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Art. 2932 Codice Civile

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1061 provvedimenti

Inammissibilità ricorso Cassazione: la specificità
Una cooperativa immobiliare ricorre in Cassazione contro la decisione che annullava l'assegnazione di un immobile a un terzo, a favore di un socio con priorità. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità ricorso cassazione, evidenziando come i motivi fossero generici e non adeguatamente documentati, ribadendo l'onere di specificità a carico del ricorrente.
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Conversione del rito: salvi i termini per la domanda
In una controversia su un contratto preliminare immobiliare, una società venditrice avvia un procedimento sommario per l'esecuzione del contratto. Successivamente, cambia domanda chiedendo il recesso. I promissari acquirenti propongono una domanda riconvenzionale per ottenere il trasferimento dell'immobile. La società eccepisce la tardività di tale domanda. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la conversione del rito da sommario a ordinario "resetta" i termini processuali. Le preclusioni maturate nella fase sommaria non si estendono alla fase ordinaria, garantendo così il diritto di difesa del convenuto, che può validamente proporre la propria domanda riconvenzionale nei nuovi termini fissati dal giudice.
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Cessione d’azienda: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società editrice contro la sentenza che la condannava a risarcire una giornalista esclusa dal trasferimento del personale in una cessione d'azienda. L'inammissibilità deriva da vizi procedurali del ricorso, tra cui il formarsi di un giudicato implicito su una delle questioni e la mancata contestazione della reale motivazione della sentenza impugnata.
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Preliminare di divisione: la firma di un solo coniuge
La Cassazione ha stabilito che un preliminare di divisione di un bene in comunione legale, anche se firmato da un solo coniuge, è valido. L'atto è solo annullabile dal coniuge non firmatario entro un anno dalla conoscenza, in applicazione dell'art. 184 c.c. La Corte ha cassato la decisione d'appello che lo riteneva inefficace.
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Riconoscimento sentenza straniera: limiti e ordine pubblico
Una società ha impugnato il riconoscimento in Italia di una sentenza canadese che rendeva esecutivo un Memorandum of Understanding per l'acquisto di quote societarie, lamentando la violazione dell'ordine pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che il controllo per il riconoscimento di una sentenza straniera non riesamina il merito della causa né l'applicazione del diritto estero, ma si limita a verificare che gli effetti della pronuncia non contrastino con i principi fondamentali dell'ordinamento italiano. La Corte ha ritenuto che la procedura canadese garantisse un risultato equivalente alle tutele previste dalla legge italiana.
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Riconoscimento di debito: prova valida senza l’originale
Un debitore aveva disconosciuto una scrittura privata con cui si impegnava a trasferire un'azienda agricola per saldare i suoi debiti verso una società fallita. Poiché l'originale del documento non è mai stato trovato, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che ha ritenuto sufficiente, ai fini della prova del credito, una lettera successiva. Tale missiva è stata qualificata come un valido riconoscimento di debito, idoneo a fondare la condanna al pagamento di una somma di denaro, pur in assenza del contratto originario.
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Prescrizione contratto preliminare: le regole del PCT
Una Corte d'Appello ha confermato la prescrizione del contratto preliminare di compravendita immobiliare, stipulato quasi vent'anni prima dell'azione legale. La sentenza chiarisce un punto cruciale del Processo Civile Telematico: un atto depositato telematicamente alle 21:01 del giorno di scadenza è valido e tempestivo, poiché il deposito si perfeziona con la ricevuta di consegna generata entro la mezzanotte. L'appello del promissario acquirente è stato quindi respinto.
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Risoluzione contratto preliminare per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare immobiliare a causa del grave inadempimento del promissario acquirente, che non aveva saldato il prezzo pattuito. La sentenza chiarisce che il certificato di agibilità è necessario solo al momento del rogito definitivo e non per la consegna anticipata del bene.
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Danno occupazione illegittima: prova e risarcimento
Una sorella ha citato in giudizio il fratello per ottenere il risarcimento del danno da occupazione illegittima dei suoi immobili. Il tribunale di primo grado aveva respinto la richiesta per mancanza di prove. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che la sorella aveva fornito prove sufficienti del pregiudizio subito, come la necessità di pagare l'affitto per un'altra abitazione. La Corte ha quindi quantificato il danno e condannato il fratello al pagamento, applicando i recenti principi della Corte di Cassazione sul cosiddetto "danno presunto". La domanda riconvenzionale del fratello, basata su un presunto negozio fiduciario, è stata respinta in entrambi i gradi di giudizio.
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Patto fiduciario quote: prova e onere del fiduciante
Un marito cita in giudizio la moglie per essere dichiarato proprietario effettivo delle quote di una società intestate a lei, sostenendo l'esistenza di un patto fiduciario. La moglie si oppone, dimostrando di aver costituito e finanziato la società con capitali propri. Il Tribunale di Milano ha respinto la domanda dell'uomo per insufficienza di prove, sottolineando che gli indizi a sostegno di un patto fiduciario devono essere gravi, precisi e concordanti, onere non soddisfatto in questo caso.
