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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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704 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Custodia in carcere: confermata per il basista
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia in carcere per un uomo accusato di tentata rapina aggravata in concorso. L'indagato, pur non avendo partecipato alla fase esecutiva, è stato identificato come il basista del gruppo criminale. La difesa ha contestato l'utilizzabilità delle intercettazioni e la sussistenza dei gravi indizi, sostenendo che l'uomo avesse solo riferito pettegolezzi su una somma di denaro. Tuttavia, la Corte ha ritenuto legittima la decisione del Tribunale del Riesame, evidenziando come le conversazioni registrate mostrassero una pianificazione dettagliata, inclusi gli strumenti per immobilizzare le vittime. La pericolosità sociale, aggravata dal ritrovamento di hashish e da precedenti tentativi di rapina, ha reso necessaria la massima misura cautelare.
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Sequestro preventivo: guida alla sentenza Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di oltre 16 milioni di euro. Il provvedimento colpisce un'associazione a delinquere accusata di reati fiscali e autoriciclaggio attraverso una complessa rete di società cartiere. Il ricorrente lamentava la tardività della trasmissione degli atti nel processo telematico e l'inutilizzabilità delle intercettazioni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, precisando che il termine per la decisione del riesame decorre dalla ricezione effettiva degli atti e che la motivazione del tribunale era solida e dettagliata.
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Custodia cautelare e condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mantenimento della custodia cautelare in carcere. Durante il procedimento di impugnazione, infatti, è intervenuta una sentenza di patteggiamento irrevocabile per reati gravi tra cui rapina ed estorsione. La Corte ha stabilito che la custodia cautelare cessa la sua funzione quando la condanna diventa definitiva, poiché inizia la fase dell'esecuzione della pena.
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Inutilizzabilità atti indagine oltre i termini
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza cautelare riguardante un'associazione a delinquere finalizzata ai falsi sinistri stradali, focalizzandosi sul tema della **Inutilizzabilità**. Il ricorrente contestava l'uso di una nota di polizia giudiziaria acquisita dopo la scadenza dei termini delle indagini preliminari per giustificare la misura degli arresti domiciliari. La Suprema Corte ha chiarito che gli atti d'indagine tardivi sono utilizzabili a fini cautelari solo se costituiscono rielaborazioni di attività pregresse o se provengono da procedimenti diversi, imponendo al tribunale un nuovo esame sulla natura dell'atto contestato.
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Reato di rapina: violenza sulla persona e furto
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva riqualificato un episodio di sottrazione di un orologio come furto. Secondo gli Ermellini, il reato di rapina sussiste ogniqualvolta venga esercitata una violenza fisica, anche minima, sulla persona per vincerne la resistenza, e non solo sulla cosa sottratta.
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Tentata estorsione aggravata: assunzioni forzate
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia in carcere per un indagato accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il caso riguardava ripetute pressioni esercitate su un imprenditore affinché assumesse una persona indicata dall'indagato. La Corte ha stabilito che l'imposizione di un'assunzione non necessaria configura il reato di estorsione e non quello meno grave di violenza privata, poiché comporta un danno patrimoniale per l'azienda e un ingiusto profitto per il terzo. È stata inoltre confermata l'aggravante mafiosa a causa delle espressioni minatorie allusive a legami con clan locali.
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Custodia cautelare in carcere: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di plurime rapine aggravate. La decisione sottolinea l'importanza di una valutazione globale degli indizi e del concreto pericolo di recidiva, rigettando il ricorso dell'indagato basato su critiche frammentarie agli elementi probatori raccolti.
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Sequestro preventivo periculum: poteri del Riesame
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato un sequestro preventivo basandosi sulla presunta mancanza di motivazione riguardo al sequestro preventivo periculum. La Suprema Corte ha chiarito che, qualora esista un principio di motivazione nel provvedimento originale, il giudice del riesame ha il dovere di esercitare i propri poteri integrativi invece di limitarsi all'annullamento della misura.
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Pericolo di reiterazione: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un'indagata accusata di associazione a delinquere e riciclaggio. La decisione si fonda sulla sussistenza di un concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, desunto dai legami stabili con contesti criminali organizzati e dalla recente assunzione di cariche societarie in settori vulnerabili. Nonostante l'incensuratezza e il tempo trascorso, la Corte ha ritenuto prevalente la capacità a delinquere manifestata.
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Notifica avviso udienza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un indagato che contestava la validità di un sequestro preventivo lamentando la mancata notifica avviso udienza per il riesame. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché, dall'esame degli atti, è emerso che l'interessato aveva ricevuto personalmente l'avviso, smentendo la tesi difensiva sulla nullità procedurale.
