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Art. 2941 Codice Civile — Anno 2026

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83 provvedimenti

Altri anni per Art. 2941 Codice Civile

Contributi gestione separata: no al dolo per omesso quadro RR
Un professionista ha impugnato un avviso di addebito relativo ai contributi gestione separata, eccependo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte d'Appello aveva accolto le ragioni dell'ente previdenziale, ritenendo che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere i termini prescrizionali. La Corte di Cassazione ha invece cassato la sentenza, stabilendo che l'omissione dichiarativa non comporta un automatismo nel riconoscimento del dolo. Il giudice di merito deve accertare in concreto la volontà del contribuente di frodare l'ente. La Suprema Corte ha inoltre confermato l'obbligo di iscrizione alla gestione separata per i professionisti iscritti all'albo che non versano contributi soggettivi alla cassa professionale, indipendentemente dalla soglia di reddito dei cinquemila euro.
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Gestione Separata INPS: contributi dovuti ma sanzioni annullate
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un ingegnere a cui l'ente previdenziale richiedeva contributi per la Gestione Separata INPS relativi all'anno 2008. Il punto centrale riguardava la prescrizione quinquennale del credito. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione non inizia a decorrere dalla scadenza ordinaria se un decreto ministeriale ha prorogato i termini di versamento. Nel caso specifico, la proroga al 6 luglio 2009 ha reso tempestiva la richiesta inviata nel 2014. Tuttavia, i giudici hanno escluso che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi configuri automaticamente un occultamento doloso del debito. Infine, applicando una recente sentenza della Corte Costituzionale, la Cassazione ha annullato le sanzioni civili precedentemente irrogate al professionista.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop agli automatismi
Un avvocato ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS relativo a contributi per l'anno 2010, eccependo la prescrizione del credito. La Corte d'Appello aveva rigettato l'eccezione, ritenendo che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine prescrizionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata non può essere sospesa automaticamente per la sola mancanza del quadro RR. Secondo i giudici, il dolo richiede un comportamento attivo e intenzionale che renda impossibile, e non solo difficile, l'accertamento del credito da parte dell'ente previdenziale tramite i controlli ordinari.
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Gestione Separata: stop prescrizione e quadro RR
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non configura automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Tale condotta, pertanto, non è di per sé sufficiente a sospendere la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata INPS. Sebbene l'obbligo di iscrizione per i professionisti non iscritti a casse previdenziali autonome sia confermato dal principio di universalità, la Corte ha accolto il ricorso del professionista riguardo alla decorrenza dei termini prescrizionali e alla non debenza delle sanzioni civili per i periodi antecedenti al 2011, in linea con i recenti orientamenti della Corte Costituzionale.
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Buoni Postali Prescritti: l’Intermediario non è Responsabile
La Corte di Cassazione esclude la responsabilità dell'intermediario per i buoni postali caduti in prescrizione. Due risparmiatori avevano chiesto un risarcimento, sostenendo che la mancata consegna del Foglio Informativo Analitico (FIA) avesse impedito loro di conoscere la data di scadenza. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la pubblicazione dei decreti ministeriali sulla Gazzetta Ufficiale è sufficiente a rendere note tutte le condizioni dei buoni, inclusa la scadenza. Grava quindi sul risparmiatore l'onere di informarsi. Di conseguenza, la mancata consegna del FIA non genera un diritto al risarcimento, negando così la responsabilità dell'intermediario per i buoni postali prescritti.
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Buoni Postali: Niente Risarcimento per Mancata Consegna FIA
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento a due risparmiatori che avevano perso il diritto al rimborso di un buono fruttifero postale perché prescritto. I risparmiatori accusavano l'intermediario di non aver consegnato il Foglio Informativo Analitico (FIA) contenente la data di scadenza. La Corte ha stabilito che la pubblicazione dei decreti ministeriali sulla Gazzetta Ufficiale è una fonte di conoscenza sufficiente e prevalente. Di conseguenza, non sussiste un nesso di causalità tra l'omissione e il danno. La richiesta di risarcimento danno per mancata consegna del Foglio Informativo è stata quindi respinta, attribuendo al risparmiatore un onere di diligenza nell'informarsi.
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Buoni Postali: Niente Risarcimento per il Foglio Informativo Mancante
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità per mancata consegna del foglio informativo da parte dell'intermediario finanziario nel caso di buoni postali fruttiferi caduti in prescrizione. Due risparmiatori avevano chiesto il risarcimento del capitale perso, sostenendo che l'omessa consegna del documento avesse impedito loro di conoscere la data di scadenza. La Corte ha stabilito che la disciplina dei buoni, incluse scadenza e prescrizione, è contenuta nei decreti ministeriali pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione rende le norme legalmente conoscibili da tutti, facendo ricadere sul risparmiatore l'onere di informarsi. Di conseguenza, l'intermediario non è tenuto a risarcire il danno, poiché la perdita del diritto è imputabile all'inerzia del titolare.
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Prescrizione contributi INPS: l’accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'avviso di accertamento notificato dall'Agenzia delle Entrate ha efficacia interruttiva sulla **Prescrizione contributi INPS**. Nel caso di un professionista non iscritto alla cassa di categoria, il termine di prescrizione per i contributi dovuti alla Gestione Separata viene resettato dalla notifica dell'atto tributario. Questo accade perché il presupposto del debito (il reddito prodotto) è comune sia al rapporto fiscale che a quello previdenziale, rendendo l'atto di accertamento idoneo a manifestare la volontà del creditore di esigere quanto dovuto.
