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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2025

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380 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici che si sono specializzati tra il 1984 e il 1995 ha citato in giudizio lo Stato per la mancata remunerazione, come invece previsto dalle direttive UE. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, stabilendo che il loro diritto al risarcimento era estinto per prescrizione. La Corte ha ribadito che il termine decennale per la prescrizione dei medici specializzandi è iniziato il 27 ottobre 1999, data in cui una legge specifica ha reso l'inadempimento dello Stato definitivo e azionabile in giudizio. L'incertezza giuridica sulla strategia processuale da adottare non interrompe il decorso della prescrizione.
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Anatocismo bancario: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7377 del 2025, interviene sul tema dell'anatocismo bancario nei contratti di conto corrente stipulati prima della delibera CICR del 2000. Il caso riguarda un fideiussore che contestava la validità della capitalizzazione trimestrale degli interessi. La Corte ha stabilito che le clausole di anatocismo, nulle in origine, non possono essere sanate da una modifica unilaterale della banca, anche se pubblicata in Gazzetta Ufficiale. È necessaria una nuova e specifica pattuizione scritta con il cliente. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva ritenuto sufficiente l'adeguamento unilaterale, è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione del credito pignorato: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla prescrizione del credito pignorato. In un caso riguardante la liquidazione della quota di un socio escluso, pignorata da suoi creditori, la Corte ha stabilito che la notifica dell'atto di pignoramento interrompe la prescrizione. Successivamente, l'avvio del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo crea un'interruzione permanente fino alla sentenza definitiva. La Corte ha quindi respinto il ricorso della società, confermando che il diritto di credito non era prescritto.
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Gestione Separata avvocati: obblighi e sanzioni
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una professionista che aveva ricevuto un avviso di addebito per contributi non versati alla Gestione Separata per l'anno 2010. La Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione e versamento per gli avvocati non iscritti alla Cassa Forense che producono un reddito professionale. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo le sanzioni, annullandole per il periodo in questione in applicazione di una sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto l'incertezza normativa pregressa.
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Responsabilità amministratore: personale e della società
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore al risarcimento del danno, rigettando il suo ricorso. La Corte ha stabilito che la responsabilità amministratore, accertata in sede penale, è personale e non può essere esclusa a favore della sola responsabilità della società. La condanna penale è vincolante nel giudizio civile, rendendo l'amministratore direttamente responsabile.
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Specificità del ricorso: Cassazione e inammissibilità
Due individui hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro una sentenza che confermava la validità di un decreto di liquidazione compensi per un consulente tecnico. Essi sostenevano che il diritto di credito fosse prescritto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della mancata specificità del ricorso stesso, poiché i ricorrenti non hanno esposto in modo chiaro e completo i fatti del procedimento originario, rendendo impossibile per la Corte valutare la fondatezza dell'eccezione di prescrizione. La decisione sottolinea l'importanza fondamentale di redigere atti di impugnazione completi e dettagliati.
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Interruzione prescrizione: la difesa interrompe i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la difesa di un creditore in un giudizio di accertamento negativo del debito può determinare l'interruzione prescrizione. Se il creditore, convenuto in giudizio, non si limita a chiedere il rigetto della domanda ma riafferma attivamente il proprio diritto, compie un atto idoneo a interrompere il decorso del termine prescrizionale. La Corte ha così cassato la decisione di un tribunale che, basandosi su un precedente superato, aveva negato tale effetto.
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Gestione Separata professionisti: la Cassazione decide
Un ingegnere, già lavoratore dipendente e iscritto alla propria cassa professionale (a cui versava solo il contributo integrativo), si è visto richiedere i contributi per la Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione per i redditi professionali non coperti da una contribuzione pensionistica piena. Tuttavia, ha annullato la richiesta dell'ente previdenziale, accogliendo l'eccezione di prescrizione. La Corte ha chiarito che il termine di cinque anni per la riscossione decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
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Prescrizione contributi INPS: il DPCM sposta i termini
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che un decreto ministeriale che posticipa la data di versamento dei contributi sposta di conseguenza anche l'inizio del termine di prescrizione. La Corte ha chiarito che il periodo di cinque anni per la prescrizione decorre dalla nuova scadenza e non da quella originaria. È stato invece ritenuto inammissibile il motivo di ricorso che mirava a qualificare come evasione la mancata compilazione di un quadro specifico della dichiarazione dei redditi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi e di una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'ente, chiarendo che la prescrizione contributi era stata interrotta per un'annualità ma non per l'altra. Inoltre, ha annullato tutte le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Prescrizione responsabilità notaio: quando decorre?
