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Art. 342 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 342 Codice di Procedura Civile

Riconoscimento anzianità: sì anche post concorso
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al riconoscimento dell'anzianità di servizio, maturata durante contratti a tempo determinato, non può essere negato solo perché l'assunzione a tempo indeterminato è avvenuta tramite concorso pubblico. Con l'ordinanza n. 336/2024, i giudici hanno chiarito che il principio di non discriminazione impone di valutare la coerenza delle mansioni svolte prima e dopo la stabilizzazione, rendendo irrilevante la modalità di assunzione. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva negato tale diritto, è stata cassata con rinvio, affermando un principio cruciale per il riconoscimento anzianità nel pubblico impiego.
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Assegno personale: cosa spetta al dipendente trasferito
Un lavoratore, trasferito da un ente pubblico soppresso a un Ministero, ha agito in giudizio per ottenere il riconoscimento integrale della sua anzianità e di tutte le componenti retributive precedenti, inclusi bonus e polizze. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che la legge speciale applicabile al trasferimento garantisce la conservazione nel nuovo assegno personale solo delle voci retributive fisse e continuative. L'anzianità pregressa non è valida per la progressione di carriera e i benefici accessori variabili sono esclusi.
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Assegno personale: cosa entra nel calcolo? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 288/2024, ha chiarito la composizione dell'assegno personale per i dipendenti pubblici trasferiti a seguito di soppressione del loro ente. La Corte ha stabilito che solo le voci retributive fisse, continuative e con natura strettamente salariale possono essere incluse. Vengono esclusi elementi come premi di produttività, buoni pasto, contributi a fondi pensione e polizze assicurative, in quanto privi del carattere di fissità e continuità o di natura assistenziale e previdenziale. Viene inoltre negato che l'anzianità pregressa possa essere usata per rivendicare avanzamenti di carriera nella nuova amministrazione.
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Demansionamento: risarcimento con prova presuntiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'emittente televisiva al risarcimento del danno per demansionamento nei confronti di una sua giornalista. La Corte ha stabilito che la prova del danno professionale può essere fornita anche tramite presunzioni, come la durata della dequalificazione e il blocco della crescita professionale, validando la liquidazione equitativa del danno al 20% della retribuzione mensile.
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Contributi figurativi: no al cumulo dopo il transito
Un ex controllore di volo, dopo aver lasciato le Forze Armate per un ruolo civile, ha citato in giudizio l'Ente Previdenziale per ottenere il riconoscimento dei contributi figurativi nella sua nuova posizione pensionistica. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto la richiesta. È stato stabilito che, al momento della costituzione di una posizione assicurativa nel regime generale per chi cessa dal servizio statale senza aver maturato il diritto a pensione, viene considerato solo il periodo di servizio effettivo, escludendo gli aumenti figurativi, che sono benefici specifici del regime di provenienza.
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Indennità di mobilità: il giudicato riflesso sull’INPS
La Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori per l'ottenimento dell'indennità di mobilità. La Corte ha confermato la decadenza per alcuni e, per altri, ha applicato il principio del giudicato riflesso, estendendo all'ente previdenziale gli effetti di una precedente sentenza tra lavoratori e datore di lavoro sulla classificazione aziendale, escludendo così il diritto alla prestazione.
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Passaggio di cantiere: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni lavoratori a cui era stato negato il diritto al passaggio di cantiere. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non verificare in concreto il requisito dell'adibizione dei dipendenti al cantiere per almeno 240 giorni prima del cambio appalto, un elemento cruciale previsto dal CCNL di settore. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame dei fatti.
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Appello incidentale: obbligatorio se eccezione respinta
Un professionista si opponeva a una richiesta di pagamento di contributi da parte di un ente previdenziale, eccependo in subordine la prescrizione. Il Tribunale accoglieva la domanda principale ma rigettava esplicitamente l'eccezione di prescrizione. In appello, il professionista si limitava a riproporre l'eccezione senza un formale appello incidentale. La Corte d'Appello accoglieva la prescrizione, ma la Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che, in caso di rigetto espresso, è obbligatorio proporre appello incidentale per devolvere la questione al giudice superiore.
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Obbligo comunicazione NASpI: quando è necessario?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo comunicazione NASpI per redditi da lavoro autonomo sussiste solo se il beneficiario svolge effettivamente un'attività lavorativa. Non è sufficiente essere socio accomandatario di una società se non si presta lavoro attivo. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva dichiarato la decadenza dal beneficio senza accertare questo presupposto fondamentale.
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Preferenza mobilità docenti: la Cassazione decide
Un docente inserito nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) ha contestato la precedenza accordata, nelle procedure di mobilità 2016/2017, ai docenti vincitori del concorso del 2012 (IGM 2012). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la legittimità del sistema di mobilità organizzato per fasi distinte, basato sulla legge e sulla contrattazione collettiva. Secondo la Corte, la preferenza mobilità docenti IGM 2012 in determinate fasi (come la mobilità endoprovinciale) non è né irragionevole né discriminatoria, in quanto deriva da una scelta discrezionale del legislatore volta a bilanciare i diversi interessi dei candidati, differenziati in base al percorso di reclutamento. La Corte ha chiarito che il punteggio individuale non può prevalere sulla struttura per fasi della procedura.
