La Corte di Cassazione stabilisce che un errore di percezione (errore di fatto) non può essere corretto tramite la procedura di correzione di errore materiale (art. 130 c.p.p.). Un'azienda, terza interessata in un sequestro penale, si era vista respingere il ricorso per un presunto difetto di procura. Tentando di correggere questo vizio, ha invocato l'errore materiale. La Corte ha chiarito che l'unico rimedio per gli errori di fatto è il ricorso straordinario (art. 625-bis c.p.p.), non esperibile dal terzo non condannato. Pertanto, l'istanza di correzione per errore materiale in Cassazione è stata dichiarata inammissibile, in quanto modificherebbe la sostanza della decisione.
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