Un acquirente cita in giudizio un notaio per i danni subiti a causa dell'acquisto di un terreno che si è rivelato demaniale e gravato da usi civici. Le corti di merito e la Cassazione hanno respinto la domanda, ritenendola prescritta. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione responsabilità notaio: il termine decennale non decorre dalla sentenza che accerta la nullità dell'atto, ma dal momento in cui il danno diventa oggettivamente percepibile e riconoscibile dal danneggiato, ovvero da quando ha avuto piena consapevolezza del vincolo sul bene.
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Responsabilità professionale: quando decorre la prescrizione?
Un committente ha citato in giudizio un ingegnere per lavori di ristrutturazione non conformi al progetto. La richiesta di risarcimento è stata respinta per prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che, in tema di responsabilità professionale, il termine di prescrizione inizia a decorrere non dal momento della piena consapevolezza del danno, ma da quando i vizi dell'opera diventano oggettivamente percepibili e conoscibili dal committente.
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Prescrizione contributi INPS: no sospensione per RR omesso
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato la prescrizione dei contributi INPS dovuti da un professionista alla Gestione Separata. I giudici hanno stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito e, pertanto, non sospende il decorso della prescrizione. Il termine inizia a decorrere dalla scadenza del pagamento e non dalla data di presentazione della dichiarazione.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici, specializzatisi prima del 1991, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata attuazione di direttive europee sulla retribuzione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi inferiori, dichiarando il diritto estinto. La questione centrale è la prescrizione medici specializzandi, il cui termine decennale, secondo la Corte, decorre dal 27 ottobre 1999. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per contrasto con la giurisprudenza consolidata.
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Omessa pronuncia: quando è possibile un nuovo giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'omessa pronuncia del giudice su una specifica domanda non impedisce alla parte di riproporla in un separato e successivo giudizio. Il caso riguardava una richiesta di rimborso per le spese di riparazione di un muro, avanzata dall'acquirente di un immobile nei confronti dei venditori. Questi ultimi sostenevano che una precedente sentenza, che li aveva già condannati a un risarcimento per il mancato godimento del bene, avesse creato un giudicato preclusivo. La Suprema Corte ha rigettato tale tesi, chiarendo che la precedente decisione non aveva mai statuito sulle spese di riparazione, configurando un'ipotesi di omessa pronuncia che legittimava la nuova azione legale.
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Occupazione illegittima: quando decorre la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 905/2025, ha stabilito che l'occupazione illegittima di un terreno privato da parte della Pubblica Amministrazione costituisce un illecito permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione per la richiesta di risarcimento del danno non decorre dalla trasformazione del bene, ma dalla data della domanda di risarcimento stessa. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il diritto del proprietario, riaffermando un principio fondamentale a tutela della proprietà privata.
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Responsabilità professionale avvocato: appello tardivo
Una società pubblica ha citato in giudizio il proprio legale per responsabilità professionale avvocato a seguito della tardiva proposizione di un appello in una causa di lavoro. La tardività ha reso definitiva la condanna per la società. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del professionista, chiarendo i criteri per la prova del danno e l'ammissibilità di nuovi documenti in appello, specialmente se formatisi dopo la conclusione del primo grado. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
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Sgravi contributivi: non automatici senza domanda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola, stabilendo che gli sgravi contributivi non sono automatici ma richiedono una specifica domanda amministrativa. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento e che la base imponibile non può essere ridotta in base all'orario effettivo se inferiore a quello contrattuale minimo.
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Prescrizione risarcimento danni: quando si perde il diritto
Un cittadino ha citato in giudizio un istituto di credito per un'errata comunicazione alla Guardia di Finanza, che ha innescato un'indagine per evasione fiscale. La richiesta di risarcimento danni è stata respinta in tutti i gradi di giudizio perché tardiva. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo maturata la prescrizione del risarcimento danni e sottolineando l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso, che ha reso inammissibili le altre censure.
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Prescrizione pubblico impiego: decorrenza e metus
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1783/2025, ha chiarito le regole sulla prescrizione pubblico impiego per i crediti retributivi in casi di lavoro subordinato mascherato. Annullando la decisione di merito, la Corte ha stabilito che il termine di prescrizione decorre durante il rapporto di lavoro e non dalla sua cessazione, poiché il 'metus' (timore del licenziamento) che giustifica la sospensione non è configurabile nei confronti della Pubblica Amministrazione, neanche in caso di contratti a termine. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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