LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 325 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Pagina 17 di 21

403 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo: termini e motivazione del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di un bene demaniale. La sentenza ribadisce principi fondamentali: il termine per il deposito della motivazione del riesame non è perentorio per le misure reali; il tribunale può integrare, ma non creare da zero, la motivazione del GIP sul 'periculum in mora'; un regolamento comunale può legittimamente escludere il rinnovo tacito di una concessione, rendendo l'occupazione successiva abusiva.
Continua »
Sequestro preventivo: annullato per vizio di motivazione
La Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per autoriciclaggio. Il Tribunale del Riesame aveva confermato il sequestro senza valutare le prove decisive presentate dalla difesa, come un accordo transattivo che riduceva il valore dei beni e la limitata durata del ruolo dell'indagato. Secondo la Corte, questa omissione costituisce un vizio di motivazione equiparabile a una violazione di legge, imponendo un nuovo esame del caso.
Continua »
Sequestro preventivo: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una cospicua somma di denaro. La Corte ribadisce che, per legittimare il sequestro, è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero la presenza di elementi concreti che facciano sospettare la provenienza illecita dei beni, senza necessità di gravi indizi di colpevolezza. Il ricorso in Cassazione, inoltre, può basarsi solo su violazioni di legge e non su una rivalutazione dei fatti.
Continua »
Ricorso per cassazione: i limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione contro un provvedimento di sequestro preventivo per reati di autoriciclaggio. La decisione si fonda su motivi procedurali, come la proposizione di censure nuove in sede di legittimità e la natura di merito delle doglianze, che esulano dal controllo della Suprema Corte. La sentenza ribadisce che la motivazione del sequestro può basarsi sulla strumentalità della società agli illeciti.
Continua »
Sequestro preventivo: interesse ad agire e esecuzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9623/2025, ha rigettato il ricorso di un'indagata, stabilendo un principio fondamentale in materia di sequestro preventivo. L'interesse ad agire per impugnare un provvedimento di sequestro non deriva dalla mera titolarità dei beni, ma sorge solo nel momento in cui viene fornita la prova della sua concreta esecuzione. In assenza di tale prova, il ricorso per il riesame è inammissibile, impedendo così anche la valutazione nel merito dei vizi del decreto, come la presunta carenza di motivazione sul 'periculum in mora'.
Continua »
Interesse a ricorrere: quando impugnare il sequestro
Un indagato ha impugnato un sequestro preventivo. Il Tribunale del Riesame ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse, presumendo la non esecuzione del sequestro. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'interesse a ricorrere sorge già con la notifica del provvedimento, in quanto costituisce un inizio di esecuzione e un pregiudizio concreto per l'interessato.
Continua »
Sequestro preventivo: quando è legittimo sui conti?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. Il sequestro, disposto su conti correnti intestati a una ditta individuale formalmente di un terzo ma gestita di fatto dall'indagato, è stato ritenuto legittimo. La Corte ha ribadito che il denaro è un bene fungibile, quindi anche le somme affluite dopo il reato possono essere oggetto di confisca diretta o per equivalente, confermando la validità del provvedimento cautelare.
Continua »
Commissariamento giudiziale: quando si può annullare?
Una società del settore energetico, sottoposta a commissariamento giudiziale per presunte truffe su contributi pubblici, ottiene l'annullamento della misura. Il Tribunale del riesame, con decisione confermata dalla Cassazione, ha ritenuto non più attuali le esigenze cautelari. Fattori decisivi sono stati il cambio totale del management, l'adozione di nuovi modelli organizzativi e la cessazione del rapporto contrattuale con l'ente erogatore, rendendo impossibile la reiterazione del reato.
Continua »
Delitto presupposto: annullato sequestro per riciclaggio
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 76.000 euro per riciclaggio, sottolineando la necessità di individuare il delitto presupposto. La Corte ha stabilito che il solo possesso di una cospicua somma di denaro, senza elementi che ne indichino la provenienza illecita da un reato specifico, non è sufficiente a giustificare la misura cautelare. Di conseguenza, il denaro è stato restituito all'avente diritto.
Continua »
Sequestro preventivo quote: no alla cauzione in denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore che chiedeva di sostituire il sequestro preventivo delle quote della sua società con una cauzione pari al loro valore nominale. La Suprema Corte ha chiarito che, se il sequestro è finalizzato alla confisca di beni societari di valore ben superiore, la sostituzione non è ammissibile perché la cauzione offerta non rappresenta un valore equivalente a quello del bene vincolato.
