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Art. 2967 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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146 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Rimborso IRAP e autonoma organizzazione: il caso
La Cassazione ha negato il rimborso IRAP a un medico radiologo per mancata prova dell'assenza di autonoma organizzazione. Nonostante i ricavi elevati, il professionista non ha dimostrato che la sua struttura fosse minimale, onere probatorio che grava sul contribuente. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso.
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Compensazione spese: no alla soccombenza parziale
Una società contesta un avviso di accertamento per costi non deducibili. La corte d'appello accoglie parzialmente il ricorso ma dispone la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, pur respingendo gli altri motivi, cassa la sentenza sul punto delle spese, affermando che la vittoria parziale su un'unica domanda non giustifica automaticamente la compensazione spese, che richiede motivazioni specifiche e diverse dalla semplice soccombenza parziale.
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Notifica avvisi accertamento: residenza e giudicato
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su tre avvisi di accertamento, contestandone la notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la validità della notifica avvisi accertamento effettuata presso la residenza anagrafica risultante agli uffici, anche se il contribuente aveva un domicilio professionale altrove. La Corte ha inoltre chiarito i limiti del giudicato esterno e confermato l'inammissibilità del ricorso per due avvisi già oggetto di una precedente sentenza.
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Notifica residenza anagrafica: quando è valida?
Un contribuente contesta una notifica alla residenza anagrafica sostenendo che il Fisco conoscesse la sua dimora effettiva altrove. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che la notifica è valida se eseguita presso la residenza risultante dai registri anagrafici, a meno che il cambio di residenza non sia stato formalmente comunicato secondo legge. Non rileva la conoscenza di un domicilio professionale diverso.
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Credito imposta Mezzogiorno: la data che conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13009/2025, ha stabilito un principio fondamentale per accedere al credito d'imposta Mezzogiorno. L'agevolazione spetta solo se l'investimento è avviato dopo il 1° gennaio 2016. Nel caso esaminato, una società di carburanti si è vista negare parte del beneficio perché il progetto era iniziato con un contratto di appalto del 2011, quindi prima della data prevista dalla legge. La Corte ha specificato che per 'avvio' si intende qualsiasi atto giuridico vincolante. Ha invece ritenuto ammissibili le spese per arredi e attrezzature funzionali all'attività complessiva.
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Credito d’imposta Mezzogiorno: sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per 'motivazione apparente' in un caso relativo al credito d'imposta Mezzogiorno. La controversia riguardava l'ammissibilità di alcuni investimenti e la corretta qualificazione del credito utilizzato. La Corte ha chiarito che anche i beni d'arredo possono essere agevolabili se strumentali all'attività e ha confermato la sanzione più lieve per credito 'non spettante' anziché 'inesistente'.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il giudice d'appello si era limitato a confermare la decisione di primo grado, basata su una perizia tecnica, senza esporre un'autonoma argomentazione e senza rispondere alle specifiche critiche mosse dall'Amministrazione Finanziaria riguardo la deducibilità di costi sostenuti da una società. La Corte ha ribadito che un mero richiamo ad altri atti non costituisce una valida motivazione, determinando la nullità della sentenza e il rinvio del caso per un nuovo esame.
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Credito IVA: come provarlo senza dichiarazione
Una società omette la dichiarazione IVA ma pretende di utilizzare un credito dell'anno precedente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 8127/2025, chiarisce che per dimostrare l'esistenza del credito IVA non sono sufficienti le sole risultanze contabili come bilancio e libro giornale. È onere del contribuente fornire prove analitiche, quali fatture e registri IVA, che dimostrino l'effettiva formazione del credito. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ribadendo il principio secondo cui la prova del diritto alla detrazione deve essere rigorosa e non può basarsi su documenti di sintesi.
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Giudicato esterno tributario e TARI: limiti e oneri
Una società ha contestato una cartella di pagamento per la TARI 2017, invocando una precedente sentenza favorevole per il 2014 (giudicato esterno). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il principio del giudicato esterno tributario non si applica a elementi variabili come la natura e la quantità dei rifiuti prodotti, che possono cambiare di anno in anno. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la produzione di rifiuti speciali, e quindi il diritto all'esenzione, spetta al contribuente per ogni singola annualità d'imposta.
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Giudicato esterno TARI: non vale per anni diversi
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza favorevole sulla Tassa sui Rifiuti (TARI) per un'annualità non si estende automaticamente agli anni successivi. Il principio del giudicato esterno non si applica se i presupposti di fatto, come la tipologia di rifiuti prodotti da un'azienda, sono variabili e non permanenti. Pertanto, il contribuente deve dimostrare ogni anno il proprio diritto all'esenzione, provando la natura speciale dei rifiuti e il loro corretto smaltimento.
