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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2024

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423 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione arricchimento senza causa: la Cassazione
Un professionista ha citato in giudizio un Comune per ottenere un indennizzo per arricchimento senza causa relativo a un progetto di urbanizzazione. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso e dichiarando la prescrizione del diritto. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione per l'arricchimento senza causa decorre da quando la Pubblica Amministrazione utilizza l'opera, non dalla successiva stipula del contratto d'appalto. Inoltre, un'azione contrattuale non interrompe la prescrizione per quella di arricchimento.
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Prescrizione appalti: l’obbligo di denuncia scade
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11893/2024, ha stabilito che l'obbligo di un'impresa costruttrice di depositare la denuncia delle opere in cemento armato, sebbene previsto a tutela di interessi pubblici, è soggetto all'ordinaria prescrizione nei rapporti con la stazione appaltante. Il caso riguardava un Comune che aveva citato in giudizio un'impresa per l'omessa denuncia. La Corte ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la decisione d'appello che aveva dichiarato estinto il diritto per intervenuta prescrizione appalti, sottolineando che le richieste generiche di documenti non sono idonee a interrompere i termini.
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Reiterazione contratti a termine: Cassazione e scuola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11341/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di reiterazione di contratti a termine nel settore scolastico. La Suprema Corte ha chiarito che l'abuso nel rinnovo dei contratti precari sussiste quando questi sono utilizzati per coprire esigenze stabili e durature, come le cattedre vacanti, per un periodo superiore a 36 mesi. Ciò vale anche se il docente ha prestato servizio in istituti scolastici diversi. La sentenza ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva negato il risarcimento proprio su questo presupposto, rinviando per un nuovo esame. È stato invece confermato il termine di prescrizione quinquennale per le rivendicazioni economiche relative all'anzianità di servizio.
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Onere della prova prescrizione: chi prova il fido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11327/2024, ha stabilito un principio chiave in materia di onere della prova prescrizione nelle azioni di ripetizione di indebito bancario. Se la banca solleva l'eccezione di prescrizione, spetta al correntista, e non alla banca, dimostrare l'esistenza di un contratto di affidamento e il relativo limite. Questa prova è fondamentale per distinguere le rimesse solutorie (soggette a prescrizione decennale) da quelle ripristinatorie, posticipando così il decorso del termine alla chiusura del conto.
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Interposizione di manodopera: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda che contestava una richiesta di pagamento di premi assicurativi. Il caso verteva su una presunta interposizione di manodopera mascherata da contratto d'appalto. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo l'appalto fittizio e respingendo l'eccezione di prescrizione sollevata dall'azienda. È stato chiarito che il termine di prescrizione per i premi INAIL decorre dalla data fissata per l'autoliquidazione e che la valutazione sulla natura del contratto d'appalto è un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità.
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Legittimazione processuale: il ruolo dell’Agente
Un contribuente ha impugnato il diniego di autotutela per debiti prescritti, citando in giudizio sia l'Agenzia delle Entrate che l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha stabilito la carenza di legittimazione processuale dell'Agente della Riscossione, poiché la contestazione riguardava l'esistenza stessa del credito tributario, materia di competenza esclusiva dell'ente impositore. Di conseguenza, il ricorso del contribuente nei confronti dell'agente è stato rigettato.
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Prescrizione libretto risparmio: quando scatta?
Alcuni eredi hanno rinvenuto vecchi libretti di risparmio appartenenti ai loro avi, chiedendone il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che la prescrizione libretto risparmio decorre indipendentemente dalla conoscenza dell'esistenza del titolo da parte dell'erede. L'ordinanza sottolinea l'irrilevanza dell'ignoranza, anche incolpevole, ai fini del decorso del termine decennale. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili perché i ricorrenti non hanno impugnato tutte le autonome ragioni giuridiche su cui si fondava la decisione d'appello (la cosiddetta 'duplice ratio decidendi').
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Prescrizione risarcimento danni: il dies a quo
Una cittadina ha citato in giudizio un Ministero per i danni subiti a seguito di un'alluvione avvenuta nel 1992. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando che la prescrizione risarcimento danni di dieci anni non decorre dalla sentenza penale definitiva, ma dal momento in cui la vittima, con ordinaria diligenza, avrebbe potuto conoscere la potenziale responsabilità di terzi, identificato in questo caso con il rinvio a giudizio di un funzionario pubblico nel 2000.
