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Art. 2941 Codice Civile — Anno 2026

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83 provvedimenti

Altri anni per Art. 2941 Codice Civile

Prescrizione contributi Gestione separata: INPS vince la proroga
Un professionista ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS relativo ai contributi per l'anno 2009, eccependo la prescrizione quinquennale. La Corte d'appello ha accolto la sua tesi, ritenendo che il termine scadesse il 16 giugno 2010 e che la notifica del 30 giugno 2015 fosse tardiva. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la proroga al 6 luglio 2010 prevista dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010 si applica anche ai contribuenti in regime dei minimi. Di conseguenza, la Prescrizione contributi Gestione separata decorre dal 6 luglio 2010 e la notifica del 30 giugno 2015 ha interrotto validamente il termine. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Doloso occultamento del debito contributivo: niente prescrizione
Un agricoltore ha impugnato l'avviso di addebito dell'INPS per contributi previdenziali non versati dal 2009 al 2015. L'interessato sosteneva che il credito relativo al 2009 fosse ormai prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'omessa comunicazione dell'inizio dell'attività autonoma e della titolarità dei terreni costituisce un doloso occultamento del debito contributivo. Tale comportamento fraudolento ha sospeso il decorso della prescrizione quinquennale fino al momento in cui l'agricoltore ha finalmente richiesto l'iscrizione all'ente previdenziale nel 2015. Di conseguenza, l'INPS ha legittimamente richiesto il pagamento dell'intero periodo, in quanto la prescrizione ha iniziato a decorrere solo dalla data della tardiva autodenuncia.
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Gestione separata INPS: stop ai recuperi automatici dell’ente
Un avvocato ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi alla Gestione separata INPS. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'omessa compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro RR e l'occultamento doloso del debito. Per sospendere la prescrizione serve un comportamento intenzionale volto a nascondere l'obbligazione, non superabile con i normali controlli. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso del professionista sul punto della prescrizione, rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione separata: no al dolo automatico
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi omessi per l'anno 2011. La Corte d'Appello ha ritenuto che il termine di prescrizione fosse sospeso a causa della mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi, qualificando tale omissione come occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della professionista, stabilendo che la mancata compilazione del quadro RR non comporta un automatismo nella sospensione del termine. Per configurare l'occultamento doloso, è necessario un comportamento intenzionale volto a nascondere il debito, rendendo impossibile l'accertamento. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del caso. La decisione chiarisce un aspetto fondamentale sulla prescrizione contributi Gestione separata.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
Una professionista ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi relativi all'anno 2011, eccependo la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte d'Appello ha ritenuto che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che non esiste alcun automatismo tra l'omessa compilazione del quadro RR e l'intenzione di nascondere il debito. Per configurare la sospensione della prescrizione occorre un comportamento intenzionale volto a impedire l'accertamento del credito, non superabile con i normali controlli. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Sanzioni Gestione separata INPS: la Cassazione salva gli avvocati
Un avvocato ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi nel 2010 alla Gestione separata. I giudici di merito hanno confermato l'obbligo di iscrizione e rigettato la prescrizione. La Corte di Cassazione, applicando una storica sentenza della Corte Costituzionale, ha accolto parzialmente il ricorso del professionista. Sebbene l'obbligo di versare i contributi rimanga valido, l'avvocato non deve pagare le sanzioni civili. La Corte Costituzionale ha infatti annullato la norma che imponeva le sanzioni ai professionisti sotto soglia di reddito prima del 2011. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la decisione sulle sanzioni, stabilendo che per il 2010 non sono dovute sanzioni Gestione separata INPS.
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Sospensione prescrizione contributi: no al dolo automatico
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un lavoratore autonomo contro l'INPS, stabilendo che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta l'automatico occultamento doloso del debito. Di conseguenza, non scatta la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata. Per bloccare la prescrizione, l'ente previdenziale deve dimostrare un comportamento intenzionalmente diretto a nascondere il debito, tale da rendere impossibile l'accertamento. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva ritenuto prescritti i termini a favore dell'ente sulla base di un mero automatismo, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: il rinvio salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per l'anno 2009 tramite un avviso di addebito notificato nel 2017. Il contribuente ha eccepito la prescrizione del debito. La Corte d'Appello ha accolto l'eccezione, calcolando il termine di cinque anni dalla scadenza originaria del pagamento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che la Prescrizione contributi Gestione Separata inizia a decorrere solo dalla scadenza effettiva, tenendo conto del differimento dei termini di pagamento disposto dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010 (spostato al 6 luglio 2010). Di conseguenza, l'atto interruttivo inviato dall'INPS il 30 giugno 2015 è tempestivo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a un lavoratore autonomo il pagamento dei contributi per l'anno 2010 tramite iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata. Il contribuente ha eccepito la prescrizione contributi previdenziali, sostenendo che il termine quinquennale fosse decorso dal 16 giugno 2011 e che la richiesta dell'ente, giunta il 4 luglio 2016, fosse tardiva. La Corte d'Appello ha accolto questa tesi. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza del pagamento al 6 luglio 2011 per i soggetti interessati dagli studi di settore. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali ha iniziato a decorrere da questa seconda data, rendendo tempestiva la richiesta dell'INPS. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
Un professionista ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi relativi alla Gestione Separata. La Corte d'appello aveva ritenuto non operante la prescrizione contributi previdenziali, ritenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo così i termini. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore autonomo, stabilendo che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro RR e l'intenzione di nascondere il debito. Il giudice di merito deve accertare in concreto la reale volontà di occultamento del contribuente, senza basarsi su semplici congetture. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è dolo
