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Art. 3 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

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890 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Transito personale militare: Cassazione conferma il diritto
Un gruppo di controllori di volo militari ha richiesto il transito nei ruoli di una società civile di gestione del traffico aereo, come previsto da una specifica normativa. La società si è opposta, negando il proprio fabbisogno di personale e la sostenibilità finanziaria dell'operazione. Dopo due sentenze favorevoli ai lavoratori in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso della società. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto mirava a un riesame dei fatti già accertati, confermando così il diritto al transito del personale militare.
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Posizioni Organizzative: Obbligo di valutazione comparativa
Un dipendente pubblico si opponeva alla mancata valutazione della sua candidatura per diverse posizioni organizzative. La Cassazione ha stabilito che la Pubblica Amministrazione ha sempre l'obbligo di effettuare una valutazione comparativa tra i candidati, basandosi sui principi di buona fede e correttezza, anche in assenza di una procedura formale con avviso pubblico. La sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Compenso direttore generale ASL: no al nesso con ticket
Un direttore generale di un'azienda sanitaria ha impugnato la riduzione del 20% del suo stipendio, sostenendo che fosse illegittima poiché la Regione non aveva contestualmente abolito i ticket sanitari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la decurtazione del compenso è una misura autonoma di contenimento della spesa pubblica, non subordinata all'abolizione dei ticket. La Corte ha inoltre negato la richiesta di adeguamento retributivo basato sui compensi di altri dirigenti, confermando la specificità dei criteri di calcolo per il compenso direttore generale ASL.
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Pagamento differito TFS: legittimo per esubero
Un ex dipendente pubblico, collocato in prepensionamento a seguito di una dichiarazione di esubero, ha richiesto il pagamento immediato del suo Trattamento di Fine Servizio (TFS). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il pagamento differito TFS è legittimo in casi di pensionamento anticipato. La Corte ha distinto questa situazione da quella del pensionamento per raggiunti limiti di età, dove il ritardo è stato ritenuto incostituzionale. La decisione si fonda sulla necessità di bilanciare i diritti del lavoratore con le esigenze di stabilità della finanza pubblica e sulla natura eccezionale e volontaria (come alternativa alla mobilità) del prepensionamento.
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Spoil system: limiti per dirigenti non apicali
Un dirigente regionale, licenziato a seguito di un cambio di governo, ottiene ragione in Cassazione. La Corte ha stabilito che lo spoil system si applica esclusivamente ai dirigenti "apicali" (di vertice), e non a figure manageriali subordinate, la cui revoca basata su criteri fiduciari risulta pertanto illegittima. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la quantificazione del risarcimento.
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Mobilità volontaria: no alla qualifica dirigenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la mobilità volontaria nel pubblico impiego non consente di ottenere un inquadramento in una qualifica superiore, come quella dirigenziale, se il dipendente non ha precedentemente superato un apposito concorso pubblico. Il caso riguardava un funzionario trasferitosi da un'amministrazione provinciale a un'agenzia regionale, che rivendicava la qualifica di dirigente. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la mobilità comporta una cessione del contratto e non una progressione di carriera, la quale è subordinata al principio costituzionale del concorso pubblico.
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Indennità esclusività medici: no all’aumento automatico
La Corte di Cassazione, riformando le sentenze di merito, ha stabilito che l'aumento dell'indennità esclusività medici e l'assegnazione di un incarico superiore non sono automatici dopo 5 anni di servizio. L'aumento rientra nel blocco stipendiale e l'incarico dipende da posti disponibili e risorse finanziarie, non costituendo un diritto soggettivo del dirigente medico.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
Un ente previdenziale per professionisti ha trattenuto un "contributo solidarietà" dalla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, dichiarando la trattenuta illegittima. Secondo la Corte, un simile contributo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente. L'autonomia regolamentare della cassa non si estende fino a poter imporre nuove tasse su trattamenti pensionistici già consolidati. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La decisione ribadisce che le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, in quanto tale facoltà è soggetta a riserva di legge e spetta unicamente al legislatore statale. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite al pensionato con gli interessi.
