LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2948 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 3 di 5

93 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Verifica debiti fallimento: il ruolo del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28185/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla verifica dei debiti per il fallimento. Il caso riguardava una società in liquidazione dichiarata fallita sulla base di un'esposizione debitoria superiore alla soglia di legge, prevalentemente di natura fiscale e contributiva. La società aveva eccepito la prescrizione di tali debiti, ma la Corte d'Appello aveva respinto il reclamo, sostenendo l'impossibilità di accertare l'eccezione senza la presenza in giudizio degli enti creditori. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che il giudice del fallimento ha il dovere di verificare l'effettiva esistenza dei debiti, compresa la loro eventuale prescrizione, anche acquisendo d'ufficio informazioni dagli enti impositori. L'iscrizione del debito in bilancio, specialmente se accompagnata da una nota sulla sua probabile prescrizione, non costituisce una rinuncia a far valere tale eccezione.
Continua »
Azione surrogatoria appalti: interessi e riserve
Una società di costruzioni, non pagata da un concessionario fallito per la realizzazione di uno stadio, ha intrapreso un'azione surrogatoria contro l'ente pubblico committente. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al pagamento del capitale, ma ha negato gli interessi di mora. La decisione si fonda sul fatto che il contratto di concessione, che regola i rapporti tra l'ente e il concessionario, prevedeva l'emissione di una fattura per far scattare i termini di pagamento, adempimento mai avvenuto. In un'azione surrogatoria appalti, il creditore subentra nei diritti (e nei limiti) del proprio debitore. La Corte ha però cassato la sentenza per un riesame di alcune riserve contrattuali, giudicando illogica la motivazione del giudice di merito.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un'agenzia di riscossione contro l'esclusione di crediti da una liquidazione giudiziale. L'inammissibilità deriva dal difetto di autosufficienza, poiché i motivi del ricorso vertevano su questioni non trattate nella decisione impugnata, e dall'errato strumento processuale utilizzato per lamentare il travisamento di prove documentali, per cui il rimedio corretto sarebbe stata la revocazione e non il ricorso per cassazione.
Continua »
Restituzione frutti revocatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito importanti aspetti legati all'azione revocatoria fallimentare. In particolare, ha stabilito che l'acquirente di un immobile, il cui atto di acquisto sia stato dichiarato inefficace, ha l'obbligo di procedere alla restituzione frutti revocatoria, ovvero dei canoni di locazione percepiti, a decorrere dalla data della domanda giudiziale. La Corte ha inoltre precisato che il termine di prescrizione decennale per tale azione restitutoria decorre non dalla domanda, ma dal momento in cui la sentenza di revoca passa in giudicato. Rigettate anche le eccezioni di compensazione e di deduzione delle spese per mancanza di prova.
Continua »
Ripetizione di indebito: annullamento e restituzione
Un Ente Pubblico ha richiesto a una grande Banca la restituzione di utili distribuiti sulla base di uno Statuto del 2005, successivamente annullato con efficacia retroattiva da un provvedimento amministrativo. I giudici di merito hanno accolto la domanda di ripetizione di indebito, condannando l'istituto bancario alla restituzione delle somme. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della trattazione per esaminare la questione congiuntamente ad altri ricorsi connessi, al fine di garantire una decisione coordinata.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e spese
Una società impugnava un contributo regionale su materiale estratto. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che in questo caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Assegno di garanzia: perché è un patto nullo
Un socio emette un assegno a garanzia dei debiti della sua società. Il creditore lo incassa e ottiene un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, stabilisce che l'accordo sull'uso dell'assegno di garanzia è nullo per contrarietà a norme imperative. Tuttavia, l'assegno non perde validità ma si 'degrada' a promessa di pagamento, obbligando l'emittente a saldare il debito.
Continua »
Prescrizione interessi bancari: la Cassazione decide
Una correntista ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme depositate su vecchi libretti al portatore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25420/2024, ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione degli interessi bancari. Ha stabilito che, a differenza del capitale il cui diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni dalla richiesta del cliente, gli interessi sono soggetti alla prescrizione breve di cinque anni. Questo termine decorre indipendentemente dalla richiesta del capitale, in quanto gli interessi costituiscono un'obbligazione periodica autonoma. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva applicato la stessa regola del capitale anche agli interessi.
Continua »
Anticipo fatture: prova del credito e onere della prova
Una società in liquidazione ha citato in giudizio una banca per usura su finanziamenti. La Corte d'Appello ha concordato, ritenendo gli ordini d'acquisto prova sufficiente per qualificare le operazioni come anticipo fatture e applicare la relativa soglia antiusura. La banca ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la validità degli ordini d'acquisto come prova del credito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Compensazione concordato preventivo e canoni locazione
Una società in concordato preventivo chiede il pagamento di canoni di locazione maturati dopo l'inizio della procedura. La banca conduttrice oppone in compensazione i propri crediti, sorti prima del concordato. I giudici di merito accolgono la tesi della banca, ma la Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema della compensazione nel concordato preventivo, ha rimesso la causa in pubblica udienza per una decisione di principio.
