione dei fatti e la proporzionalità della sanzione nel licenziamento disciplinare dirigente sono di competenza dei giudici di merito, specialmente in caso di "doppia conforme", ovvero quando due sentenze precedenti concordano sulla ricostruzione dei fatti.
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Indennità di trasferta: quando è deducibile?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società di distribuzione alimentare contro un avviso di accertamento. L'ordinanza conferma l'indeducibilità dei costi per l'indennità di trasferta degli amministratori per gli spostamenti casa-lavoro e dichiara inammissibili le censure su accantonamenti IRAP e sopravvenienze passive in virtù della regola della 'doppia conforme', non essendo stati provati i presupposti per la deducibilità.
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Decreto ingiuntivo non opposto: le conseguenze
Una società, dichiarata fallita a seguito di un decreto ingiuntivo non opposto, ha impugnato la decisione sostenendo un vizio di notifica. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che i vizi di notifica vanno eccepiti con l'opposizione tardiva e che il decreto definitivo fonda la richiesta di fallimento, gravando sul debitore l'onere di provare l'assenza dei requisiti per la fallibilità.
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