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Art. 340 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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133 provvedimenti

Altri anni per Art. 340 Codice di Procedura Penale

Condanna per diffamazione: la remissione di querela cancella tutto
L'Imputato era stato condannato dalla Corte di Appello di Milano per il reato di diffamazione aggravata ai danni della Persona Offesa. Successivamente, l'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la fase di legittimità, è stata presentata e formalmente accettata la remissione di querela da parte della Persona Offesa. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente. Il reato si è estinto proprio grazie alla remissione di querela, con le spese del procedimento poste a carico del querelato, come previsto dalla legge.
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Furto aggravato: la remissione di querela cancella la condanna
L'Imputato era stato condannato per il reato di furto aggravato. Nel ricorso in Cassazione, la difesa contestava la sussistenza dell'elemento soggettivo, sostenendo che il profitto del furto dovesse essere esclusivamente economico. La Suprema Corte ha respinto questa tesi, confermando che il profitto può consistere in qualsiasi utilità, anche non patrimoniale. Tuttavia, i giudici hanno preso atto dell'avvenuta remissione di querela da parte della persona offesa. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese del procedimento a carico del querelato.
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Esposizione a pubblica fede: la teca non salva il ladro
L'Imputato è stato condannato per il furto di due corone d'oro del valore di trentamila euro, sottratte da una chiesa dopo aver infranto la teca protettiva. La difesa ha proposto ricorso sostenendo che la vittima avesse rinunciato alla querela e contestando l'aggravante dell'esposizione a pubblica fede, poiché i beni erano protetti dalla teca. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che una semplice dichiarazione verbale di disponibilità a ritirare la querela non costituisce una revoca formale. Inoltre, la teca serve a conservare il bene e non equivale a un sistema di vigilanza attiva; pertanto, sussiste l'aggravante dell'esposizione a pubblica fede, compatibile con il danneggiamento della teca stessa.
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Remissione di querela: risarcito il danno, condanna cancellata
Il caso riguarda il furto di una marmitta, inizialmente qualificato come rapina e poi derubricato in furto aggravato. La vittima aveva dichiarato di essere stata risarcita e di non voler procedere penalmente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che tale dichiarazione costituisce una valida remissione di querela. Poiché il reato è diventato procedibile a querela a seguito della riforma Cartabia, la Cassazione ha chiarito che la presentazione del ricorso per far valere la revoca della denuncia equivale a un'accettazione tacita della stessa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato.
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Remissione di querela: la revoca per uno salva anche il complice
Un uomo, condannato per furto aggravato in concorso, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento è emerso che la persona offesa aveva formalizzato la remissione di querela nei confronti dell'altro coimputato, il quale l'aveva accettata. La Suprema Corte ha applicato il principio di diritto secondo cui la revoca della querela si estende automaticamente a tutti i partecipanti al reato che non l'abbiano espressamente rifiutata. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto per intervenuta remissione di querela. Le spese processuali sono state poste a carico dell'imputato ricorrente.
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Remissione di querela: addio condanna ma le spese restano
Un cittadino, precedentemente condannato per il reato di minaccia, ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del procedimento, la difesa ha depositato i verbali che dimostrano l'avvenuta remissione di querela da parte della persona offesa e la relativa accettazione da parte dell'imputato. La Suprema Corte ha rilevato l'estinzione del reato proprio grazie alla remissione di querela, annullando senza rinvio la sentenza di condanna pronunciata nei gradi precedenti. Questo provvedimento cancella anche le statuizioni civili collegate, ponendo le spese del procedimento a carico del querelato, come previsto dalla legge in mancanza di diverso accordo.
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Remissione di querela: cancellata la condanna per minacce
I Ricorrenti erano stati condannati per il reato di minaccia ai danni della Persona Offesa. Successivamente, durante la pendenza del ricorso in Cassazione, le parti hanno formalizzato la remissione di querela con contestuale accettazione davanti ai Carabinieri. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato. La Corte ha chiarito che la remissione di querela tempestiva e accettata estingue il reato anche in fase di legittimità, prevalendo sulle cause di inammissibilità del ricorso e cancellando le statuizioni civili. Le spese processuali sono state poste a carico dei querelati.
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Truffa e remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
Un cittadino, precedentemente condannato per truffa nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la vittima del reato si è presentata presso i Carabinieri per formalizzare la remissione di querela, accettata contestualmente dall'imputato. La Suprema Corte, applicando le novità della Riforma Cartabia che ha esteso la procedibilità a querela per il reato di truffa semplice, ha preso atto del ritiro della denuncia. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto. L'imputato è stato condannato unicamente al pagamento delle spese del processo, non essendoci un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: addio alla condanna ma restano le spese
L'Imputato era stato condannato in appello per reati contro il patrimonio. Successivamente, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha rilevato che, in assenza di elementi per un proscioglimento nel merito, la sopravvenuta remissione di querela estingue il reato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, revocando le statuizioni civili e condannando il ricorrente al pagamento delle sole spese processuali.
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Remissione di querela cancella la condanna per il furto dal furgone
Un uomo era stato condannato per furto aggravato dopo aver sottratto circa 500 euro dall'incasso contenuto in un furgone aziendale chiuso a chiave. Durante il ricorso in Cassazione, grazie alla riforma Cartabia che ha reso il furto per esposizione alla pubblica fede procedibile a querela, la vittima ha presentato la remissione di querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela estingue il reato anche in pendenza del ricorso di legittimità. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna precedente, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le sole spese processuali a carico dell'imputato.