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Periculum in mora: obblighi del giudice di rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva disposto il dissequestro di un'autovettura senza effettuare una valutazione autonoma sul periculum in mora. Nonostante un precedente rinvio avesse imposto di colmare le lacune motivazionali, il giudice di merito ha evitato il compito dichiarando l'impossibilità di integrare un atto originariamente carente. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice di rinvio deve conformarsi al principio di diritto, effettuando una nuova verifica dei presupposti cautelari.
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Riapertura indagini: quando è necessaria l’autorizzazione?
La Cassazione annulla un'ordinanza che aveva bloccato una misura cautelare, stabilendo che non serve l'autorizzazione per la riapertura indagini se i nuovi accertamenti, pur connessi, riguardano fatti diversi da quelli archiviati. Il caso riguardava una dipendente pubblica accusata di truffa per false certificazioni di servizio.
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Revoca misura cautelare: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro una misura cautelare di arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la misura era stata revocata nelle more del giudizio. La Corte chiarisce che, in seguito alla revoca misura cautelare, l'impugnazione è ammissibile solo se il ricorrente manifesta esplicitamente la volontà di proseguire ai fini della riparazione per ingiusta detenzione, circostanza non verificatasi nel caso di specie.
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Pericolo di reiterazione: la custodia cautelare in carcere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di associazione a delinquere. La sentenza sottolinea come un concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, desunto dalla personalità dell'indagato, dai precedenti e dalla professionalità criminale, possa legittimare la misura detentiva più grave, ritenendo inadeguate alternative come gli arresti domiciliari.
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Coadiutore di fatto: no peculato per il parente
La Corte di Cassazione ha annullato una misura cautelare per il reato di peculato a carico della moglie del titolare di un'azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria. La Corte ha stabilito che la donna non poteva essere considerata un 'coadiutore di fatto' dell'amministratore, e quindi pubblico ufficiale, perché la legge vieta tale incarico ai parenti e perché le sue azioni erano finalizzate a depauperare l'azienda, in contrasto con gli scopi della gestione giudiziaria. Sono state invece confermate le accuse di associazione per delinquere e autoriciclaggio.
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Truffa in danno dello Stato: quando il reato non c’è
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47650/2023, ha annullato una misura cautelare per il reato di truffa in danno dello Stato, chiarendo che la sottrazione di beni a una società sotto sequestro preventivo non costituisce un danno patrimoniale diretto per lo Stato. La Corte distingue tra sequestro finalizzato a impedire la prosecuzione del reato e quello finalizzato alla confisca, quest'ultimo necessario per configurare la truffa aggravata, evidenziando come la qualificazione giuridica precisa dei fatti sia dirimente.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati di truffa e autoriciclaggio. La sentenza chiarisce che il ricorso è limitato alla sola violazione di legge, escludendo una rivalutazione dei fatti. Viene inoltre stabilito che le irregolarità procedurali, come la mancata indicazione di un reato nell'informazione di garanzia, non invalidano il sequestro, considerato un "atto a sorpresa".
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Concorso di persone nel reato: la prova del mandante
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per tentata estorsione, sottolineando l'assenza di prove concrete sul ruolo di mandante dell'indagato. La figura dell'accusato era emersa solo indirettamente, attraverso le parole di un intermediario, elemento ritenuto insufficiente per configurare un grave quadro indiziario nel concorso di persone nel reato. La sentenza ribadisce la necessità di una motivazione rigorosa che dimostri la reale partecipazione, anche solo morale, alla fase ideativa o preparatoria del crimine.
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Motivazione carente: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura cautelare a un imprenditore del settore ittico per illecita concorrenza ed estorsione. La decisione si fonda sul principio della motivazione carente, poiché il Tribunale del Riesame non ha adeguatamente considerato né confutato le argomentazioni difensive, che fornivano una spiegazione alternativa e plausibile dei fatti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Appropriazione indebita acconto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un artigiano che riceve un acconto con il vincolo specifico di acquistare materiali per un cliente, ma poi non lo fa e si appropria della somma, commette il reato di appropriazione indebita. Nel caso esaminato, un installatore di infissi incassava acconti senza poi eseguire i lavori. La Suprema Corte ha annullato la decisione di un tribunale che aveva escluso il reato, sottolineando come il sistematico inadempimento potesse configurare non solo l'appropriazione indebita acconto, ma anche un più grave schema di truffa.
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