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Art. 2967 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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146 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Redditometro: la prova contraria del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la natura della prova che il contribuente deve fornire per contrastare un accertamento sintetico redditometro. Non è sufficiente dimostrare l'esistenza di redditi esenti o già tassati, ma è necessario provare documentalmente anche la loro entità e la durata del possesso, per dimostrare l'effettiva disponibilità delle somme nell'anno d'imposta contestato.
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Contributo consortile: onere della prova del beneficio
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema del contributo consortile, chiarendo l'onere della prova a carico del contribuente. Se un immobile è incluso nel Piano di Classifica del consorzio, si presume che riceva un beneficio. Per evitare il pagamento, il contribuente deve contestare in modo specifico e puntuale tale Piano, dimostrando l'assenza di un vantaggio diretto e specifico. La Corte ha rigettato il ricorso principale del contribuente su questo punto, accogliendo però un motivo secondario relativo all'errata condanna alle spese per una fase cautelare mai svoltasi.
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Detrazione IVA: la prova dei costi spetta al contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21553/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento fiscale. Nel caso di un fotografo sottoposto ad accertamento induttivo, l'Amministrazione Finanziaria aveva contestato maggiori ricavi. Sebbene i giudici di merito avessero ridotto la percentuale di ricarico applicata, avevano erroneamente riconosciuto in via automatica la detrazione IVA sui costi ricostruiti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia su questo punto, chiarendo che la detrazione IVA non è mai automatica e spetta al contribuente l'onere di provare, con documentazione specifica come le fatture, l'effettivo sostenimento dei costi e l'assolvimento dell'imposta a monte.
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Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21612/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di frode IVA carosello. La Corte ha ribadito che l'onere della prova frode IVA spetta all'amministrazione finanziaria, la quale deve dimostrare non solo l'esistenza del meccanismo fraudolento, ma anche la conoscenza o conoscibilità di tale frode da parte del contribuente che ha detratto l'IVA. Nel caso di specie, la prova della consapevolezza non è stata fornita, confermando la decisione dei giudici di merito a favore del contribuente.
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Litisconsorzio necessario: la Cassazione e i soci
Una società di persone e alcuni soci ricorrono contro avvisi di accertamento per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione, prima di esaminare il merito, sospende la decisione per un dubbio procedurale. L'ordinanza si concentra sul principio del litisconsorzio necessario, ordinando l'acquisizione dei fascicoli di merito per verificare che tutti i soci abbiano correttamente partecipato a ogni fase del giudizio, come richiesto dalla legge per le società di persone.
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Definizione agevolata: notifiche e pagamenti
La Cassazione accoglie il ricorso di una società, stabilendo che per la definizione agevolata l'Agenzia delle Entrate deve notificare gli atti al difensore e non alla parte. Inoltre, ai fini del calcolo, si devono scomputare tutti gli importi già versati, anche a titolo di sanzioni e interessi. La procedura si perfeziona con la sola domanda se il dovuto è già stato pagato.
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