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Accertamento saldo conto corrente: la Cassazione decide
Una società cita in giudizio la propria banca per addebiti illegittimi su un conto corrente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9756/2024, interviene su un punto cruciale: l'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca. La Suprema Corte stabilisce che la banca ha un interesse meritevole a eccepire la prescrizione anche nel caso in cui il cliente richieda il solo accertamento saldo conto corrente, senza una domanda di restituzione. Questo perché gli addebiti prescritti, sebbene non più restituibili, incidono sulla quantificazione finale del saldo e devono essere considerati nel conteggio.
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Prescrizione crediti lavoro: stop alla decorrenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9698/2024, chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione crediti lavoro. Viene stabilito che la domanda giudiziale volta ad accertare l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato (in caso di interposizione illecita di manodopera) interrompe la prescrizione per tutti i diritti che ne derivano, inclusi quelli retributivi. L'effetto interruttivo dura fino al passaggio in giudicato della sentenza, rendendo tempestiva la successiva richiesta di pagamento delle differenze retributive.
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Interposizione fittizia: quando l’appalto è nullo
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, riconoscendo una interposizione fittizia di manodopera in un appalto di servizi di trasporto. La Corte ha stabilito che, a causa del controllo diretto e pervasivo esercitato dalla società committente sul lavoratore della ditta appaltatrice, si era instaurato un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. La sentenza chiarisce anche che il termine di prescrizione per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto, data l'assenza di un regime di stabilità reale.
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Prescrizione crediti lavoro: quando inizia a decorrere?
Una lavoratrice, dopo una lunga causa per il riconoscimento del suo rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un'emittente televisiva, ha richiesto differenze retributive. L'azienda ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda giudiziale per l'accertamento del rapporto interrompe la prescrizione per tutti i diritti conseguenti (come i crediti di lavoro) fino al passaggio in giudicato della sentenza, proteggendo così il diritto della lavoratrice.
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Vittima del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9449/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo lo status di vittima del dovere. Il caso riguardava la richiesta di una madre per il figlio militare, deceduto durante un'esercitazione. La Corte ha confermato che il diritto al riconoscimento dello status è imprescrittibile, in quanto condizione giuridica permanente. Tuttavia, i singoli ratei dei benefici economici maturati oltre il decennio anteriore alla domanda amministrativa sono soggetti a prescrizione. Il ricorso del Ministero della Difesa è stato quindi respinto.
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Prescrizione danno ambientale: la Cassazione decide
Una società immobiliare, proprietaria di un terreno inquinato da una precedente attività industriale, ha richiesto il risarcimento dei costi di bonifica alla società ritenuta responsabile dell'inquinamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8826/2024, ha affrontato il tema della prescrizione danno ambientale. Ha stabilito che, trattandosi di un illecito istantaneo con effetti permanenti, il termine di prescrizione non decorre dalla fine della bonifica, ma dalla prima manifestazione oggettiva del danno, che nel caso di specie è stata identificata con la ricezione dell'ingiunzione di bonifica da parte del proprietario. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per una nuova valutazione sulla base di questo principio.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8715/2024, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i loro corsi negli anni '80. La Corte ha confermato il principio della prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale per l'azione risarcitoria è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Ha inoltre chiarito i criteri di calcolo per l'aumento delle spese legali in cause con più parti.
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Risarcimento tardiva attuazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di una direttiva UE sulla remunerazione degli specializzandi. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il termine di prescrizione decennale per tale diritto decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Poiché l'azione legale è stata intrapresa dopo la scadenza di tale termine, il diritto al risarcimento è stato ritenuto prescritto.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la conversione del suo rapporto da tempo determinato a indeterminato, ha richiesto le differenze retributive. L'azienda si è opposta eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione crediti di lavoro di cinque anni decorre da quando il diritto può essere fatto valere, e non dalla data della sentenza definitiva che accerta il diritto stesso, poiché la necessità di un accertamento giudiziale costituisce un ostacolo di mero fatto e non un impedimento giuridico.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e riserva. Confermando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, affermando il principio derivato dal diritto europeo secondo cui la paga durante le ferie deve essere comparabile a quella ordinaria per non dissuadere il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: sì a indennità variabili
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il concetto di retribuzione ferie, secondo il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere qualsiasi importo pecuniario intrinsecamente legato alla mansione, per evitare di dissuadere i dipendenti dal godere del loro diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: quali voci includere in busta paga
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere alcune indennità variabili nella busta paga dei dipendenti durante le vacanze. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la retribuzione ferie deve comprendere tutte le componenti retributive continuative e legate alle mansioni, per evitare di scoraggiare i lavoratori dal prendere le ferie. La Corte ha anche precisato che il termine di prescrizione per queste richieste economiche decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro.
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