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Prescrizione contributi: calcolo del termine iniziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi per gli iscritti alla Gestione Separata INPS non inizia a decorrere dalla scadenza ordinaria se interviene un differimento dei termini di pagamento. Nel caso analizzato, relativo all'anno 2009, il termine iniziale è stato spostato al 6 luglio 2010 per effetto di un D.P.C.M., rendendo valida la richiesta dell'ente notificata entro i cinque anni da tale nuova data. La Corte ha chiarito che l'individuazione del termine iniziale è un passaggio logico preliminare e assorbente rispetto alla valutazione di eventuali sospensioni per occultamento doloso del debito.
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Buoni fruttiferi postali e prescrizione: le regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei buoni fruttiferi postali decorre dalla scadenza indicata nei decreti ministeriali, indipendentemente dalla consegna del foglio informativo. Poiché i decreti sono pubblicati in Gazzetta Ufficiale, sussiste una presunzione di conoscenza per il risparmiatore. La condotta colposa dell'intermediario non sospende i termini di prescrizione, escludendo quindi il diritto al risarcimento del danno per il mancato incasso del titolo scaduto.
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Prescrizione buoni fruttiferi: guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione buoni fruttiferi decorre oggettivamente dalla data di scadenza del titolo. La mancata consegna del foglio informativo analitico al risparmiatore non impedisce l'inizio del termine di prescrizione, poiché le condizioni del contratto sono integrate dai decreti ministeriali pubblicati in Gazzetta Ufficiale, assistiti da presunzione di conoscenza legale.
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Buoni postali fruttiferi: guida a prescrizione e danni
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un risparmiatore che richiedeva il rimborso di buoni postali fruttiferi oltre i termini di legge. La richiesta di risarcimento per la presunta mancata consegna del foglio informativo è stata respinta, poiché la scadenza dei titoli è conoscibile tramite la Gazzetta Ufficiale e l'inerzia del titolare porta alla prescrizione del diritto.
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Compensazione spese legali: limiti e nuove regole
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che disponeva la compensazione spese legali nonostante un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Il caso riguardava contributi previdenziali dichiarati prescritti, dove il giudice di merito aveva evitato di condannare l'ente soccombente alle spese invocando una generica complessità della materia, motivazione ritenuta illogica dalla Suprema Corte.
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Buoni Fruttiferi Postali: regole sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata consegna del foglio informativo relativo ai Buoni Fruttiferi Postali non giustifica automaticamente un risarcimento se il diritto al rimborso è caduto in prescrizione. Poiché le condizioni dei titoli sono pubblicate in Gazzetta Ufficiale, vige una presunzione di conoscenza che esclude il nesso di causalità tra l'omissione informativa e il danno subito dal risparmiatore, a meno che non venga provato il dolo dell'emittente nell'occultare il debito.
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Prescrizione buoni postali: il calcolo del termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione buoni postali inizia a decorrere dalla data esatta di scadenza del titolo e non dal termine dell'anno solare. La sentenza precisa inoltre che eventuali carenze informative da parte dell'intermediario, come la mancata consegna del foglio analitico, non sospendono il termine decennale, trattandosi di impedimenti di mero fatto che non bloccano l'inerzia del titolare.
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Occultamento doloso debito e quadro RR: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale non viene sospeso se l'ente non fornisce prove concrete dell'intento fraudolento del contribuente. Il debito è stato quindi dichiarato prescritto.
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Prescrizione mediazione: occultamento e prova
In un caso di provvigione per mediazione, la Cassazione ha chiarito la distinzione tra semplice omissione e occultamento doloso ai fini della sospensione della prescrizione. La Corte ha stabilito che la condotta fraudolenta di una parte, come l'acquirente che nega la conclusione dell'affare, sospende la prescrizione solo nei suoi confronti e non si estende automaticamente al venditore, la cui posizione è autonoma. La prova di tale condotta richiede una valutazione rigorosa e non può basarsi su dichiarazioni con valenza confessoria rese da una parte circa il comportamento di un'altra.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile?
Un professionista ha presentato ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto revocazione in merito alla data di iscrizione alla gestione previdenziale e alla presentazione di una dichiarazione dei redditi, elementi decisivi per una questione di prescrizione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che gli errori lamentati non costituivano un errore di fatto (una falsa percezione degli atti processuali), bensì un errore di giudizio. L'ordinanza impugnata, infatti, si era limitata a riportare correttamente i fatti così come accertati dalla sentenza d'appello, rendendo impossibile configurare un errore percettivo della Cassazione stessa.
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Inquadramento superiore: la responsabilità è decisiva
Un autista soccorritore ha richiesto un inquadramento superiore, ma la Cassazione ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che, per ottenere una qualifica più alta, non basta svolgere mansioni complesse, ma è necessario dimostrare di avere una 'responsabilità sui risultati', elemento che il lavoratore non ha provato.
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Pensione estera e cumulo: il dolo blocca la prescrizione
Un pensionato omette di dichiarare all'INPS di aver lavorato all'estero, creando una sovrapposizione contributiva. La Cassazione conferma il diritto dell'INPS al recupero delle somme indebitamente versate, stabilendo che la dichiarazione mendace integra il dolo, impedendo la prescrizione del credito e rendendo legittimo il ricalcolo della pensione e la richiesta di restituzione.
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