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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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1296 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Trasformazione eterogenea: imposta fissa, non prop.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14465/2024, ha stabilito che la trasformazione eterogenea regressiva di una società a responsabilità limitata in una fondazione è soggetta all'imposta di registro in misura fissa e non proporzionale. Secondo i giudici, tale operazione costituisce una modifica statutaria e non un atto di trasferimento patrimoniale oneroso, rendendo inapplicabile la tassazione più gravosa richiesta dall'Amministrazione Finanziaria.
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Distruzione merci: come provarla al Fisco
Una sentenza della Cassazione chiarisce le modalità di prova della distruzione merci per vincere la presunzione di cessione. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un accertamento basato sul metodo induttivo puro, presumendo la vendita di rimanenze di magazzino. La contribuente sosteneva di aver distrutto tali beni affidandoli a una ditta specializzata. La Corte ha stabilito che la prova può essere fornita non solo con la procedura di comunicazione preventiva, ma anche tramite il formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) rilasciato da soggetti autorizzati, cassando la sentenza di merito che aveva ignorato tale documentazione.
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Pensione reversibilità nipoti: prova vivenza a carico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14452/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un nipote per ottenere la pensione di reversibilità della nonna. La decisione sottolinea che, per la pensione reversibilità nipoti, non basta rientrare nelle categorie astrattamente previste dalla legge, ma è fondamentale fornire la prova concreta della 'vivenza a carico', ovvero della dipendenza economica dal defunto. Il ricorso è stato inoltre respinto per il principio della 'doppia conforme', avendo i primi due gradi di giudizio deciso allo stesso modo sulla base di una carenza probatoria.
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Pensione di reversibilità: no se manca la prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un figlio che chiedeva la pensione di reversibilità del padre. La decisione si fonda sulla mancata prova della vivenza a carico, ovvero della dipendenza economica dal genitore defunto. I giudici hanno ribadito che la Cassazione non può riesaminare nel merito le prove, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', cioè due sentenze di grado inferiore con lo stesso esito. La pronuncia sottolinea l'onere probatorio a carico di chi richiede la prestazione.
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Responsabilità del committente: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14431/2024, chiarisce i limiti della responsabilità del committente per fatti illeciti dei propri agenti. Nel caso esaminato, una società acquirente di un macchinario medico difettoso e pagato a un prezzo maggiorato ha citato in giudizio la società venditrice, chiedendo di essere risarcita per la truffa perpetrata dai suoi rappresentanti. La Corte ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità del committente poiché gli agenti avevano agito in collusione con un terzo per un fine personale, interrompendo così il nesso di occasionalità necessaria tra le loro mansioni e l'illecito. La società venditrice, inoltre, non aveva tratto alcun vantaggio dalla truffa.
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Licenziamento ritorsivo: quando l’appello è inammissibile
Un lavoratore con ruolo dirigenziale è stato licenziato per giustificato motivo oggettivo a seguito della separazione dalla moglie, socia di minoranza dell'azienda. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento sostenendo la sua natura ritorsiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma per un errore procedurale fondamentale: il ricorrente ha impropriamente mescolato la denuncia di violazione di legge con una richiesta di riesame dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Corte ha inoltre evidenziato l'applicazione della regola della "doppia conforme", che impedisce la rivalutazione dei fatti quando due corti di merito hanno già deciso in modo analogo.
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Trasferimento d’azienda: quando non basta la continuità
Una lavoratrice del settore ristorazione ha agito in giudizio sostenendo l'esistenza di un trasferimento d'azienda tra il suo datore di lavoro originario e una nuova società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per configurare un trasferimento d'azienda non è sufficiente la mera continuità del personale e dei locali. È indispensabile dimostrare che l'entità economica organizzata abbia conservato la propria identità nel passaggio, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Uso aziendale: quando la prassi diventa obbligo
Un'azienda ha interrotto dopo quattro anni il pagamento di un'indennità a un gruppo di dipendenti. La Corte di Cassazione ha confermato che tale comportamento prolungato e generalizzato ha creato un 'uso aziendale', trasformando la prassi in un diritto acquisito per i lavoratori. L'indennità, quindi, non poteva essere unilateralmente revocata e deve essere considerata parte integrante della retribuzione.
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Avviso bonario: quando è obbligatorio per la cartella?
Un contribuente ha ricevuto una cartella di pagamento per IRPEF su un'indennità di fine rapporto senza un preventivo avviso bonario. Ha impugnato l'atto sostenendo che la comunicazione fosse obbligatoria, dato che l'ufficio fiscale aveva ricalcolato l'imposta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che l'avviso bonario è necessario solo in caso di incertezze o modifiche dei dati dichiarati, non per una semplice riliquidazione dell'imposta basata sull'applicazione dell'aliquota corretta ai dati originali. La Corte ha inoltre confermato la validità della notifica e ha respinto le eccezioni su prescrizione e mancanza di firma.
