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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2025

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380 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Illecito permanente: la Cassazione sul risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interclusione di un fondo, causata dalla costruzione di un'opera pubblica, costituisce un illecito permanente e non un illecito istantaneo con effetti permanenti. Questa qualificazione è fondamentale per il calcolo della prescrizione del diritto al risarcimento del danno. A differenza dell'illecito istantaneo, dove il termine di prescrizione decorre dalla prima manifestazione del danno, nell'illecito permanente il diritto al risarcimento sorge continuamente finché perdura la condotta lesiva. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento non era prescritta, ma limitata ai danni subiti nei cinque anni precedenti l'azione legale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva erroneamente dichiarato estinto il diritto degli attori, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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Notificazione del ricorso: la Cassazione ordina rinnovo
Una società in liquidazione, ex sostituto d'imposta, viene citata in giudizio dai suoi ex dipendenti per la restituzione di ritenute fiscali indebitamente versate e successivamente rimborsate dall'erario alla società stessa. La società ricorre in Cassazione eccependo, tra l'altro, la prescrizione del diritto. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, rileva d'ufficio alcuni vizi nella notifica dell'atto di appello a diverse parti del processo. Con ordinanza interlocutoria, sospende il giudizio e ordina alla società ricorrente di procedere a una nuova e corretta notificazione del ricorso entro il termine perentorio di sessanta giorni.
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Responsabilità solidale appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità solidale appalto, confermando che il termine biennale di decadenza per agire contro il committente può essere interrotto da una semplice richiesta stragiudiziale. L'ordinanza chiarisce che il diritto del lavoratore verso il committente non è autonomo, ma soggiace allo stesso regime di prescrizione applicabile al datore di lavoro diretto, con decorrenza dalla fine del rapporto. Il ricorso del committente è stato rigettato.
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Divisore orario e discriminazione part-time: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società concessionaria autostradale per aver applicato un divisore orario meno favorevole a un lavoratore part-time turnista rispetto ai colleghi a tempo pieno. La sentenza ribadisce il fondamentale principio di non discriminazione part-time, secondo cui la retribuzione oraria deve essere calcolata in modo equo, indipendentemente dall'orario ridotto. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso dell'azienda, inclusa l'eccezione di prescrizione, affermando che il termine decorre dalla fine del rapporto di lavoro.
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Ritenute fiscali: a chi spetta il rimborso?
Una società editrice ha applicato un condono fiscale, previsto per le zone colpite da un sisma, versando solo il 10% delle ritenute fiscali operate sulle buste paga dei dipendenti. I lavoratori hanno chiesto la restituzione del restante 90%, sostenendo che tale somma fosse parte della loro retribuzione. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione, stabilendo che il datore di lavoro, in qualità di sostituto d'imposta, non può trattenere per sé somme che, pur prelevate dalla retribuzione, non sono state versate all'erario a causa del condono. Il diritto alla restituzione sorge con il perfezionamento del condono e l'azione va proposta contro il datore di lavoro davanti al giudice del lavoro.
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Procura speciale cassazione: quando il ricorso è nullo
Una società di servizi postali ha presentato ricorso in Cassazione contro una risparmiatrice per una questione relativa alla prescrizione di buoni fruttiferi. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito, ma per un vizio formale: la mancata prova dei poteri di rappresentanza di chi ha conferito la procura speciale cassazione agli avvocati. La decisione sottolinea l'importanza cruciale della corretta documentazione dei poteri rappresentativi nei giudizi di legittimità.
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Ius postulandi: quando il funzionario non può difendere
Un ex detenuto ha agito in giudizio per ottenere il pagamento per il lavoro svolto in carcere. Nei gradi di merito, la sua richiesta era stata parzialmente respinta accogliendo l'eccezione di prescrizione sollevata da un funzionario del Ministero. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il funzionario non aveva il potere di rappresentare l'amministrazione (difetto di ius postulandi), poiché il lavoro carcerario non rientra nelle controversie di pubblico impiego. Di conseguenza, l'eccezione di prescrizione è stata dichiarata invalida e il Ministero condannato al pagamento dell'intera somma.
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Prescrizione credito d’imposta: quando inizia?
La Corte di Cassazione ha confermato che il termine di prescrizione del credito d'imposta, pari a dieci anni, inizia a decorrere dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. L'ordinanza rigetta la tesi del contribuente, secondo cui il termine dovrebbe iniziare solo dopo la scadenza dei controlli automatizzati. La Corte ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata riguardo a una norma che sospendeva la prescrizione solo per le dichiarazioni presentate entro una certa data, considerandola una scelta legislativa razionale.
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Eccezione di decadenza: come impugnarla in appello
Una lavoratrice, licenziata dopo una cessione di ramo d'azienda, impugnava sia il licenziamento sia la cessione stessa. La società cedente sollevava un'eccezione di decadenza per tardiva impugnazione della cessione. La Corte di Cassazione ha chiarito che, se il giudice di primo grado rigetta implicitamente tale eccezione decidendo nel merito, la parte soccombente su quel punto deve proporre appello incidentale, non potendosi limitare a riproporre la questione in appello. La sentenza di secondo grado è stata quindi cassata.
