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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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286 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata corresponsione di un compenso durante la specializzazione tra il 1982 e il 1994. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione risarcimento medici, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive UE sulla retribuzione durante la specializzazione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali inferiori, stabilendo che il diritto al risarcimento era estinto. La Corte ha affermato che il termine di prescrizione decennale per la prescrizione del risarcimento dei medici è iniziato il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999.
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Conguagli regolatori: Cassazione attende le Sezioni Unite
Un utente ha contestato una fattura per conguagli regolatori relativi a consumi idrici di anni precedenti. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, annullando la richiesta per prescrizione e illegittimità della pretesa retroattiva. La società di gestione ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla materia, ha sospeso la decisione in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni ex specializzandi per il risarcimento danni da tardivo recepimento di direttive UE. Al centro della controversia la prescrizione per medici specializzandi, il cui termine decennale, secondo la consolidata giurisprudenza, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/99. La Corte ha ribadito che tale legge ha reso definitivo e conoscibile l'inadempimento dello Stato, respingendo le argomentazioni dei ricorrenti come insufficienti a modificare tale orientamento.
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Responsabilità professionale avvocato: la prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce il momento da cui decorre la prescrizione per l'azione di responsabilità professionale avvocato. La Corte ha stabilito che il termine decennale non parte dalla sentenza definitiva che accerta il danno, ma dal momento in cui il cliente, usando l'ordinaria diligenza, ha la percezione oggettiva dell'inadempimento e del potenziale danno, come nel caso in cui debba avviare una nuova azione legale per rimediare all'errore del precedente legale.
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Remunerazione medici: Cassazione e prescrizione
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1981 e il 1991, in violazione delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione decennale per la richiesta di remunerazione medici specializzandi è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999. La Corte ha ribadito che tale data ha fornito la certezza giuridica necessaria per agire, condannando inoltre i ricorrenti per lite temeraria.
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Prescrizione risarcimento danni: quando decorre?
Un cittadino chiedeva il risarcimento dei danni al Ministero e a due militari per una multa ritenuta ingiusta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito sulla base della prescrizione del diritto. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione risarcimento danni: il termine per agire inizia a decorrere dal momento in cui si verifica il fatto illecito (la contestazione della violazione), e non da quando si concludono eventuali procedimenti amministrativi o penali correlati. Il ricorso è stato respinto anche per l'inammissibilità degli altri motivi.
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Prescrizione risarcimento reato: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16132/2025, affronta il tema della prescrizione del risarcimento del danno derivante da reato. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento da parte dei familiari di una vittima di un'alluvione. La Corte ha stabilito che, se il danneggiato non si costituisce parte civile nel processo penale, il termine di prescrizione per l'azione civile decorre dalla data del fatto illecito e non dalla data in cui la sentenza penale diventa irrevocabile. Di conseguenza, l'azione dei danneggiati è stata dichiarata prescritta.
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Azione revocatoria: prescrizione e prova del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17477/2025, si è pronunciata su un caso di azione revocatoria promossa da un'agenzia di riscossione. La Corte ha confermato principi chiave: la prescrizione quinquennale decorre dalla trascrizione dell'atto e non dalla sua stipula. Ha inoltre ribadito che l'interruzione della prescrizione si perfeziona con la consegna dell'atto di citazione all'ufficiale giudiziario. Infine, ha specificato che il credito tributario si considera sorto al momento del verificarsi del presupposto d'imposta, non con l'accertamento successivo, respingendo le difese dei debitori.
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Prescrizione medici: 5 anni per tardiva attuazione UE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16122/2025, ha stabilito che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della tardiva attuazione di direttive europee, è soggetto alla prescrizione di cinque anni a partire dal 1° gennaio 2012, data di entrata in vigore della L. 183/2011. Questa legge ha ridotto il precedente termine decennale. La Corte ha applicato il principio secondo cui la nuova legge si applica ai termini in corso, calcolando il nuovo termine dalla sua entrata in vigore. Di conseguenza, il ricorso di un medico, sebbene basato su un diritto sorto in precedenza, è stato respinto perché l'azione legale è stata intrapresa dopo la scadenza del nuovo termine quinquennale.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato il suo orientamento consolidato in materia di prescrizione per i medici specializzandi. Il diritto al risarcimento del danno per la mancata attuazione di direttive europee sull'adeguata retribuzione si prescrive in dieci anni a partire dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso di un medico, ribadendo che la questione è stata risolta da tempo e che non sussistono elementi per modificare la giurisprudenza esistente. Questa decisione consolida il principio della certezza del diritto e chiude la porta a nuove azioni legali basate su questa specifica pretesa se non esercitate tempestivamente.
