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Art. 2948 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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93 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Prescrizione contributi consortili: 10 anni, non 5
Un consorzio industriale richiedeva a una società immobiliare il pagamento di contributi arretrati. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi consortili è decennale e non quinquennale, poiché non si tratta di prestazioni periodiche ma di obblighi che sorgono annualmente con l'approvazione del bilancio. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata.
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Responsabilità funzionario: chi paga senza contratto?
Una società che ha continuato a fornire un servizio a un Comune dopo la scadenza del contratto si è vista negare il pagamento. La Cassazione chiarisce la responsabilità del funzionario pubblico in questi casi e dichiara inammissibile il ricorso della società per un vizio processuale: non aver impugnato tutte le motivazioni della sentenza d'appello. La decisione sottolinea che, secondo la normativa, il debito ricade sul funzionario che ha consentito la spesa senza copertura formale.
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Azione revocatoria: quando interrompe la prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8659/2025, ha chiarito che l'azione revocatoria ha un effetto interruttivo-sospensivo sulla prescrizione del credito che mira a tutelare. Nel caso esaminato, alcuni fideiussori si opponevano a un decreto ingiuntivo sostenendo che il credito fosse prescritto. La Corte ha respinto il ricorso, confermando che l'intervento della banca in un precedente giudizio di revocatoria era stato un atto idoneo a interrompere il decorso della prescrizione, anche per gli interessi. Questa decisione consolida il principio secondo cui le azioni conservative, come l'azione revocatoria, sono strumenti efficaci non solo per proteggere la garanzia patrimoniale del debitore, ma anche per mantenere vivo il diritto di credito.
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Compensazione concordato preventivo: canoni locazione
Una società in concordato preventivo richiedeva il pagamento di canoni di locazione a una banca, la quale opponeva in compensazione un proprio controcredito sorto prima della procedura. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della compensazione nel concordato preventivo, stabilendo che il momento rilevante per valutare l'anteriorità del credito del locatore è la data di stipula del contratto di locazione (il "fatto genetico") e non la scadenza delle singole rate. Poiché il contratto era anteriore alla procedura, la compensazione è stata ritenuta valida.
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Minori introiti ICI: come si calcola il contributo?
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole per la compensazione statale a favore dei Comuni per i minori introiti ICI. La sentenza stabilisce che nel calcolo annuale non si può tener conto delle perdite di gettito già compensate e consolidate negli anni precedenti, ma si deve considerare sia il minor introito derivante da nuove autodichiarazioni sia quello degli anni passati non ancora compensato. La decisione, che accoglie il ricorso dei Ministeri, annulla la sentenza d'appello e rinvia la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
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Prescrizione quinquennale: quando si applica ai sussidi
Una cittadina ha richiesto il pagamento di un sussidio mensile a un'amministrazione regionale. Sebbene il Giudice di Pace le avesse dato ragione, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione applicando la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'appello, chiarendo i limiti dell'appello contro le sentenze di equità e l'impossibilità di ricorrere all'azione di arricchimento senza causa quando il diritto principale è prescritto.
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Notifica atto appello: l’interpretazione del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interpretazione di un atto di appello spetta al giudice di merito. Se un appellante contesta una notifica atto appello in modo apparentemente specifico ma chiede la nullità dell'intero giudizio, il giudice può legittimamente estendere la valutazione della nullità a tutti i procedimenti riuniti. Nel caso di specie, due cittadini avevano vinto in primo grado contro un ente pubblico, ma la Corte d'Appello aveva annullato tutto per un difetto di notifica. La Cassazione ha confermato, respingendo il ricorso dei cittadini e chiarendo che la critica all'interpretazione del giudice non costituisce un motivo valido per il ricorso se non si traducono in vizi procedurali specifici.
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Indennità di esproprio: interessi e prescrizione
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema dell'indennità di esproprio, specificando il momento di decorrenza della prescrizione per gli interessi compensativi. Il caso riguardava un'indennità aggiuntiva il cui pagamento era subordinato a un'autorizzazione regionale. La Corte ha stabilito che la prescrizione inizia a decorrere non dalla data dell'accordo, ma dal momento in cui l'autorizzazione viene rilasciata, poiché solo allora il diritto può essere legalmente fatto valere. Viene rigettato il ricorso del consorzio espropriante, confermando la sua responsabilità al pagamento.
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Giudicato esterno e decreto ingiuntivo non opposto
Una società creditrice si è vista negare il pagamento di un acconto da una ASL. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che un precedente decreto ingiuntivo non opposto, relativo al saldo dello stesso credito, aveva creato un giudicato esterno sull'esistenza del contratto, impedendo una nuova valutazione dei fatti.
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Canone COSAP: obbligo anche senza concessione formale
Una società ha impugnato avvisi di pagamento per il canone COSAP relativo a impianti pubblicitari. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di pagamento, stabilendo che il canone è dovuto per la semplice occupazione di fatto del suolo pubblico, indipendentemente da un atto formale di concessione. L'inerzia della Pubblica Amministrazione nella richiesta non costituisce rinuncia al credito, il quale si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.
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Canone derivazione acque: obbligo anche senza uso?
Una società ha contestato il pagamento del canone derivazione acque per un pozzo mai utilizzato. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la semplice denuncia di un pozzo fa sorgere una presunzione di utilizzo. L'onere di provare la totale inattività del pozzo per il periodo richiesto spetta all'utente, e la prova di un contratto alternativo di fornitura idrica non è stata ritenuta sufficiente.
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Risarcimento esproprio: no agli indici ISTAT per il valore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21545/2025, ha stabilito due principi fondamentali in materia di risarcimento esproprio. In primo luogo, ha dichiarato illegittimo il calcolo del valore di un immobile basato sull'applicazione retroattiva degli indici ISTAT, poiché questi non riflettono l'andamento del mercato immobiliare. In secondo luogo, ha confermato che il termine di prescrizione per l'indennità di occupazione legittima è decennale e non quinquennale. La vicenda riguarda un proprietario che ha subito un'occupazione d'urgenza mai seguita da un decreto di esproprio.
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Contributo compensativo ICI: la Cassazione decide
In una disputa tra un Comune e due Ministeri, la Corte di Cassazione ha chiarito il metodo di calcolo del contributo compensativo ICI per la perdita di gettito da immobili di categoria D. La Corte ha stabilito che, sebbene le perdite pregresse si "consolidino" e vengano compensate automaticamente, un nuovo contributo per l'anno in corso spetta solo se la perdita aggiuntiva di quell'anno supera la soglia di legge (franchigia). La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per applicare questo principio.
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