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Art. 322-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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90 provvedimenti

Altri anni per Art. 322-bis Codice di Procedura Penale

Carenza di Interesse: Appello Inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché nel frattempo il giudice per le indagini preliminari aveva revocato il sequestro. Di conseguenza, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Ragionevolezza temporale e sequestro: il limite
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. Il caso riguardava un'auto acquistata tre anni prima del reato contestato. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla 'ragionevolezza temporale' tra acquisto e reato è una questione di merito, la cui motivazione non è appellabile in Cassazione per semplice illogicità, ma solo per violazione di legge.
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Profitto da reato ambientale: la Cassazione sul risparmio
La Cassazione ha respinto il ricorso contro un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, per traffico illecito di rifiuti. La Corte ha chiarito che il profitto da reato ambientale può consistere nel "risparmio di spesa", ovvero nei costi evitati per il mancato smaltimento del percolato di una discarica. Tale profitto è considerato un vantaggio economico immediato e diretto, confiscabile anche per equivalente, a prescindere dal potenziale diritto della società a un futuro rimborso di tali costi.
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Appello sequestro preventivo: quando il PM può ricorrere
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44181/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di appello sequestro preventivo. Se un giudice accoglie la richiesta del Pubblico Ministero solo in parte, emettendo un sequestro per un importo inferiore a quello domandato, tale provvedimento si considera un rigetto parziale. Di conseguenza, il PM è legittimato a proporre appello per la parte della richiesta che non è stata accolta, in base all'art. 322-bis c.p.p. La Corte ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile tale appello, sottolineando che la sostanza del provvedimento prevale sulla sua forma.
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Sequestro e fallimento: la Cassazione e il CCII
La Corte di Cassazione affronta un caso di sequestro e fallimento, chiarendo i rapporti tra la procedura concorsuale di una società e il sequestro per equivalente sui beni personali dell'amministratore per reati tributari. La sentenza n. 43724/2023 stabilisce che un 'giudicato cautelare' formatosi su un sequestro non può essere superato da una nuova normativa, il Codice della Crisi d'Impresa (CCII), entrata in vigore successivamente alla richiesta di riesame. Viene così confermato il sequestro sui beni dell'imprenditore, respingendo la tesi della difesa.
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Giudicato cautelare: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva la revoca di un sequestro preventivo. La ricorrente sosteneva che una nuova sentenza delle Sezioni Unite avesse introdotto nuovi principi sulla necessità di motivare il 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che un mutamento di giurisprudenza non costituisce un 'fatto nuovo' capace di superare la stabilità del giudicato cautelare formatosi a seguito del precedente rigetto dell'istanza di riesame, confermando così l'irrevocabilità del provvedimento.
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Sequestro preventivo: nuovi elementi e ne bis in idem
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo per reati tributari, confermando la legittimità di una seconda misura cautelare basata su un nuovo calcolo del profitto illecito. La sentenza chiarisce che un verbale di constatazione fiscale, redatto successivamente al primo sequestro, costituisce un 'elemento nuovo' idoneo a superare il principio del 'ne bis in idem' cautelare. La Corte ha inoltre ribadito che il sequestro per equivalente sui beni degli amministratori è possibile quando il patrimonio della società risulta insufficiente.
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Sequestro preventivo e fumus: limiti del ricorso
Un professionista ricorre in Cassazione contro un sequestro preventivo disposto per il reato di dichiarazione infedele. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi al merito della valutazione del 'fumus commissi delicti' e del 'periculum in mora'. La sentenza sottolinea come l'occultamento di ingenti somme di denaro contante sia un valido indicatore del rischio di dispersione dei beni.
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Confisca lottizzazione abusiva: società non è terza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del curatore fallimentare di una società che chiedeva la revoca della confisca per lottizzazione abusiva. La Corte ha stabilito che, sebbene la società non fosse parte del processo penale, non può essere considerata una terza estranea in buona fede quando è stata utilizzata come mero "schermo" dal suo legale rappresentante per commettere il reato. In questi casi, si verifica una "immedesimazione organica" che rende la confisca legittima.
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Sottoprodotto o rifiuto: la Cassazione decide
Una società agricola contesta un sequestro preventivo per traffico illecito di rifiuti, sostenendo che i materiali usati nel proprio biodigestore fossero un sottoprodotto e non un rifiuto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che in sede di legittimità non si può riesaminare il merito dei fatti (come la classificazione del materiale), ma solo verificare la sussistenza di violazioni di legge, che nel caso di specie non sono state ravvisate nella motivazione del provvedimento impugnato.
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