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Condanna cancellata: la remissione di querela azzera il reato
Un uomo, condannato nei primi due gradi di giudizio per appropriazione indebita, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza d'appello, le vittime hanno deciso di perdonare l'imputato e hanno firmato la remissione di querela. La difesa ha depositato l'atto di accettazione di tale revoca. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela estingue il reato di appropriazione indebita semplice. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna precedente e hanno revocato i risarcimenti civili. L'imputato ha evitato la pena, ma ha dovuto pagare le spese del processo in mancanza di un accordo diverso con le parti offese.
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Condanna per violenza privata: salva con remissione di querela
Un giornalista è stato condannato in appello per tentata violenza privata per aver minacciato un avvocato di diffondere una telefonata riservata se non avesse convinto un politico a ritirare una querela per diffamazione. Durante il giudizio di Cassazione, la vittima ha presentato la remissione di querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha applicato il principio per cui la remissione di querela cancella il reato anche durante il terzo grado di giudizio. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna precedente, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese processuali a carico dell'imputato.
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Remissione della querela: evita la condanna ma paga le spese
Un cittadino, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione. Durante il giudizio di legittimità, la difesa ha depositato la documentazione attestante che la persona offesa ha effettuato la remissione della querela e che l'imputato l'ha formalmente accettata. Poiché la truffa è un reato procedibile a querela di parte, la Suprema Corte ha rilevato l'estinzione del reato. Non sussistendo i presupposti per un proscioglimento nel merito, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata. L'imputato ha evitato la condanna penale, ma è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: salva un furto ma non gli altri
Quattro imputati sono stati condannati per diversi furti aggravati con destrezza nei supermercati. Con l'entrata in vigore della Riforma Cartabia, tali reati sono diventati procedibili a querela. Per uno dei furti, la vittima ha effettuato la remissione di querela, formalmente accettata dalla difesa. Per gli altri episodi vi erano solo denunce, ma i ricorsi degli imputati erano inammissibili nel merito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela prevale sull'inammissibilità del ricorso, estinguendo il relativo reato. Al contrario, la sopravvenuta improcedibilità per mancanza di querela soccombe di fronte all'inammissibilità dell'impugnazione. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio la condanna solo per il furto oggetto di remissione, confermando le restanti condanne.
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Condanna per furto cancellata: decisiva la remissione di querela
L'Imputato era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per furto pluriaggravato ai danni della Persona Offesa. Successivamente, l'entrata in vigore della Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità del furto aggravato, rendendolo procedibile a querela di parte. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha presentato formale remissione di querela, regolarmente accettata dal difensore dell'Imputato. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela e ponendo le spese processuali a carico dell'Imputato.
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Remissione della querela: la pace cancella la condanna
L'Imputato era stato condannato in appello per il reato di truffa ai danni di una Società Autostradale. Prima della scadenza dei termini per impugnare la sentenza, la vittima ha formalizzato la remissione della querela, accettata dall'Imputato. Quest'ultimo ha quindi proposto ricorso in Cassazione al solo fine di far valere l'estinzione del reato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che è pienamente ammissibile l'impugnazione presentata esclusivamente per far valere la remissione della querela intervenuta dopo la sentenza di secondo grado. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna per intervenuta remissione della querela, ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: annullata la condanna per truffa
Due acquirenti, accusati di truffa per l'acquisto di un motociclo pagato con assegno, vengono condannati nei primi gradi di giudizio. Con l'entrata in vigore della Riforma Cartabia, il reato diventa procedibile a querela. La persona offesa aveva precedentemente effettuato la remissione di querela in udienza, tentando poi subito dopo di revocarla. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei difensori, stabilendo che la remissione di querela è un atto unilaterale e irrevocabile che si perfeziona all'atto della sua presentazione. L'accettazione dei querelati si presume in assenza di un loro rifiuto espresso. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio la sentenza di condanna perché il reato è ormai improcedibile.
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Remissione di querela: salva l’imputato ma multa la vittima
Un uomo riceve in custodia un mini escavatore per eseguire dei lavori, ma decide di trattenerlo indebitamente. Dopo la condanna nei primi gradi di giudizio per appropriazione indebita, la vicenda giunge davanti alla Corte di Cassazione. Durante questa fase, la vittima decide di ritirare la denuncia. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del reato grazie alla remissione di querela ritualmente accettata dall'imputato. Di conseguenza, i giudici annullano la condanna senza rinvio. Al contempo, la Corte dichiara inammissibile il ricorso della vittima che chiedeva la condanna di un terzo soggetto ritenuto estraneo ai fatti, condannandola al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Condanna per lesioni cancellata dalla remissione di querela
Un cittadino, precedentemente condannato dal Giudice di Pace per il reato di lesione personale, ha proposto ricorso per Cassazione. Successivamente, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela tramite il proprio difensore. L'imputato ha accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando estinto il reato. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato, come previsto dalla legge in caso di accettazione della remissione.
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Remissione di querela: salva anche con ricorso inammissibile
L'Imputata era stata condannata per il reato di furto. Contro la sentenza d'appello ha proposto ricorso in Cassazione. Nonostante i motivi di ricorso fossero giudicati inammissibili o infondati, la Suprema Corte ha rilevato che, durante la pendenza del giudizio di legittimità, era intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'Imputata. Secondo il principio di diritto consolidato, la remissione di querela cancella il reato anche se il ricorso presenta profili di inammissibilità, purché sia stato presentato nei termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'Imputata.
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