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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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915 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. La sentenza stabilisce che il Tribunale del riesame può legittimamente integrare la motivazione del provvedimento iniziale riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni. In questo caso, il pericolo è stato ritenuto provato dalle preoccupazioni degli indagati, emerse da intercettazioni, di mettere al sicuro i proventi dell'attività illecita.
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Gravità indiziaria: Cassazione annulla custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e per due episodi specifici di cessione di stupefacenti. La decisione si fonda sulla mancanza di una adeguata motivazione in merito alla gravità indiziaria. Secondo la Corte, gli elementi raccolti erano troppo generici per supportare le accuse più gravi, facendo venir meno il presupposto per la detenzione.
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Contestazione a catena: quando si retrodata la custodia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35042/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la retrodatazione dei termini di custodia cautelare per una presunta contestazione a catena. Il caso riguardava una seconda ordinanza di custodia per associazione mafiosa, emessa dopo che la prima era stata annullata per carenza di indizi. La Corte ha stabilito che la richiesta di retrodatazione non poteva essere accolta, poiché le nuove prove decisive erano emerse solo successivamente e, in ogni caso, il termine di fase non era ancora scaduto al momento della seconda ordinanza, rendendo la questione inammissibile in sede di riesame.
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Arresti domiciliari straniero: sì anche senza legami
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di misure cautelari, annullando un'ordinanza che negava gli arresti domiciliari a uno straniero irregolare. La Corte ha chiarito che l'assenza di legami familiari con chi offre ospitalità non è un motivo sufficiente per escludere la misura, che deve essere valutata concretamente, considerando anche l'uso del braccialetto elettronico. La custodia in carcere deve rimanere una soluzione di 'extrema ratio'.
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Abuso d’ufficio e concessione demaniale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di un tribunale del riesame, ravvisando gravi indizi del reato di abuso d'ufficio a carico di un funzionario pubblico. Il caso riguarda il rilascio di una concessione demaniale marittima 'suppletiva' per sanare un'ingente occupazione abusiva, in palese violazione delle norme che imponevano invece la revoca della concessione originaria e lo sgombero dell'area. La Corte ha sottolineato che tale strumento suppletivo è eccezionale e non può essere usato per eludere le procedure di evidenza pubblica.
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Sequestro probatorio rifiuti: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due imprenditori contro un sequestro probatorio di rifiuti tessili. La sentenza chiarisce che i termini per la trasmissione degli atti al Tribunale del Riesame non sono perentori e che l'onere di dimostrare che un materiale è un sottoprodotto, e non un rifiuto, spetta a chi ne detiene il possesso. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro basato su un fondato sospetto di reato ambientale.
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Gravi indizi di colpevolezza: cosa basta per il carcere?
Un imprenditore, gravemente indiziato di essere a capo di un'associazione per il narcotraffico, ricorre contro la custodia in carcere. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che per le misure cautelari non serve la prova piena della colpevolezza, ma sono sufficienti gravi indizi di colpevolezza basati su elementi logici e coerenti che delineano una qualificata probabilità di responsabilità, la cui valutazione spetta al giudice di merito e non è rivedibile in sede di legittimità se non per vizi logici manifesti.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
Un individuo, sospettato di corruzione per aver tentato di introdurre oggetti illeciti in carcere per un familiare, ha presentato ricorso contro le misure cautelari. Il ricorso si basava sulla presunta insufficienza dei gravi indizi di colpevolezza e sulla sproporzione delle misure. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può riesaminare i fatti già valutati dai giudici di merito, a meno che la loro motivazione non sia palesemente illogica. Le prove sono state considerate sufficienti e le misure adeguate.
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Custodia cautelare: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per detenzione e porto d'armi. La Corte ha stabilito che il termine di dieci giorni per la decisione del Tribunale del Riesame decorre dal deposito dell'ordinanza, non dalla notifica. Ha inoltre chiarito che l'omessa valutazione di elementi difensivi non decisivi non invalida la misura e che la valutazione del pericolo di recidiva può basarsi sulla personalità e sulle frequentazioni dell'indagato, giustificando la custodia cautelare in carcere.
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Concorso in omicidio: il ruolo prima e dopo il delitto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato accusato di concorso in un omicidio avvenuto decenni prima, sulla base delle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia. L'uomo avrebbe scavato la fossa prima del delitto e poi seppellito il corpo della vittima. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che tali condotte, sia precedenti che successive all'esecuzione, costituiscono un contributo essenziale e consapevole all'intera operazione criminosa, integrando pienamente il concorso in omicidio e giustificando la misura cautelare in carcere.