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Verbale ispettivo INPS: onere della prova e validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una famiglia contro l'ente previdenziale, confermando che il verbale ispettivo INPS è una 'fonte di prova'. Spetta ai privati dimostrare l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro agricolo contestato. La Corte ha chiarito che il verbale non è un atto amministrativo da annullare, ma un elemento probatorio il cui contenuto deve essere contestato nel merito, provando una diversa realtà dei fatti.
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Azienda speciale ente pubblico economico: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32798/2024, ha stabilito che un'azienda speciale regionale, configurata dalla legge istitutiva come ente pubblico economico, è soggetta alle norme del diritto privato del lavoro. Di conseguenza, un contratto di somministrazione di lavoro illegittimo può essere convertito in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con l'azienda utilizzatrice. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, che sosteneva la propria natura di ente pubblico non economico per evitare la conversione del contratto, sottolineando come l'operatività secondo criteri di economicità e la finalità imprenditoriale siano decisive per la sua qualificazione.
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Azienda speciale: sì alla conversione del contratto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una azienda speciale regionale, confermando la sua natura di ente pubblico economico. Di conseguenza, ha stabilito che un rapporto di lavoro in somministrazione, se illegittimo, può essere convertito in un contratto a tempo indeterminato alle dipendenze dell'azienda stessa. La Corte ha chiarito che, nonostante i controlli pubblici e la derivazione regionale, se la legge istitutiva e l'operatività concreta seguono criteri imprenditoriali, si applicano le norme del diritto privato del lavoro e non i vincoli assunzionali tipici della Pubblica Amministrazione.
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Azienda speciale ente pubblico economico: la Cassazione
Un lavoratore ha agito in giudizio contro un'azienda speciale regionale per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, a seguito di una serie di contratti di somministrazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che l'azienda in questione ha natura di azienda speciale ente pubblico economico. Di conseguenza, non si applica il divieto di conversione del rapporto, tipico delle pubbliche amministrazioni, e il lavoratore ha diritto alla costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
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Ripetizione indebito: onere della prova del medico
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un'azione di accertamento negativo per contestare una ripetizione indebito, l'onere di provare i fatti costitutivi del diritto spetta a chi lo rivendica. Nel caso specifico, un medico a cui un'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) aveva revocato un'indennità per mancata presentazione della domanda formale, doveva essere lui stesso a dimostrare di aver adempiuto a tale requisito. La Corte ha rigettato il ricorso del medico, confermando che l'ASP aveva correttamente recuperato le somme, e ha escluso l'applicabilità delle tutele del lavoro di fatto e dell'arricchimento senza causa.
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Accordi Collettivi Nazionali: la Cassazione decide
Una pediatra ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Provinciale per ottenere gli aumenti retributivi previsti dagli Accordi Collettivi Nazionali (ACN). La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che gli accordi nazionali creano diritti soggettivi diretti per i professionisti che non possono essere derogati o ignorati dalla contrattazione regionale successiva, confermando così il diritto della dottoressa all'incremento economico.
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Contratto a termine: ricorso inammissibile in Cassazione
Un ricercatore con un contratto a termine presso un ente pubblico ha chiesto la conversione del rapporto in tempo indeterminato. Dopo una vittoria parziale in primo grado, la Corte d'Appello ha respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso del lavoratore inammissibile per motivi procedurali, sottolineando l'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità e la mancata prova di aver svolto mansioni extra-contrattuali su commissione del datore di lavoro.
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Aumenti contrattuali pediatri: la Cassazione decide
Un pediatra di libera scelta ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria Provinciale per ottenere il riconoscimento di incrementi retributivi previsti da un Accordo Collettivo Nazionale (ACN). Dopo una vittoria in primo grado e una sconfitta in appello, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del medico. La questione centrale riguardava gli aumenti contrattuali pediatri e la prevalenza delle fonti normative. La Suprema Corte ha stabilito che gli accordi collettivi nazionali sono vincolanti e non possono essere derogati da atti interni regionali o da ritardi nell'implementazione di accordi integrativi, affermando il diritto del professionista all'aumento economico. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Contratto di apprendistato nullo: quando è a rischio
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto di apprendistato stipulato con una fisioterapista che già possedeva le qualifiche previste. Il rapporto viene riqualificato come lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dall'inizio. La Corte ha inoltre ribadito l'illegittimità del licenziamento per giusta causa intimato senza la preventiva contestazione formale, violando il diritto di difesa della lavoratrice.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
Una società cooperativa di facchinaggio si è opposta alla richiesta di integrazione dei premi assicurativi avanzata da un ente previdenziale per gli anni 2007-2013. L'ente sosteneva che, a seguito di una riforma del 2001, il calcolo dovesse basarsi sulla retribuzione effettiva e non più sul premio speciale unitario a importo fisso. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che la disciplina speciale non è stata implicitamente abrogata da quella generale successiva. Pertanto, il calcolo basato sul premio speciale unitario resta valido fino a specifica modifica tramite decreto ministeriale, come previsto dalla normativa originaria.
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