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Contratto preliminare condizionato: inefficacia e danni
Il Tribunale di Milano ha rigettato le domande di un soggetto che chiedeva l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare condizionato. La decisione si basa sull'inefficacia del contratto a causa del mancato avveramento della condizione sospensiva entro il termine stabilito. Sono state respinte anche le richieste di risarcimento danni, sia dell'attore che del convenuto, per insussistenza dei presupposti.
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Contratto preliminare e art. 2932: i requisiti
Un promissario acquirente ha richiesto il trasferimento di un immobile tramite un'azione ex art. 2932 c.c., basata su un contratto preliminare. Il Tribunale ha dichiarato la domanda improcedibile. La causa è la mancanza delle dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale, considerate condizioni essenziali dell'azione. Senza questi requisiti, il giudice non può emettere una sentenza che trasferisca la proprietà.
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Preliminare bene in comunione: coniuge litisconsorte
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un'azione per l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita di un immobile in comunione legale, è necessaria la partecipazione al giudizio di entrambi i coniugi, anche di quello che non ha firmato l'accordo. La mancata citazione in giudizio del coniuge non firmatario costituisce un difetto di contraddittorio che comporta la nullità dell'intero procedimento. La Corte ha quindi annullato le sentenze di merito e rinviato la causa al primo grado per la corretta instaurazione del processo, ribadendo il principio del litisconsorzio necessario in questa materia.
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ICI contratto preliminare: chi paga le tasse?
Con la sentenza n. 34592 del 30/12/2019, la Corte di Cassazione, Sez. V, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI e contratto preliminare. Il caso riguardava la richiesta di pagamento dell'imposta da parte di un Comune nei confronti di un promissario acquirente. La Corte ha chiarito che l'obbligo tributario sorge solo con il trasferimento effettivo della proprietà, che, in caso di contenzioso, coincide con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c., e non con la mera stipula del preliminare o con la detenzione anticipata dell'immobile.
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Scrittura privata compravendita: vale come vendita?
Una sentenza della Corte d'Appello analizza il valore di una scrittura privata di compravendita immobiliare in una disputa familiare. La Corte ha stabilito che, se il testo manifesta la volontà di trasferire immediatamente il bene, il contratto è definitivo e non preliminare. Di conseguenza, l'azione per l'accertamento dell'autenticità delle firme è imprescrittibile. La Corte ha rigettato l'appello della venditrice, che sosteneva la natura preliminare dell'atto e la simulazione, confermando il trasferimento di proprietà al compratore.
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Provvigione agenzia immobiliare: quando è dovuta?
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza il diritto alla provvigione dell'agenzia immobiliare in caso di risoluzione consensuale del contratto preliminare. Il caso riguardava la compravendita di un immobile da costruire. La Corte ha confermato che il diritto alla provvigione sorge alla conclusione dell'accordo, anche se poi le parti decidono di risolverlo. Tuttavia, ha ridotto l'importo della provvigione a quanto effettivamente pattuito, accogliendo parzialmente l'appello del promissario acquirente.
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Prelazione statutaria: sequestro quote per violazione
Un socio di maggioranza ha ottenuto il sequestro giudiziario di una quota societaria venduta da un altro socio a un terzo, in presunta violazione del diritto di prelazione statutaria. Il Tribunale ha concesso la misura cautelare, ritenendo che la comunicazione di vendita (denuntiatio) fosse incompleta e che il venditore non avesse agito in buona fede. La decisione sottolinea l'efficacia reale della prelazione statutaria, che la rende opponibile anche all'acquirente terzo, giustificando il sequestro per tutelare i diritti del socio pretermesso in attesa della decisione di merito.
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Provvigione mediatore immobiliare: quando è dovuta?
Il Tribunale di Pescara ha stabilito che la provvigione del mediatore immobiliare è dovuta quando si forma un vincolo giuridico tra le parti, come l'accettazione di una proposta d'acquisto. In questo caso, un acquirente si era rifiutato di pagare l'agenzia dopo che la sua proposta era stata accettata e la caparra incassata dai venditori. Il giudice ha condannato l'acquirente a pagare la provvigione, ritenendo l'affare concluso e irrilevante la successiva mancata stipula del contratto definitivo.
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Scioglimento contratto preliminare fallimento: guida
La sentenza analizza il caso dello scioglimento di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a seguito del fallimento del promissario acquirente. Il Tribunale ha confermato il diritto del curatore fallimentare, ai sensi dell'art. 72 della Legge Fallimentare, di recedere dal contratto. Di conseguenza, ha ordinato alla società promittente venditrice, rimasta contumace, la restituzione integrale della caparra confirmatoria di 160.000 euro, in quanto il recesso del curatore fa venir meno la causa del contratto e, quindi, il diritto a trattenere la somma.
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Contratto preliminare: valido senza agibilità?
Una parte acquirente ha citato in giudizio la venditrice per ottenere la nullità o la risoluzione di un contratto preliminare, lamentando difformità urbanistiche e la mancata consegna del certificato di agibilità al momento della firma. Il Tribunale di Roma ha respinto le domande, stabilendo che la sanzione della nullità non si applica ai contratti preliminari, ma solo a quelli definitivi. Inoltre, ha escluso un grave inadempimento, poiché il termine per il rogito non era essenziale e le irregolarità sono state sanate successivamente con l'ottenimento dell'agibilità, confermando la validità del contratto.
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