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Art. 2967 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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70 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Motivazione apparente: sentenza annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello a causa di una motivazione apparente e contraddittoria. Il caso riguardava una disputa familiare sulla legittimità di alcuni impianti (tubazioni, canna fumaria) installati in un giardino la cui proprietà era contesa. La Corte d'Appello aveva qualificato il giardino come pertinenza comune a due immobili, ma aveva contemporaneamente ordinato la rimozione di una tubazione per violazione delle distanze legali, creando un contrasto logico insanabile. La Cassazione ha accolto il ricorso, ravvisando una motivazione apparente che impedisce di comprendere il ragionamento del giudice e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Decadenza dalla garanzia: quando si perde il diritto
Un acquirente di contratti preliminari per dei box auto perde il diritto alla garanzia fideiussoria per non aver agito contro il debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, sottolineando come l'inerzia del creditore comporti la decadenza dalla garanzia. Il caso evidenzia l'importanza di rispettare i termini previsti dall'art. 1957 c.c. per non vanificare le tutele contrattuali.
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Verbale autovelox: quando è nullo? La Cassazione
Un automobilista ha contestato un verbale autovelox sostenendo la sua nullità per mancata indicazione della taratura e della segnaletica preventiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave: il verbale è valido anche se non menziona il certificato di taratura dell'apparecchio. Spetta all'automobilista, in sede di ricorso, contestare specificamente la mancata verifica periodica, obbligando così l'Amministrazione a produrre in giudizio la relativa certificazione. Inoltre, l'onere di dimostrare l'inidoneità della segnaletica stradale grava sull'opponente e non sulla Pubblica Amministrazione.
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Comunione de residuo: onere della prova e divisione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1453/2025, chiarisce i principi sulla comunione de residuo. In un caso di divorzio, la Corte ha stabilito che spetta al coniuge che avanza pretese dimostrare l'esistenza di utili e incrementi non consumati al momento dello scioglimento della comunione. La sentenza ha rigettato il ricorso della moglie che chiedeva una quota dell'impresa del marito, costituita prima del matrimonio, e la restituzione di una somma ricevuta in eredità, per mancanza di prove adeguate.
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Composizione collegiale per onorari: la Cassazione
Una società di servizi legali ha impugnato un'ordinanza che la condannava a pagare gli onorari di un avvocato. Il motivo principale del ricorso, accolto dalla Corte di Cassazione, riguardava un vizio di procedura: la causa era stata istruita da un giudice monocratico ma decisa da un collegio di giudici che non aveva assistito alla trattazione. La Suprema Corte ha ribadito che le controversie sulla liquidazione degli onorari legali richiedono la composizione collegiale per tutta la durata del processo. Di conseguenza, ha cassato l'ordinanza e rinviato il caso al Tribunale per un nuovo giudizio, sottolineando la nullità della pronuncia emessa in violazione di tale principio.
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Priorità della trascrizione: pignoramento vince su 2932
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra un acquirente all'asta e il beneficiario di una sentenza ex art. 2932 c.c. per lo stesso immobile. La Corte stabilisce che il principio determinante è la priorità della trascrizione del pignoramento. Poiché l'atto di pignoramento era stato trascritto prima della trascrizione della sentenza, il titolo dell'acquirente all'asta prevale, rendendo inopponibile l'altro titolo di proprietà.
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Notifica PEC e appello tardivo: la Cassazione decide
Una società proponeva appello avverso una sentenza, ma la controparte ne eccepiva la tardività, provando l'avvenuta notifica PEC della decisione di primo grado tramite copie cartacee delle ricevute. La Cassazione ha rigettato il ricorso della società appellante, confermando che la prova della notifica PEC può essere fornita con copie analogiche e che il disconoscimento della loro conformità all'originale digitale deve avvenire nella prima occasione utile, pena l'inefficacia. La tardiva contestazione ha quindi reso l'appello inammissibile.
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Usucapione immobile pubblico: quando è impossibile?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni eredi che chiedevano di essere riconosciuti proprietari per usucapione di un immobile pubblico. Il bene era stato occupato per decenni, ma la Corte ha stabilito che la loro relazione con l'immobile era di mera detenzione, derivante da un originario rapporto di locazione del loro avo con l'ente pubblico. Senza un atto di 'interversione del possesso' che trasformi la detenzione in possesso pieno, e data la natura di bene appartenente al patrimonio indisponibile, l'usucapione immobile pubblico è stata esclusa, con condanna degli occupanti al risarcimento del danno.
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Sanzioni amministrative bancarie: no al favor rei
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12243/2025, ha respinto il ricorso di alcuni ex amministratori di una banca sanzionati dall'Autorità di Vigilanza. La Corte ha chiarito che alle sanzioni amministrative bancarie non si applica il principio del favor rei, ma quello del tempus regit actum. Ha inoltre confermato la correttezza della procedura sanzionatoria seguita e ribadito che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sui soggetti sanzionati, in virtù della presunzione di colpa prevista dalla legge.
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Onere della prova: chi paga la sanatoria edilizia?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'onere della prova in una compravendita immobiliare con sanatoria edilizia in corso. L'acquirente chiede il rimborso delle spese sostenute, come da contratto, ma il venditore si oppone. La Corte suprema conferma la condanna del venditore, sottolineando che chi non produce i propri documenti in giudizio subisce le conseguenze del proprio onere della prova non assolto, in quanto il giudice decide sulla base degli atti disponibili.
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