Continua »
Sequestro per equivalente: i limiti per i reati tributari
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6295/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore contro un sequestro per equivalente sui suoi beni personali. La misura era stata disposta a seguito di reati tributari commessi dalla società da lui gestita. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, chiarendo che quando il profitto diretto del reato (l'imposta evasa) non è reperibile nel patrimonio della società perché incapiente, si può procedere in via sussidiaria sui beni dell'amministratore. La sentenza ribadisce la distinzione tra profitto diretto del reato e il reimpiego di tali somme, escludendo che i beni aziendali acquistati successivamente possano essere oggetto di sequestro diretto senza una prova del nesso causale.
Continua »
Confisca contrabbando doganale: reato permanente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per contrabbando doganale. Il punto chiave della decisione riguarda la natura di 'reato permanente' del contrabbando. La Corte ha stabilito che, anche se la condotta illecita è iniziata prima dell'entrata in vigore della norma che ha introdotto la confisca per equivalente per questo reato, si applica la legge vigente al momento della cessazione della permanenza del reato. Di conseguenza, la misura cautelare è stata ritenuta legittima.
Continua »
Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un campeggio contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il provvedimento riguardava l'occupazione abusiva di un'area demaniale marittima. La Corte ha chiarito che il ricorso in cassazione per un sequestro preventivo è limitato alla sola violazione di legge e non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione dei fatti, ribadendo la correttezza della decisione del Tribunale che aveva ravvisato sia il 'fumus commissi delicti' sia il 'periculum in mora'.
Continua »
Sequestro preventivo: la motivazione non va frazionata
Un Tribunale annullava un sequestro preventivo per carenza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il Tribunale aveva errato nel non considerare l'intero contesto fraudolento descritto nel decreto di sequestro, che di per sé dimostrava il rischio di dispersione dei beni.
Continua »
Sequestro a terzi: legittimità e intestazione fittizia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su un immobile intestato a una persona, ma di fatto riconducibile al suo compagno, indagato per reati tributari. La sentenza chiarisce che, ai fini del sequestro a terzi, non rileva la titolarità formale del bene, ma la sua effettiva disponibilità da parte dell'indagato. Il ricorso della proprietaria formale è stato rigettato perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e perché il Tribunale aveva adeguatamente motivato la fittizietà dell'intestazione sulla base di elementi indiziari concreti.
Continua »
Sequestro preventivo: riciclaggio e onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una somma di denaro. Il Tribunale aveva riqualificato il reato da ricettazione a riciclaggio, con presupposto di associazione mafiosa. La Corte conferma che il giudice del riesame può modificare la qualificazione giuridica sulla base di nuovi elementi, e che la valutazione delle prove di difesa (come contratti di finanziamento) spetta al giudice di merito, la cui motivazione logica non è sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Occupazione abusiva demanio: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo a carico di un'attività di ristorazione per occupazione abusiva demanio. La sentenza chiarisce che l'annullamento di un'ordinanza di sgombero da parte del giudice amministrativo per vizi di competenza non fa venir meno il reato, che si configura con la semplice occupazione senza titolo valido. Il ricorso dell'imprenditore è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Sequestro preventivo: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7466/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il provvedimento riguardava una società, quote, denaro e autovetture nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere, frode e trasferimento fittizio di beni. La Corte ha stabilito che la motivazione del provvedimento di riesame è valida anche se richiama ampiamente un atto precedente, a patto che emerga un'autonoma rielaborazione critica da parte del giudice. Inoltre, ha ribadito che la valutazione del 'fumus delicti' in sede di riesame del sequestro preventivo si limita alla configurabilità astratta del reato, senza entrare nel merito della fondatezza dell'accusa, che è riservata al giudizio successivo.
Continua »
Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il ricorrente non è riuscito a dimostrare la violazione di legge, poiché il giudice di merito aveva già adeguatamente valutato i nuovi elementi probatori presentati, ritenendoli insufficienti a superare i presupposti della misura cautelare. La sentenza ribadisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare i fatti.
Continua »
Ricorso per cassazione: i limiti del riesame
Un'imprenditrice nel settore edile, accusata di truffa aggravata legata ai bonus edilizi, ha contestato un'ordinanza di sequestro preventivo. Dopo una parziale conferma in sede di riesame, il suo ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ha stabilito che i motivi presentati erano generici e criticavano il merito della motivazione del giudice, anziché denunciare una chiara violazione di legge, unico presupposto valido per questo tipo di ricorso.
Continua »