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Obbligo di dimora: quando si sconta dalla pena finale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34725/2024, ha stabilito che un obbligo di dimora, se accompagnato da prescrizioni particolarmente gravose come la permanenza domiciliare per oltre 14 ore al giorno, deve essere equiparato agli arresti domiciliari. Di conseguenza, il periodo trascorso sotto tale misura deve essere detratto dalla pena detentiva finale. La Corte ha sottolineato che conta la sostanza della restrizione alla libertà personale, non la sua qualificazione formale, rigettando il ricorso del Procuratore Generale.
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Misure cautelari e parola della vittima: la Cassazione
Una donna agli arresti domiciliari per estorsione aggravata ricorre in Cassazione, sostenendo l'inattendibilità della vittima. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che per le misure cautelari la parola della persona offesa può essere sufficiente, specialmente se, come in questo caso, è supportata da riscontri esterni (video e documenti). La pericolosità sociale, desunta dalle modalità del fatto, ha giustificato il mantenimento della misura.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari per usura. La sentenza chiarisce che il ricorso in Cassazione non può comportare una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla logicità e correttezza giuridica della motivazione del provvedimento impugnato, confermando i limiti del giudizio di legittimità.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'indagata contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per riciclaggio e associazione per delinquere. La Suprema Corte ha confermato la valutazione del Tribunale del riesame, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, basati su un'attività strutturata e continuativa di 'pulizia' di proventi derivanti dal narcotraffico attraverso l'intestazione fittizia di autoveicoli.
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Eccezionali esigenze cautelari: la Cassazione decide
Il Pubblico Ministero ha impugnato l'annullamento di una misura cautelare rinnovata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per la riemissione di una misura divenuta inefficace è indispensabile dimostrare e motivare le 'eccezionali esigenze cautelari'. Un generico riferimento alla pericolosità del soggetto non è sufficiente; deve essere specificamente argomentata la gravità eccezionale del rischio per la collettività.
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Concorso di persone: quando la presenza è reato
Un'importante sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i confini del concorso di persone nel reato di estorsione. Il caso riguarda un individuo la cui misura cautelare era stata annullata dal Tribunale del Riesame, il quale aveva qualificato la sua presenza sulla scena del crimine come meramente passiva. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo che impedire attivamente la fuga della vittima, circondandola insieme ad altri, costituisce un contributo causale al reato e integra pienamente il concorso di persone, non potendosi liquidare come una condotta neutra.
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Truffa aggravata: annullata misura cautelare
Una persona era stata sottoposta a misura cautelare per truffa aggravata contro un ente pubblico, subappalto illecito e trasferimento fraudolento di beni. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, riscontrando un difetto di motivazione sugli elementi essenziali del reato di truffa aggravata, in particolare sull'esistenza di artifici e raggiri e di un danno patrimoniale effettivo per l'ente. La Corte ha ritenuto insufficiente anche la motivazione sul reato di trasferimento fraudolento di beni, specialmente riguardo al dolo specifico.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione fa chiarezza
La Cassazione ha confermato gli arresti domiciliari per un imprenditore accusato di associazione per delinquere finalizzata a frodi fiscali. Il ricorso, basato sulla presunta mancanza del pericolo di reiterazione del reato e sull'assenza di gravi indizi, è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la complessità del sistema criminale e la possibilità di influenzare la società tramite un familiare giustificassero la misura, nonostante il tempo trascorso e le dimissioni formali.
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Motivazione perplessa: Cassazione annulla custodia
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per tentata estorsione a causa di una motivazione perplessa del Tribunale del Riesame. Quest'ultimo aveva confermato la misura basandosi su tesi contraddittorie riguardo al movente degli indagati, rendendo impossibile comprendere il fondamento logico della decisione. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice del riesame non può modificare i fatti dell'accusa, ma solo la loro qualificazione giuridica, annullando con rinvio il provvedimento.
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Interesse a impugnare: quando un ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare già dichiarata inefficace. La sentenza chiarisce che l'interesse a impugnare deve essere concreto, personale e attuale, non potendo basarsi su un generico interesse alla correttezza formale della decisione o sulle sorti di altri procedimenti. Anche la potenziale richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione, se non specificata in sede di riesame, non è sufficiente a fondare tale interesse.
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