Continua »
Conguaglio retroattivo: la Cassazione attende le Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria sospendendo la decisione su un caso di conguaglio retroattivo applicato da una società idrica. I giudici di merito avevano dato ragione agli utenti, ritenendo la pretesa illegittima per violazione dei principi di buona fede e irretroattività, oltre che prescritta. La Suprema Corte ha ritenuto necessario attendere la decisione delle Sezioni Unite, chiamate a pronunciarsi su una questione analoga, data la rilevanza del principio di diritto da stabilire.
Continua »
Conguagli regolatori: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
Una società idrica ha richiesto a un utente il pagamento di conguagli regolatori per consumi risalenti a diversi anni prima. Sia il Giudice di Pace che il Tribunale hanno dato ragione all'utente, ritenendo illegittima la richiesta retroattiva. La società ha fatto ricorso in Cassazione, che ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha sospeso la decisione e rinviato il caso, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite su una questione simile, per chiarire la giurisdizione e la legittimità di tali addebiti.
Continua »
Conguagli regolatori: la Cassazione attende le Sezioni Unite
Una società fornitrice del servizio idrico ha richiesto a un utente dei conguagli regolatori per consumi pregressi. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, ritenendo illegittima la richiesta retroattiva. La società ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando questioni sulla giurisdizione e sulla legittimità dei conguagli. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo, per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
Continua »
Conguagli regolatori: la Cassazione rinvia la decisione
Una società fornitrice del servizio idrico ha richiesto a un utente il pagamento di conguagli regolatori per consumi risalenti a diversi anni prima. Il Tribunale ha ritenuto illegittima tale richiesta retroattiva. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sospeso la decisione (rinvio a nuovo ruolo), ritenendo necessario attendere la pronuncia delle Sezioni Unite su una questione analoga e di fondamentale importanza.
Continua »
Conguagli regolatori idrici: rinvio alle Sezioni Unite
In un caso riguardante i conguagli regolatori per il servizio idrico, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. A fronte di un ricorso presentato da una società di gestione idrica contro la decisione di un Tribunale che aveva annullato una fattura per consumi pregressi, la Corte ha deciso di sospendere il giudizio. La questione sulla legittimità di tali addebiti retroattivi e sulla giurisdizione competente è stata ritenuta di tale importanza da richiedere un pronunciamento delle Sezioni Unite, atteso in un caso analogo.
Continua »
Conguagli regolatori: legittimi gli arretrati?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla legittimità dei conguagli regolatori richiesti retroattivamente da una società di gestione idrica. Il caso nasce dalla contestazione di alcuni utenti riguardo a fatture per consumi risalenti a diversi anni prima. La Corte ha evidenziato un contrasto giurisprudenziale e la necessità di un intervento chiarificatore sulla possibilità di applicare tariffe integrative a consumi già effettuati, bilanciando il principio europeo del recupero dei costi con la tutela dell'affidamento degli utenti.
Continua »
Procura ad litem: ricorso inammissibile e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per un vizio insanabile della procura ad litem. Il difensore del ricorrente viene condannato a pagare personalmente le spese legali. La decisione ribadisce la necessità di una procura valida al momento della notifica dell'atto, evidenziando come la sua mancanza non sia sanabile.
Continua »
Oneri consortili: quando il ricorso è inammissibile
Una consorziata impugnava in Cassazione la sentenza che la condannava al pagamento di oneri consortili. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi di impugnazione erano generici, non indicavano le norme violate e miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito la necessità di rispettare l'onere di specificità dei motivi di ricorso.
Continua »
Prescrizione bollette: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione bollette del servizio idrico. Il caso riguarda fatture con scadenza nel 2020 per consumi del 2016 e 2017. La Corte stabilisce che si applica il nuovo termine di prescrizione biennale, ma il suo calcolo parte dalla data di scadenza della fattura, non dal periodo di consumo. Tuttavia, per garantire equità, il nuovo termine non può mai essere più lungo di quello quinquennale previsto dalla vecchia normativa, applicando un principio di bilanciamento.
Continua »
Giudicato esterno COSAP: la Cassazione fa chiarezza
Un condominio si opponeva al pagamento del canone per l'occupazione di suolo pubblico (COSAP) per l'anno 2009, eccependo l'esistenza di precedenti sentenze passate in giudicato che avevano già negato la debenza del canone per la stessa situazione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito il principio del giudicato esterno COSAP: una decisione definitiva che accerta la non debenza del canone per una determinata annualità estende i suoi effetti anche alle annualità successive, se i presupposti di fatto e di diritto restano invariati. La Corte d'Appello aveva errato nel non pronunciarsi su tale eccezione decisiva.
Continua »