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Art. 325 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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166 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Sequestro probatorio smartphone: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37222/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di riesame che confermava il sequestro probatorio smartphone. La Corte ha stabilito che l'accesso ai dati è legittimo se il sequestro, operato d'iniziativa dalla polizia giudiziaria, viene convalidato dal Pubblico Ministero. Inoltre, ha ritenuto che la presenza di foto di stupefacenti, messaggi, ingente denaro contante e precedenti specifici costituisse un sufficiente 'fumus commissi delicti', rendendo il sequestro giustificato.
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Sequestro preventivo cannabis: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice agricola contro il sequestro preventivo di cannabis light. La sentenza chiarisce che, in sede di legittimità, non si può contestare l'illogicità della motivazione del giudice del riesame, ma solo la violazione di legge, come una motivazione assente o meramente apparente. Viene ribadito che la vendita di derivati della canapa, anche a basso THC, può configurare reato se non destinata a usi industriali consentiti.
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Notifica al difensore: l’errore che causa nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a causa di un grave vizio procedurale. La notifica al difensore per il giudizio di rinvio era stata inviata all'avvocato nominato solo per la fase di Cassazione, e non a quelli di fiducia per il merito, determinando una nullità assoluta. Il ricorso di un'altra parte è stato invece dichiarato inammissibile per difetto di procura speciale e perché basato su motivi di fatto non consentiti in sede di legittimità.
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Bonus cultura truffa: la Cassazione conferma sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di due soggetti accusati di associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il caso riguarda un sistema fraudolento per la monetizzazione del cosiddetto 'bonus cultura'. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che la qualificazione giuridica del reato come truffa, già decisa in una precedente sentenza, non poteva essere ridiscussa. Ha inoltre chiarito la legittimità del sequestro per equivalente anche su beni di provenienza lecita e ha ritenuto infondate le eccezioni procedurali sollevate dalla difesa riguardo all'inutilizzabilità delle prove.
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Interesse a ricorrere: no appello se neghi il bene
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro di denaro, poiché gli indagati avevano negato ogni legame con la somma. La sentenza chiarisce che per l'impugnazione è necessario un concreto interesse a ricorrere, che manca se non si vanta un diritto alla restituzione del bene.
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Sequestro probatorio: la motivazione è essenziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro probatorio di un telefono cellulare. La sentenza stabilisce che il decreto di sequestro deve contenere una descrizione adeguata dei fatti contestati e non può essere integrato dal Tribunale del riesame. Una motivazione carente viola le prerogative dell'indagato e rende il provvedimento nullo.
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Sequestro Probatorio: decreto nullo senza fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio di un telefono cellulare. La sentenza conferma un principio fondamentale: il decreto di sequestro deve contenere una descrizione specifica dei fatti contestati e non solo le norme violate. Un decreto carente sotto questo profilo è radicalmente nullo e tale vizio non può essere sanato dal Tribunale del Riesame, che non può integrare di propria iniziativa la motivazione mancante.
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Sequestro probatorio: nullo senza adeguata motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio di un telefono cellulare. La sentenza ribadisce che un decreto di sequestro deve essere specificamente motivato riguardo ai fatti contestati e non può limitarsi a indicare le norme violate. Il Tribunale del riesame ha il dovere di verificare l'astratta configurabilità del reato (fumus commissi delicti), e la sua decisione, se logicamente motivata, non è sindacabile in Cassazione per manifesta illogicità.
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Confisca estesa: limiti e qualifica della guardia giurata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca estesa di oltre un milione di euro. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione riguardo tre punti cruciali: la qualifica di incaricato di pubblico servizio di una guardia giurata, la proporzionalità della misura rispetto al reato contestato (istigazione alla corruzione) e il necessario 'periculum in mora'. La Corte ha ribadito che la qualifica della guardia giurata è limitata alle funzioni di vigilanza e custodia di beni e che la confisca estesa richiede la prova che il reato sia idoneo a produrre profitti illeciti.
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Ricorso con riserva motivi: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorso con riserva dei motivi non è consentito in questa materia, poiché la legge richiede che le ragioni dell'impugnazione siano presentate contestualmente all'atto stesso. Il caso riguardava il sequestro di una somma di denaro ritenuta profitto di spaccio di stupefacenti.
