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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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80 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione contratto preliminare: decorrenza e obblighi
La Corte di Cassazione chiarisce la decorrenza della prescrizione del contratto preliminare. La mancata consegna di documenti da parte del venditore è un'obbligazione, non una condizione sospensiva che posticipa l'inizio del termine decennale per agire in giudizio. La sentenza sottolinea che il promissario acquirente deve attivarsi per tutelare i propri diritti entro dieci anni dalla stipula del preliminare, altrimenti il diritto all'esecuzione specifica del contratto si estingue.
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Risarcimento danno permanente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce i termini di prescrizione per il risarcimento danno permanente a un immobile. In un caso di infiltrazioni, ha stabilito che la richiesta di risarcimento economico si prescrive 'giorno per giorno' per i danni via via prodotti, a differenza della richiesta di eliminazione della causa del danno. Inoltre, ha ribadito che il giudice non può concedere un risarcimento per un tipo di danno (danno alla coltivazione) mai richiesto dalla parte attrice, cassando la sentenza precedente per violazione del principio del 'chiesto e pronunciato'.
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Danno da deterioramento: non coperto da penale per ritardo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16345/2024, ha chiarito che il danno da deterioramento di un bene è distinto e autonomo rispetto al danno da ritardo nella consegna. Di conseguenza, una clausola penale che sanziona il ritardo non copre anche il deterioramento. Inoltre, una precedente sentenza sul ritardo non preclude un'azione successiva per il risarcimento del danno da deterioramento, il cui termine di prescrizione decorre dal momento in cui l'acquirente, presa in consegna l'azienda, può effettivamente constatare il degrado.
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Vizi costruzione immobile: notifica e responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna di due società per gravi vizi di costruzione in un immobile. La sentenza chiarisce che un errore nel nome della società in una notifica non la invalida se il destinatario è comunque identificabile. Inoltre, la società che acquista un edificio al rustico e lo completa per poi venderlo, assume la responsabilità per tutti i difetti, anche quelli preesistenti. Rigettati quindi i ricorsi delle società costruttrici basati su presunti vizi procedurali e sull'errata attribuzione di responsabilità.
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Deposito veicoli abbandonati: chi paga i costi?
Una società che gestisce un deposito di veicoli abbandonati ha citato in giudizio un'amministrazione provinciale per ottenere il pagamento dei costi di giacenza prolungata di alcuni veicoli. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il compito del custode non è la mera custodia, ma la demolizione del veicolo entro 60 giorni. Di conseguenza, il diritto al compenso e la relativa prescrizione decorrono da tale termine, escludendo il diritto a un risarcimento per l'inerzia successiva.
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Prescrizione provvigioni agente: quando è decennale?
Un agente ha citato in giudizio la sua compagnia preponente per il mancato pagamento di provvigioni indirette e dell'indennità di risoluzione. Le corti di merito avevano respinto le richieste applicando la prescrizione breve di cinque anni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che sia la richiesta di risarcimento per la violazione del patto di esclusiva, sia il credito per l'indennità di risoluzione, sono soggette alla prescrizione ordinaria di dieci anni. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione delle provvigioni dell'agente in caso di inadempimento contrattuale del preponente.
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Prescrizione arricchimento senza causa: la Cassazione
Un professionista ha citato in giudizio un Comune per ottenere un indennizzo per arricchimento senza causa relativo a un progetto di urbanizzazione. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso e dichiarando la prescrizione del diritto. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione per l'arricchimento senza causa decorre da quando la Pubblica Amministrazione utilizza l'opera, non dalla successiva stipula del contratto d'appalto. Inoltre, un'azione contrattuale non interrompe la prescrizione per quella di arricchimento.
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Prescrizione garanzia vizi: basta la lettera?
Un'azienda cartaria acquista un macchinario industriale che presenta difetti. Il fornitore eccepisce la prescrizione annuale della garanzia. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che per interrompere la prescrizione per garanzia vizi non è necessario un atto giudiziario, ma è sufficiente una comunicazione stragiudiziale, come una lettera di messa in mora, purché chiara e formale. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio fondamentale.
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Vendita aliud pro alio: quando si applica?
Una società costruttrice acquista un terreno per un progetto turistico, ma scopre che la sua edificabilità è parziale e le concessioni sono irregolari. La Corte di Cassazione ha stabilito che non si tratta di vendita aliud pro alio, ma di mancanza di qualità essenziali, applicando quindi il breve termine di prescrizione di un anno dalla consegna. La domanda dell'acquirente è stata respinta. È stata invece accolta la domanda riconvenzionale dei venditori per l'inadempimento della società costruttrice a un collegato contratto di appalto.
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Prescrizione appalto: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione appalto in caso di mancata ultimazione dei lavori. Un committente ha citato in giudizio l'appaltatore per inadempimento contrattuale ben oltre dieci anni dalla data pattuita per la fine dei lavori. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decennale decorre dalla data fissata in contratto per l'ultimazione dell'opera, e non da un verbale di consegna mai redatto. L'azione legale, promossa a quasi quindici anni dalla scadenza, è stata quindi dichiarata prescritta.
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Etichettatura carni pollame: chi è responsabile?