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Continuazione sanzioni ICI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di omessa dichiarazione ICI per più annualità. Pur respingendo la tesi del contribuente sulla natura pertinenziale del terreno, ha accolto il motivo di ricorso relativo alla mancata applicazione della continuazione sanzioni ICI. La Corte ha stabilito che, in caso di violazioni ripetute della stessa natura, si applica il regime del cumulo giuridico, più favorevole al contribuente, cassando la sentenza e rinviando alla Corte di Giustizia Tributaria per il ricalcolo delle sanzioni.
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Onere della prova rimborso: chi deve provare?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 318/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia fiscale: in una richiesta di rimborso, l'onere della prova grava interamente sul contribuente. Il caso riguardava la richiesta di rimborso di imposte versate a seguito di eventi sismici. La Corte ha cassato la decisione di merito che, discostandosi da tale principio, aveva accolto le ragioni del contribuente nonostante la genericità della documentazione prodotta. È stato chiarito che il giudice non può manipolare le regole sulla ripartizione dell'onere probatorio per raggiungere un esito ritenuto più equo, dovendo invece applicare rigorosamente la legge.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale nulla
Un comune contesta l'esenzione IMU a un istituto scolastico religioso. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello a causa di una motivazione apparente, poiché i giudici di secondo grado si erano limitati a confermare la decisione precedente senza analizzare le specifiche obiezioni del comune sulla natura commerciale dell'attività. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Agevolazioni fiscali assunzioni: onere della prova
Una società si è vista negare le agevolazioni fiscali per le assunzioni di tre dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova sui requisiti per beneficiare degli sgravi grava interamente sul datore di lavoro. La Corte ha chiarito che spetta all'azienda dimostrare che i lavoratori non avessero avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel biennio precedente, un punto che la società non è riuscita a provare adeguatamente nei gradi di merito.
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Notifica atti tributari: il ruolo della raccomandata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito in un caso di notifica atti tributari. Un contribuente aveva impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale originaria. La Corte ha stabilito che, per la validità della notifica in caso di irreperibilità relativa (ex art. 140 c.p.c.), non basta la spedizione della raccomandata informativa, ma è cruciale affrontare la questione della sua effettiva ricezione, in quanto momento in cui l'atto diviene conoscibile. Il caso è stato rinviato alla commissione regionale per un nuovo esame.
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Sopravvenienza passiva: onere della prova per la deduzione
Un promotore finanziario si è visto negare la deduzione di un costo di 100.000 euro, qualificato come sopravvenienza passiva, per un accordo transattivo con due clienti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il contribuente non ha soddisfatto il rigoroso onere della prova necessario per dimostrare la certezza, l'inerenza e la base giuridica della spesa. La documentazione prodotta è stata ritenuta carente sia dal punto di vista formale che sostanziale, rendendo il costo non deducibile.
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Fatto generatore IVA: quando fatturare i servizi
Una società di servizi è stata oggetto di un avviso di accertamento per omessa fatturazione IVA. La Corte di Cassazione ha analizzato il caso, stabilendo un principio chiave: per le prestazioni di servizi, il fatto generatore IVA, che fa sorgere l'obbligo di emettere fattura, coincide con l'esecuzione della prestazione stessa e non con il momento del pagamento. Quest'ultimo determina solo l'esigibilità dell'imposta. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza impugnata, rinviando la causa al giudice di merito per una nuova valutazione basata su questo fondamentale principio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione tre avvisi di accertamento basati su presunzioni di reddito da movimentazioni bancarie, ha effettuato una rinuncia al ricorso a seguito di adesione a una definizione agevolata. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo anche le conseguenze su spese e contributo unificato.
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Accertamento sintetico: la prova del contribuente
L'appello di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sul "redditometro" era stato inizialmente accolto. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo l'onere della prova. La Corte ha stabilito che in un accertamento sintetico, non è sufficiente per il contribuente dimostrare semplicemente l'esistenza di altri redditi non tassabili (come vecchi mutui). È necessario fornire prove documentali sull'importo e, soprattutto, sulla durata del possesso di tali fondi durante lo specifico anno fiscale in esame per contrastare efficacemente la presunzione legale del redditometro.
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Motivazione Apparente: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava la richiesta di rimborso di crediti d'imposta da parte di un istituto di credito. I giudici di merito avevano accolto la richiesta basandosi genericamente sulla "copiosa documentazione" prodotta, senza analizzare le specifiche obiezioni dell'Amministrazione Finanziaria sull'onere della prova. La Cassazione ha ritenuto tale giustificazione insufficiente, configurando una motivazione apparente che viola l'obbligo costituzionale di motivare le decisioni, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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