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Gestione separata avvocati: no sanzioni pre-2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24590/2024, ha stabilito che un'avvocatessa iscritta all'Albo ma non alla Cassa Forense per reddito insufficiente è comunque tenuta all'iscrizione e al versamento dei contributi alla Gestione separata INPS per l'anno 2010. Tuttavia, applicando una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato le sanzioni civili per l'omessa contribuzione, proteggendo il legittimo affidamento della professionista per il periodo antecedente a una legge chiarificatrice del 2011. L'obbligo contributivo sulla Gestione separata avvocati è quindi confermato, ma senza oneri sanzionatori retroattivi.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata su una pensione, in quanto viola la riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. Tale prelievo, non potendo essere introdotto da un regolamento interno dell'ente, è stato annullato. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, poiché la contestazione riguarda l'esistenza stessa del diritto al prelievo e non la mera liquidazione di ratei periodici.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che l'introduzione di tali prelievi patrimoniali è una prerogativa esclusiva dello Stato, coperta da riserva di legge, e non rientra nell'autonomia gestionale delle Casse professionali. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Viaggio comandato: quando spetta la retribuzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei lavoratori di una società di trasporto pubblico a ricevere una retribuzione per il tempo impiegato a spostarsi quando il luogo di inizio e di fine del turno non coincidono. Tale spostamento, definito 'viaggio comandato', è considerato retribuibile quando è determinato da una necessità logistica aziendale e non da una scelta del dipendente, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato. Il ricorso dell'azienda è stato respinto, consolidando il principio che il disagio derivante dall'organizzazione del lavoro deve essere compensato.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza per professionisti, confermando l'illegittimità del prelievo di un contributo di solidarietà sulle pensioni. La Corte ha ribadito che le Casse private non hanno il potere di imporre prestazioni patrimoniali, facoltà riservata esclusivamente al legislatore. Tale contributo non rientra negli strumenti a disposizione degli enti per garantire l'equilibrio di bilancio. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo solidarietà: Cassazione lo boccia
Una Cassa di previdenza privata ha imposto un contributo di solidarietà su una pensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima la trattenuta, affermando che solo la legge può imporre tali prelievi (riserva di legge). Ha inoltre stabilito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e non in cinque. La Cassa è stata condannata a restituire le somme e a pagare le spese.
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Contributo solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza professionale sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un atto dell'ente. Di conseguenza, i pensionati hanno diritto al rimborso delle somme trattenute, con un termine di prescrizione ordinario di dieci anni, e non quello ridotto di cinque anni previsto per i ratei pensionistici.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione nega poteri
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa previdenziale privatizzata sulle pensioni dei suoi iscritti. Con l'ordinanza n. 24012/2024, la Suprema Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non rientra nei poteri di autonomia regolamentare degli enti. È stato inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non nel più breve termine quinquennale.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulla pensione di una professionista. La Corte ha stabilito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali, possono essere introdotti solo dalla legge (riserva di legge) e non dall'autonomia regolamentare dell'ente. Inoltre, ha confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione decide
Una professionista si oppone a una richiesta di contributi e sanzioni da parte dell'ente previdenziale per l'iscrizione alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo, ha annullato le sanzioni gestione separata per l'anno 2009. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che tutela il legittimo affidamento del professionista riguardo all'incertezza normativa del passato.
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Prescrizione decennale pensioni: la Cassazione decide
Un professionista ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. La Cassa di previdenza si è opposta, invocando un termine di prescrizione quinquennale per gli arretrati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando l'orientamento consolidato secondo cui, in caso di contestazione sull'ammontare del trattamento pensionistico, si applica la prescrizione decennale ordinaria e non quella breve. La Corte ha inoltre ribadito che le modifiche peggiorative ai regolamenti delle Casse privatizzate non possono avere effetto retroattivo su pensioni maturate prima del 1° gennaio 2007.
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