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Interpretazione transazione: la Cassazione decide
Un ex dipendente ha richiesto il pagamento del TFR, sostenendo che non fosse incluso in un precedente accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'interpretazione transazione spetta al giudice di merito, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', ovvero quando due sentenze di grado inferiore giungono alla stessa conclusione sui fatti. La Corte ha stabilito che la somma 'onnicomprensiva' pattuita nell'accordo includeva anche il TFR, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Responsabilità professionale avvocato: l’analisi di Cass.
Due legali citavano in giudizio un condominio per il mancato pagamento di compensi. Il condominio, in via riconvenzionale, chiedeva il risarcimento del danno per responsabilità professionale avvocato. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello accoglievano la domanda del condominio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dei legali, confermando la loro condanna e delineando importanti principi in materia di onere della prova, produzione di nuovi documenti in appello e limiti del sindacato di legittimità.
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Rapporto di lavoro subordinato: ricorso inammissibile
Un lavoratore ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che negava l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con una grande società di spedizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la regola della "doppia conforme" e ribadendo che non è possibile un riesame dei fatti in sede di legittimità.
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Azione di responsabilità curatore: la Cassazione chiarisce
Una società fallita, tramite il suo curatore, ha intentato un'azione di responsabilità contro ex amministratori e sindaci. I tribunali di merito l'hanno rigettata, qualificandola come sola azione sociale e quindi prescritta. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'azione di responsabilità del curatore, ex art. 146 l. fall., cumula in sé sia l'azione sociale sia quella dei creditori. In assenza di una specificazione, si presume che il curatore le eserciti entrambe, con diverse decorrenze per la prescrizione, imponendo una nuova valutazione del caso.
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Prova mandato professionale: oneri e limiti in appello
Un imprenditore ha citato in giudizio un avvocato per responsabilità professionale, sostenendo che la sua cattiva gestione avesse causato il fallimento dell'azienda di famiglia. Le corti di merito hanno respinto la domanda, non trovando prove sufficienti dell'esistenza di un incarico professionale conferito personalmente dall'imprenditore. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo chiarimenti cruciali sulla rigorosità della prova del mandato professionale e sui requisiti procedurali per l'appello.
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Obbligo di assunzione: no se manca l’impegno
Un lavoratore ha citato in giudizio una nuova società appaltatrice per non essere stato assunto dopo un cambio di appalto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. I giudici hanno stabilito che non esisteva alcun obbligo di assunzione, né per l'applicazione di un CCNL né per un impegno contrattuale specifico da parte della nuova azienda. L'inammissibilità è stata dichiarata in base alla regola della "doppia conforme", che limita il ricorso quando le sentenze di primo grado e appello sono identiche nella valutazione dei fatti.
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Somministrazione illegittima: danno e prescrizione
Un ente pubblico ha utilizzato una serie di contratti di somministrazione a termine (somministrazione illegittima) per impiegare lavoratrici per anni sulle stesse mansioni. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale pratica, riconoscendo il diritto delle lavoratrici a un risarcimento forfettario ("danno comunitario") senza necessità di provare un danno specifico. Tuttavia, ha chiarito che il termine di prescrizione per i crediti retributivi (come i premi di produzione) decorre in costanza di rapporto e non dalla sua cessazione, accogliendo parzialmente su questo punto il ricorso dell'ente e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Accertamento sintetico: il tenore di vita familiare
Un contribuente con redditi dichiarati molto bassi ma un elevato tenore di vita, evidenziato da auto di lusso e imbarcazioni, è stato sottoposto ad un accertamento sintetico. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'atto, stabilendo che la capacità di spesa dell'intero nucleo familiare è rilevante. Il contribuente non è riuscito a fornire la prova contraria sull'origine dei fondi. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo, per gli anni d'imposta 2006 e 2007, considerare i canoni di leasing come indicatori di reddito.
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Accertamento d’ufficio: costi e IRAP per l’agente
La Corte di Cassazione, con ordinanza 14064/2024, ha stabilito principi cruciali in materia di accertamento d'ufficio. Quando un agente omette la dichiarazione, l'Amministrazione Finanziaria deve comunque determinare e dedurre i costi d'impresa, anche in via induttiva. Inoltre, ha ribadito che un agente inserito in una rete commerciale altrui non possiede l'autonoma organizzazione necessaria per essere soggetto a IRAP. La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione dei giudici di merito su questi specifici punti.
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Inadempimento contratto preliminare: opere abusive
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare per grave inadempimento del promissario acquirente. Quest'ultimo, dopo aver ottenuto la disponibilità del bene, aveva realizzato opere abusive che rendevano l'immobile non commerciabile. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici di merito, che hanno addebitato la responsabilità dell'abuso al promissario acquirente, respingendo il suo ricorso e confermando l'inadempimento del contratto preliminare.
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Responsabilità presidente associazione: Cassazione chiarisce
Una locatrice ha citato in giudizio un'associazione sportiva e il suo ex presidente per canoni di locazione non pagati. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ribadendo la responsabilità personale e solidale di chi agisce in nome dell'ente, secondo l'art. 38 c.c. L'ordinanza chiarisce i limiti processuali per sollevare eccezioni e per contestare la valutazione dei fatti in sede di legittimità, consolidando i principi sulla responsabilità presidente associazione.
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