Un consorzio è stato sanzionato per una presunta violazione delle norme sull'etichettatura carni di pollame. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, chiarendo che per essere ritenuta responsabile, un'organizzazione non deve solo essere titolare del disciplinare di produzione, ma deve essere provata anche la sua concreta responsabilità nella tracciabilità del prodotto lungo l'intera filiera. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione dei fatti.
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Prescrizione credito professionale: quando decorre?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi per un'attività svolta in un giudizio amministrativo, ma il cliente ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha chiarito che la prescrizione del credito professionale non decorre dalla scadenza del termine di inattività processuale, ma dal momento in cui il giudice dichiara formalmente l'estinzione del processo con un decreto. Fino a quel momento, il rapporto professionale non può considerarsi concluso.
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Usucapione P.A.: sì all’acquisto senza esproprio
Un comune ha occupato un terreno privato negli anni '60 a seguito di una trattativa privata, realizzando un'opera pubblica senza un formale esproprio. La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisto della proprietà da parte dell'ente per usucapione. La Corte ha specificato che quando la Pubblica Amministrazione agisce come un soggetto privato (iure privatorum) e non esercitando poteri autoritativi, si applicano le normali regole sull'usucapione P.A., con il termine che decorre dall'inizio del possesso e non da successive leggi in materia di espropriazione.
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Prescrizione e rescissione: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione e rescissione contrattuale. In un caso di compravendita immobiliare, la Corte ha stabilito che il diritto a richiedere la restituzione del prezzo pagato sorge solo dopo che la sentenza di rescissione del contratto è passata in giudicato. Pertanto, il termine di prescrizione decennale inizia a decorrere da quel momento e non dalla data del pagamento. La Corte ha ritenuto inammissibile l'argomento basato su una precedente condanna penale, poiché non era stato introdotto correttamente nel giudizio di merito.
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Quietanza di pagamento: non è prova contro il fallimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7050/2024, ha stabilito che la quietanza di pagamento contenuta in un atto di compravendita non è opponibile al fallimento della società venditrice, che agisce come terzo. L'acquirente, che non ha fornito altre prove del versamento, è stato condannato a pagare il saldo. La Corte ha inoltre chiarito che la prescrizione del credito per il saldo del prezzo decorre dalla data di scadenza pattuita per il pagamento, non dalla data di stipula del contratto.
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Responsabilità appaltatore: quando risponde dei vizi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5934/2024, chiarisce i confini della responsabilità appaltatore in un contratto di costruzione. Il caso riguarda una committente che ha citato in giudizio sia l'impresa edile sia il progettista per gravi difetti emersi durante i lavori di demolizione e ricostruzione. La Corte ha stabilito che l'appaltatore è responsabile non solo per i vizi di esecuzione, ma anche per non aver rilevato e segnalato gli errori presenti nel progetto. Se l'opera non viene completata, si applicano le norme generali sull'inadempimento contrattuale e non quelle specifiche sulla garanzia per i vizi. Infine, il giudice può compensare d'ufficio il credito dell'appaltatore per i lavori svolti con il debito per il risarcimento dei danni causati alla committente.
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Oggetto del contratto: quando è valido il preliminare?
Un promissario acquirente ha richiesto la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo il contratto per indeterminatezza dell'oggetto, in quanto l'immobile non era descritto con dati catastali. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'oggetto del contratto, anche se non completamente descritto, era comunque determinabile "per relationem", ossia tramite il riferimento esplicito a un altro documento (nella fattispecie, una dichiarazione di successione), rendendo così il contratto valido. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Obbligo sanatoria venditore: i doveri post-vendita
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un venditore a rimborsare i costi per una sanatoria edilizia non completata. La sentenza stabilisce che l'obbligo sanatoria venditore, assunto nel rogito tramite un procuratore, è valido e vincolante. Viene inoltre chiarito che la prescrizione per tale inadempimento decorre non dalla data della vendita, ma dal momento in cui l'acquirente ha avuto notizia certa della mancata regolarizzazione da parte del Comune.
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Apparecchi da intrattenimento: i controlli nazionali
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un gestore di un bar sanzionato per l'utilizzo di apparecchi da intrattenimento non conformi. L'ordinanza chiarisce che le normative tecniche nazionali, come l'obbligo di un codice identificativo, sono legittime e non contrastano con la Direttiva Servizi europea, in quanto giustificate da motivi di interesse generale quali la tutela dei consumatori e l'ordine pubblico. La Corte ha inoltre qualificato la violazione come illecito permanente, la cui prescrizione decorre solo dalla cessazione della condotta. Di conseguenza, sia il ricorso principale del gestore che quello incidentale dell'Agenzia competente sono stati respinti.
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Prescrizione eredità e testamento falso
Il caso riguarda la prescrizione eredità del diritto di un istituto benefico di accettare un lascito testamentario. L'accettazione è stata impedita dalla comparsa di un testamento successivo, poi risultato falso, a favore del fratello del defunto. La Cassazione ha chiarito che il termine decennale di prescrizione, pur partendo dall'apertura della successione, resta sospeso per tutto il periodo in cui il testamento falso costituisce un impedimento giuridico all'accettazione, riprendendo a decorrere solo dal passaggio in giudicato della sentenza che ne accerta la falsità. In questo caso, il diritto si è comunque prescritto.
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