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Sequestro preventivo: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. Il caso riguardava un pubblico ufficiale accusato di corruzione per aver omesso controlli in cambio di incarichi universitari. La Corte ha chiarito che il ricorso per cassazione contro un provvedimento di sequestro preventivo è consentito solo per 'violazione di legge' e non per criticare la logica della motivazione del giudice del riesame, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente.
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Truffa aggravata: fondi UE e falsa dichiarazione
Un imprenditore agricolo ottiene un sequestro preventivo per truffa aggravata dopo aver ricevuto fondi europei. Aveva ottenuto un terreno in affitto da un ente pubblico dichiarando il falso sulla sua regolarità fiscale. La Corte di Cassazione annulla il sequestro, stabilendo che la menzogna detta a un ente non si trasferisce automaticamente all'ente erogatore dei fondi. È necessario un supplemento di indagine per provare il nesso causale dell'inganno.
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Termini ricorso cassazione: 15 giorni per l’ente
Una società di costruzioni impugna una misura interdittiva basata sulla responsabilità da reato ex D.Lgs. 231/2001. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché tardivo, chiarendo che i termini ricorso cassazione per le misure cautelari a carico degli enti sono di 15 giorni, non di 10.
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Sequestro probatorio: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio. La decisione conferma che, in assenza di un solido 'fumus commissi delicti' (sospetto di reato) e quando la misura assume un carattere meramente esplorativo, il sequestro è illegittimo. Il caso riguardava la presunta rivelazione di segreti d'ufficio, ma gli elementi a sostegno dell'accusa sono stati ritenuti insufficienti dal Tribunale del Riesame, valutazione che la Cassazione ha ritenuto immune da vizi di legittimità.
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Sequestro probatorio nullo senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro probatorio di somme di denaro, ritenendo la motivazione del Pubblico Ministero e del Tribunale del riesame insufficiente e apodittica. La sentenza sottolinea che non basta indicare future attività investigative generiche per giustificare il vincolo su un bene, specialmente se i terzi interessati dimostrano la provenienza lecita delle somme. È necessario un nesso logico e concreto tra il denaro sequestrato e il reato contestato, che in questo caso mancava completamente.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti del titolare di una farmacia, accusato di truffa ai danni del servizio sanitario. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che l'indagato potesse disperdere il proprio patrimonio. La Corte ha sottolineato che non si può presumere tale rischio dalla sola natura del reato, ma occorre una valutazione specifica, considerando anche la solidità patrimoniale dell'indagato rispetto all'importo del presunto profitto illecito.
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Sequestro preventivo per fondi UE: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 260.000 euro. L'accusa era di aver ottenuto illecitamente fondi europei tramite false attestazioni sui requisiti fiscali e sulla qualifica di "nuovo agricoltore". La Corte ha stabilito che il ricorso, anziché denunciare violazioni di legge, mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità per i provvedimenti cautelari. Di conseguenza, ha confermato il sequestro e condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di 3.000 euro. La somma era stata sequestrata a un individuo senza redditi dichiarati, con il sospetto che fosse provento di attività illecite. La Corte ha stabilito che il ricorso era generico e mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, confermando la validità della misura cautelare basata sul fumus delicti.
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Confisca per equivalente: prima l’azienda, poi il socio
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sui beni personali di un amministratore accusato di aver distratto fondi pubblici (PNRR). La sentenza stabilisce un principio procedurale cruciale: la verifica dell'incapienza patrimoniale della società beneficiaria, condizione per aggredire i beni dell'amministratore, deve avvenire nella fase esecutiva del sequestro e non durante il riesame della sua legittimità.
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Ricorso per saltum inammissibile: quando è precluso
Un uomo ha presentato ricorso diretto alla Corte di Cassazione contro un'ordinanza che gli imponeva l'allontanamento dalla casa familiare per maltrattamenti. Sosteneva che la motivazione del giudice fosse carente e le misure sproporzionate. La Corte ha dichiarato il ricorso per saltum inammissibile, chiarendo che tale strumento è riservato alle sole violazioni di legge e non può essere utilizzato per contestare la valutazione dei fatti. La scelta di questo tipo di ricorso preclude la possibilità di convertirlo in un'altra forma di impugnazione, come il riesame.
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