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Responsabilità stazione appaltante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità della stazione appaltante sussiste per i danni a terzi causati da lavori pubblici, anche se progettazione ed esecuzione sono affidate ad altri. L'ente pubblico ha un dovere inderogabile di controllo e vigilanza, specialmente in aree a rischio. La vicenda nasce dalla richiesta di risarcimento di una proprietaria per i danni al suo immobile, causati da una frana durante la costruzione di una strada. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità dell'ente, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di tale principio.
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Azione revocatoria: legame di parentela non basta
Un creditore ha agito con azione revocatoria contro le vendite immobiliari di un garante. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per gli atti a favore di familiari, il solo rapporto di parentela non è sufficiente a dimostrare la consapevolezza del terzo acquirente di arrecare un danno al creditore, soprattutto in presenza di prove contrarie come una crisi coniugale. La Corte ha quindi annullato la decisione per le vendite ai familiari, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità processuale: quando chiedere i danni?
La Cassazione chiarisce che i danni da lite temeraria rientrano nella responsabilità processuale aggravata (art. 96 c.p.c.) e vanno chiesti nello stesso giudizio. L'azione separata è inammissibile. La Corte si pronuncia anche sulla responsabilità del custode e sulla condanna alle spese per gli eredi con beneficio d'inventario.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione del diritto al risarcimento per un gruppo di medici specializzandi che non avevano ricevuto un'adeguata remunerazione durante la loro formazione, a causa della tardiva attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. Di conseguenza, le azioni legali intraprese nel 2014 sono state ritenute tardive. I ricorrenti sono stati anche condannati per abuso dello strumento processuale per aver insistito su una questione giuridica ormai risolta da tempo.
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Risarcimento medici: la Cassazione sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1980 e il 1994. L'ordinanza conferma il principio consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale per il diritto al risarcimento dei medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, rendendo le azioni successive tardive e quindi estinte.
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Domanda nuova in locazione: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti alla modifica delle pretese in un contenzioso locatizio. In un caso complesso, un conduttore ha tentato di cambiare la base fattuale della sua richiesta di restituzione di canoni maggiorati, introducendo tardivamente contratti più vecchi. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che tale modifica costituisce una 'domanda nuova' inammissibile. La decisione sottolinea che il potere del giudice di rilevare d'ufficio la nullità non può superare il principio della domanda e basarsi su fatti non ritualmente introdotti nel processo.
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Prescrizione diritto di rivalsa: da quando decorre?
La Corte di Cassazione chiarisce il termine di decorrenza della prescrizione del diritto di rivalsa per le spese di condono edilizio. Il caso riguarda un soggetto che, dopo aver eseguito opere abusive su un immobile non di sua proprietà, ne aveva pagato l'oblazione per la sanatoria. I suoi eredi, anni dopo, hanno agito contro i proprietari per il rimborso. La Corte ha stabilito che il termine decennale di prescrizione decorre dal momento del pagamento e non dal successivo rilascio del permesso in sanatoria, respingendo il ricorso in quanto il diritto era ormai prescritto.
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Prescrizione risarcimento danni: decorrenza e prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di risparmiatori contro un'autorità di vigilanza, confermando l'estinzione del diritto per prescrizione. La sentenza ribadisce che il termine per la prescrizione del risarcimento danni decorre da quando il danneggiato, con ordinaria diligenza, può conoscere il danno e la sua causa, non dalla data in cui ne ha prova documentale. Inoltre, spetta sempre al creditore dimostrare l'avvenuta interruzione della prescrizione.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le S.U.
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso riguardante la legittimità dei conguagli regolatori richiesti da una società di servizi idrici. A seguito del ricorso della società contro la sentenza di merito, che aveva dato ragione agli utenti annullando le bollette retroattive, la Corte ha rilevato la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite. Pertanto, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite per garantire un'interpretazione uniforme della legge in materia di conguagli regolatori.
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