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Prescrizione compenso avvocato: il giudice non può rilevarla
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel procedimento di liquidazione del compenso per il patrocinio a spese dello Stato, il giudice non può rilevare d'ufficio la prescrizione del credito del difensore. Tale eccezione deve essere sollevata esclusivamente dalla parte debitrice, in questo caso il Ministero della Giustizia. La Corte ha chiarito che il decreto di liquidazione ha natura giurisdizionale e non amministrativa, pertanto si applicano le regole ordinarie del codice civile, tra cui l'art. 2938 c.c., che riserva alla parte la facoltà di eccepire la prescrizione. Di conseguenza, è stata cassata la decisione del tribunale che aveva respinto l'istanza di un avvocato sulla base della prescrizione del compenso avvocato non eccepita dal Ministero.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello relativa a differenze retributive dovute a un ex dipendente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali necessari per un valido ricorso per cassazione. La decisione evidenzia in particolare il principio di autosufficienza, che impone al ricorrente di trascrivere e indicare con precisione gli atti e gli argomenti processuali su cui si fonda l'impugnazione, senza i quali il ricorso è destinato al fallimento.
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Prescrizione contributi: no a sospensione automatica
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi da parte di un professionista non comporta automaticamente la sospensione della prescrizione dei contributi. Per interrompere il decorso del tempo, l'ente deve provare il 'doloso occultamento' del debito, un onere che non può essere soddisfatto dalla sola omissione dichiarativa.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
Un professionista, architetto, veniva iscritto d'ufficio alla Gestione Separata. Inizialmente, i contributi per alcuni anni venivano dichiarati prescritti dalla Corte d'Appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per calcolare la prescrizione dei contributi alla Gestione Separata si deve tener conto delle proroghe dei termini di versamento disposte per legge. La Corte ha inoltre censurato la sentenza d'appello per non essersi pronunciata sulla richiesta di restituzione di somme avanzata dall'Ente Previdenziale.
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Retribuzione ferie: inclusione indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione durante le ferie deve includere tutte le indennità accessorie intrinsecamente collegate alle mansioni svolte. Rigettando il ricorso di una società di trasporti contro un suo dipendente, la Corte ha ribadito che la retribuzione feriale deve essere paragonabile a quella ordinaria, come previsto dalla normativa europea, e che i contratti collettivi non possono derogare a tale principio. La decisione sottolinea l'importanza della stabilità degli orientamenti giurisprudenziali per garantire la certezza del diritto.
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Retribuzione ferie: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità accessorie, come quella di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza. La decisione si fonda sul principio del diritto europeo che garantisce al lavoratore una condizione economica durante le ferie paragonabile a quella del periodo lavorativo, per non disincentivare il godimento del riposo. L'azienda è stata inoltre condannata per lite temeraria.
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Impugnazione delibera condominiale: come contestare
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per l'impugnazione della delibera condominiale. In un caso di opposizione a un decreto ingiuntivo per spese condominiali, i ricorrenti lamentavano errori contabili nel rendiconto. La Corte ha stabilito che tali vizi rendono la delibera annullabile, non nulla, e che deve essere impugnata entro 30 giorni con un'azione specifica. La semplice opposizione al decreto ingiuntivo, senza una domanda di annullamento, non è sufficiente per contestare la validità del rendiconto approvato.
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Prescrizione tributi: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione chiarisce i termini di prescrizione tributi. Con l'ordinanza n. 15281/2025, stabilisce che la prescrizione per crediti come IRPEF e IVA è decennale. Tuttavia, per la tassa automobilistica, la prescrizione rimane triennale anche se la cartella di pagamento non viene impugnata, poiché la sua definitività non converte il termine breve in quello ordinario decennale.
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Prescrizione Medici Specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il suo orientamento consolidato sulla prescrizione medici specializzandi. Il diritto al risarcimento per la mancata adeguata remunerazione durante la specializzazione si prescrive in dieci anni a partire dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Il ricorso di un gruppo di medici, che sosteneva una decorrenza successiva, è stato dichiarato inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito e condannando i ricorrenti per lite temeraria.
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Prescrizione danni: decorrenza dall’indictment
Una società ha subito danni da un'alluvione nel 1992 e ha citato in giudizio il Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta di risarcimento prescritta. La Corte ha stabilito che la prescrizione danni inizia non dalla condanna penale definitiva, ma dal momento in cui il danneggiato ha avuto la possibilità di conoscere il nesso causale, che in questo caso coincide con il rinvio a giudizio del tecnico del Ministero.
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Prescrizione risarcimento danni: quando inizia?
Una società danneggiata da un'alluvione del 1992 ha citato in giudizio il Ministero competente. La questione centrale riguarda la decorrenza della prescrizione del risarcimento danni. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che il termine di prescrizione non decorre dalla fine del processo penale, ma dal momento in cui il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere, una sufficiente conoscenza del nesso causale tra il danno e la condotta altrui. In questo caso, tale momento è stato identificato con il rinvio a giudizio del funzionario responsabile, avvenuto nel 2000, rendendo la richiesta di risarcimento del 2015 tardiva e quindi prescritta.
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