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Art. 3 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

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890 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Compenso sanitari penitenziari: la Cassazione decide
Un gruppo di operatori sanitari, trasferiti dall'amministrazione penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, aveva richiesto l'adeguamento del compenso secondo la normativa previgente. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni di merito, stabilendo che dopo il trasferimento, il rapporto di lavoro è regolato dalla contrattazione collettiva e non più dalla L. 740/1970. Di conseguenza, il diritto alla rideterminazione automatica del compenso sanitari penitenziari non sussiste, essendo il trattamento economico soggetto alle procedure negoziali e al blocco degli stipendi del pubblico impiego.
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Sospensione dipendente pubblico: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sospensione di un dipendente pubblico a seguito di una condanna per peculato, anche se il reato era slegato dalle sue mansioni specifiche. La decisione si basa sulla necessità di tutelare la credibilità e l'imparzialità della Pubblica Amministrazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non affrontava il nucleo della motivazione della sentenza d'appello, ribadendo che per i reati previsti dalla L. 97/2001, la sospensione dipendente pubblico è una misura cautelare che prescinde dal collegamento diretto con il servizio.
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Procedimento disciplinare: spese legali non rimborsate
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento delle spese legali a una dipendente pubblica il cui procedimento disciplinare non era stato formalmente concluso. Secondo la Corte, anche se l'Amministrazione ha agito illegittimamente non rispettando il termine perentorio di chiusura, la dipendente non ha provato il nesso di causalità tra tale inadempimento e le spese sostenute per la difesa tecnica nella fase iniziale del procedimento.
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Onere della prova: indennità negate se mancano i fatti
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio l'ente di appartenenza per ottenere il pagamento di diverse indennità, tra cui quella di turnazione e vigilanza. Dopo una vittoria parziale in primo grado, la Corte d'Appello ha respinto tutte le sue richieste per mancanza di prove adeguate. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il fulcro della sentenza è il principio dell'onere della prova: il lavoratore non è riuscito a dimostrare i presupposti di fatto necessari per ottenere le indennità, rendendo il suo appello un tentativo non consentito di riesaminare il merito della causa.
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Ferie non godute: il diritto all’indennità del dirigente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10031/2025, si è pronunciata sul caso di un dirigente pubblico con contratti a termine reiterati. La Corte ha stabilito il suo diritto al pagamento delle ferie non godute, invertendo l'onere della prova a carico del datore di lavoro. Ha invece rigettato la domanda di conversione del rapporto in tempo indeterminato, ma ha riconosciuto il diritto agli arretrati contrattuali specificamente richiesti.
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Retribuzione Pubblico Impiego e TFS: Novità in Vista
Una ex dipendente di un ente previdenziale contesta l'esclusione degli onorari professionali dal suo Trattamento di Fine Servizio (TFS). L'ente aveva recuperato un presunto pagamento in eccesso tramite trattenute sulla pensione. Dopo che i tribunali di merito hanno dato ragione all'ente, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione alla luce di recenti sentenze costituzionali, ha rinviato il caso a pubblica udienza, sospendendo la decisione finale sulla complessa materia della Retribuzione Pubblico Impiego.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti previdenziali. La sentenza ha inoltre ribadito che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme indebitamente trattenute è quello ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge può istituire, in virtù della riserva prevista dall'art. 23 della Costituzione. L'ordinanza ribadisce inoltre che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non nel termine più breve di cinque.
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Contributo solidarietà: Cassazione su casse private
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge statale e non rientra nell'autonomia gestionale degli enti privatizzati. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute con prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalle Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate è illegittima. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non rientra nei poteri autonomi degli enti previdenziali, neanche per finalità di bilancio. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro la sentenza che aveva giudicato illecito il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali imposte, possono essere introdotti solo da una legge dello Stato e non in virtù dell'autonomia gestionale delle Casse.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale contro la sentenza che riteneva illegittimo un contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui le Casse privatizzate non hanno il potere di imporre prelievi assimilabili a prestazioni patrimoniali, la cui istituzione è riservata esclusivamente alla legge statale, in base all'art. 23 della Costituzione. Tale prelievo non modifica i criteri di calcolo della pensione, ma costituisce una trattenuta su un trattamento già determinato, esulando dalle competenze dell'ente.
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Contributo solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata su una pensione. La Corte ha ribadito che tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che, secondo la Costituzione, può essere introdotta solo da una legge dello Stato e non da un atto autonomo dell'ente pensionistico. Di conseguenza, il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni già liquidate. La Corte ha ribadito che solo lo Stato può imporre prestazioni patrimoniali e che la prescrizione per la restituzione delle somme è decennale, non quinquennale, consolidando un orientamento a tutela dei diritti dei pensionati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge può istituire, riaffermando un orientamento ormai consolidato. La sentenza chiarisce anche che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni, in assenza di una specifica norma di legge. Confermando le decisioni dei giudici di merito, la Corte ha stabilito che tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge e ha ribadito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9553/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro un suo iscritto. La Corte ha confermato che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni da parte di un ente previdenziale privato è illegittima, poiché tale prelievo ha natura di prestazione patrimoniale imposta e rientra nella riserva di legge statale (art. 23 Cost.). L'autonomia regolamentare della cassa non può estendersi fino a introdurre trattenute di questo tipo. È stato inoltre confermato che il termine di prescrizione per la restituzione delle somme è decennale.
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Contributo solidarietà illegittimo per le Casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza che aveva imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, gli enti previdenziali privatizzati non hanno l'autonomia per introdurre tale prelievo. La richiesta di restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un mero atto regolamentare dell'ente, ma necessita di una base legale specifica, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. La sentenza ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, le Casse non hanno il potere di imporre tali prelievi, che configurano una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La prescrizione per la restituzione è decennale.
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