Un professionista ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi omessi relativi all'anno 2011, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte d'Appello aveva respinto l'eccezione, ritenendo che la mancata compilazione del quadro RR costituisse un doloso occultamento del debito idoneo a sospendere i termini. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore autonomo. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del termine di pagamento e che l'omessa compilazione del quadro RR non comporta alcun automatismo di occultamento doloso. Di conseguenza, la richiesta di pagamento, giunta oltre i cinque anni, è tardiva e il debito è estinto.
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Prescrizione contributi INPS: la proroga che salva l’ente
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi previdenziali dovuti da un libero professionista per l'anno 2008. La Corte ha stabilito che la prescrizione contributi INPS per gli iscritti alla Gestione Separata inizia a decorrere solo dalla scadenza del termine di pagamento, comprensivo di eventuali proroghe o differimenti disposti per legge o tramite decreti governativi (D.P.C.M.). Nel caso di specie, il termine era stato differito al 6 luglio 2009 per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Questo rinvio si applica oggettivamente a tutti i professionisti che svolgono un'attività per la quale sono previsti tali studi, indipendentemente dalla loro concreta situazione fiscale. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Indennità di esclusività: prescrizione contro ritardi della ASL
Un dirigente medico ha chiesto il pagamento degli arretrati relativi alla maggiorazione dell'indennità di esclusività a partire dal 2011, anno in cui aveva maturato i requisiti di anzianità. L'Azienda Sanitaria ha eccepito la prescrizione quinquennale per il periodo precedente al 2013, poiché la valutazione professionale obbligatoria era stata effettuata solo nel 2016. La Corte d'Appello ha respinto la domanda del medico, ritenendo che il ritardo nella valutazione fosse un mero ostacolo di fatto. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici su questa complessa questione riguardante la decorrenza della prescrizione nei casi in cui il diritto economico dipenda da una verifica del datore di lavoro, ha disposto il rinvio della causa in pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
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Prescrizione dell’indennizzo: la burocrazia non ferma i termini
Un cittadino, in qualità di erede, ha richiesto la revisione della stima per l'indennizzo di un'azienda agricola nazionalizzata in Somalia nel 1975. Il Ministero dell'Economia ha eccepito la prescrizione decennale del diritto. Il cittadino sosteneva che la pendenza del procedimento amministrativo di liquidazione avesse sospeso il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la pendenza di una procedura amministrativa non sospende né interrompe la prescrizione dell'indennizzo. Le cause di sospensione previste dal codice civile sono tassative e non possono essere estese. Di conseguenza, il diritto si è estinto per il mancato compimento di atti interruttivi entro i dieci anni dall'entrata in vigore della legge speciale.
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Rottamazione quater: stop alla causa contro l’Inps sui contributi
Un libero professionista impugnava la richiesta di pagamento dell'Inps per contributi previdenziali arretrati, eccependo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte d'Appello respingeva l'eccezione, ritenendo che l'omessa compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. Il professionista proponeva ricorso in Cassazione ma, nelle more del giudizio, aderiva alla rottamazione quater provvedendo al pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte, verificata la regolarità dei versamenti e l'applicazione delle norme sulla definizione agevolata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese del processo estinto restano a carico di chi le ha anticipate.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: l’errore non è dolo
Il Contribuente ha contestato la richiesta di pagamento dell'INPS per contributi previdenziali del 2012, eccependo l'avvenuta prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno chiarito che la prescrizione quinquennale decorre dalla scadenza del termine di pagamento e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, la semplice mancata compilazione del quadro RR non fa scattare in automatico l'occultamento doloso. Di conseguenza, il debito dell'INPS è prescritto e la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Contributi Gestione separata: sanzioni cancellate ai professionisti
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei Contributi Gestione separata a diversi professionisti (architetti e ingegneri) iscritti ai rispettivi albi ma non alla cassa professionale autonoma. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione sussiste per chi svolge attività abituale senza versare il contributo soggettivo alla propria cassa. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso di una professionista poiché il giudice d'appello ha omesso di pronunciarsi sulla prescrizione del debito. Inoltre, applicando una recente decisione della Corte Costituzionale, la Cassazione ha esonerato i professionisti dalle sanzioni civili per il periodo precedente al 6 luglio 2011. Infine, ha dichiarato estinto il processo per un lavoratore che ha aderito alla definizione agevolata.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS vince la causa
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite un avviso notificato il 1° luglio 2015. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse scaduto il 16 giugno 2015. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la proroga dei termini di versamento al 6 luglio 2010, prevista dal D.P.C.M. 10 giugno 2010, si applica oggettivamente a tutti i contribuenti che esercitano attività per cui sono previsti gli studi di settore, anche se aderenti al regime dei minimi. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS è tempestiva e la prescrizione contributi Gestione Separata non si è verificata.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: il DPCM sposta tutto
Un libero professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per contributi del 2009, ritenendola tardiva. L'Ente sostiene che un DPCM aveva posticipato la scadenza del versamento e, di conseguenza, anche l'inizio del termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo che la proroga del termine di pagamento disposta da un DPCM sposta anche la decorrenza della **prescrizione contributi Gestione Separata**. La richiesta di pagamento, avvenuta entro i cinque anni dalla nuova scadenza, è quindi legittima.
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Modifica domanda ammissione al passivo: la Cassazione dice no
Una società, creditrice verso un'azienda fallita per l'occupazione abusiva di un immobile, ha tentato di modificare la sua domanda di insinuazione al passivo. Inizialmente aveva chiesto di essere ammessa come creditore semplice (chirografario), ma in seguito ha cercato di ottenere la priorità di pagamento (prededuzione). La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale: la **modifica della domanda di ammissione al passivo** non è consentita dopo la sua presentazione. Una volta depositata, la domanda è immutabile nei suoi elementi essenziali, come la natura del credito. La richiesta di prededuzione deve essere fatta fin dall'inizio e non può essere aggiunta in un secondo momento.
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